martedì 14 marzo 2017

Sintassi contro gli stereotipi



A margine - ma non troppo - del nostro lavoro su stereotipi e pregiudizi, in particolare relativi al genere, ho proposto ai ragazzi un lavoro sulla sintassi.
 
Ho chiesto loro di trovare alcuni predicati da attribuire al soggetto La mamma. Una volta completata la prima colonna, abbiamo riscritto gli stessi predicati accompagnati dal soggetto Il papà. 
Qualche risolino, addirittura un sussulto sul primo predicato: Mail papà…stira?






Un ragazzino, pronto, risponde: “Il mio papà fa tutte queste cose: stira, cucina, lava...”

Ne segue una discussione su ciò che i rispettivi papà proprio non fanno: tra i ripetuti cucina, lava, stira, spiccano anche racconta, legge, abbraccia (ma anch'io sono fatto così - aggiunge prontamente il ragazzino - non mi piace abbracciare o essere abbracciato).

Riflettiamo quindi su ciò che attiene al carattere o alle scelte personali, e ciò che invece viene considerato da maschio/da femmina.


Nell'altra classe, un ragazzo propone, come ultimo predicato da attribuire al soggetto La mamma, è stufa (Con tutto 'ste cose che fa, per forza che è stufa, spiega ai compagni perplessi).

Dopo aver discusso con loro sull'ironia, e su quanta maturità richieda essere capaci di farla, di riconoscerla e di apprezzarla, chiedo ragione dei risolini  che invece han fatto da sottofondo alla lettura del secondo elenco






Perché questo elenco vi fa ridere?

Perché ognuno ha la propria famiglia, e ogni famiglia ha caratteristiche diverse, quindi a questa persona può sembrare strano che il papà compia certe azioni, o viceversa…anche con la madre, però: mia mamma che suda non l’ho mai vista

Domanda: ma come fa…il papà, va bene che lava, ma com’è che fa? Cioè, io di solito vedo mia zia che lava i vestiti a mano, invece mio zio prende e li butta in lavatrice 

A me non fa tanto ridere quello del papà, ma quello della mamma, perché sembra che faccia tutto contemporaneamente

Per me l’azione che il papà cucina non mi fa ridere, perché il mio papà la maggior parte delle volte cucina lui, e io non ci vedo mio papà che cuce, perché lui certe volte è sfaticato

È vero quello che ha detto F. che il papà cucina, perché la maggior parte delle volte a casa mia cucina il mio papà

A me fanno ridere due cose: il papà che cucina, perché me lo immagino già lì che ha in mano la pentola della pasta e intanto il forno è finito, tutto un casotto…e poi mi fa ridere anche il papà che cuce

A me fanno ridere le conseguenze del papà, perché mio papà sa cucinare, ma me lo immagino che un giorno infuocherà la casa, perché se uno non sa cucinare mi immagino la conseguenza che sarà un po’ un disastro

A me non è che mi fa tanto ridere, perché è vero che magari mio papà lavora soltanto… cioè è vero che i papà sono un po’ sfaticati, sono un po’ pigri, perché di mattina vanno a lavorare e tornano di sera che non riescono neanche a muovere un muscolo

A me fa ridere Il papà pulisce, perché il mio papà con l’aspirapolvere pulisce veloce e poi si mette subito sul divano, poi quando mamma torna a casa e vede che ha pulito lui, vede tutta la polvere e deve rifar la doppia passata, quindi sembra un lavoro inutile che ha pulito

A me proprio non fa ridere, sono soltanto dei verbi