sabato 9 novembre 2013

I lupi che non incontreremo...





Lupo vive tutto solo sotto il suo alberello. Ma un giorno Lupetto arriva e si piazza da lui. Quell'imprudente non solo osa intrufolarsi per dormire, ma resta lì anche il giorno successivo, per la seduta quotidiana di ginnastica di Lupo. Il nostro Lupo però, per niente rancoroso, gli offre perfino qualche frutto per la colazione; e dopo pranzo parte per l'abituale passeggiatina, ma al suo ritorno - che stupore! - il nuovo amichetto non c'è più. Che strano sentimento quello che prova Lupo... in fondo in compagnia si stava meglio! E dove sarà finito il piccolo Lupetto?
Come incomincia:
"Lupo viveva lì da sempre, da solo sotto il suo albero, in cima alla collina. Poi, un giorno, arrivò Lupetto. Veniva da lontano. Da così lontano che all’inizio Lupo vide solo un puntolino.
Lupetto si avvicinava. Lupo d’improvviso ebbe paura che fosse più grande di lui.
Lupetto cominciò a salire su per la collina e Lupo vide che era piccolino. Si rassicurò.
Lasciò che si arrampicasse fino al suo albero.
Lupetto rimase tutto il giorno sotto il grande albero della collina.
Ora sotto l’albero erano in due: Lupo e Lupetto.
Non si parlavano.
Si guardavano un po’ di sottecchi, ma così, senza cattiveria.”
BRUM-COSME N. –TALLEC O., Lupo & Lupetto, Edizioni Clichy
 



Questa è la storia di un lupacchiotto che ha un grande sogno: uscire dal bosco e volare alto nel cielo. Per farlo però ha bisogno di un paio di ali e i lupi non le hanno. Nemmeno le pecore però hanno le ali, eppure loro in cielo ci sono: bianche, soffici e leggere. Così il piccolo lupo pensa che con il giusto travestimento potrà coronare il suo sogno, volare alto nel cielo. E infatti è quello che puntualmente succede. Solo, non nel modo che il coraggioso lupetto si aspetta!
 

Come incomincia:

“Vorrei essere una pecora…- dice Piccolo Lupo.
Ma subito gli altri lupi scoppiano a ridere.
Allora Piccolo Lupo si azzittisce.
-In ogni caso, sono troppo stupidi per capire !- dice tra sé e sé.
Piccolo Lupo sogna di uscire dal bosco e di raggiungere il cielo.
Ma per volare ci vogliono le ali e i lupi non ce le hanno.
Piccolo Lupo, però, ha guardato a lungo le pecore: anche loro non hanno le ali eppure, a volte, le vediamo in cielo.”

RAMOS M., Il lupo che voleva essere una pecora, Babalibri

 
 




Un lupo affamato, molto affamato, e soprattutto tanto solo. Eppure, carote e conigli si rincorrono ad ogni pagina. E lui li segue, li rincorre, ma non riesce mai ad acchiapparli. Finchè alla fine… PATATRAC!

Come incomincia:

"Ohibò, non ha proprio un’aria contenta, questo lupo. Cosa c’è che non va?
Ha fame! Certo, è un lupo! Uno di quelli cattivi, per di più. Anzi, è un grande lupo cattivo. Già, nientemeno!
In realtà, vorrebbe tanto essere buono, ma con chi? Nessuno lo ama. Tutti lo prendono in giro, gli fanno gli scherzi…
D’accordo, forse non è così gentile come vorrebbe, ma non è nemmeno così cattivo come potrebbe.
Si comporta da grande lupo cattivo solo quando ha fame.”

CORENTIN P., Patatrac, Babalibri

 

 


Un altro lupo (o forse è lo stesso, solo vestito in modo diverso?) alle prese questa volta con un orco, una bambina e un bignè. L’oro deve attraversare il fiume col bottino, ma la barca può trasportare solo due passeggeri per volta.
Come fare per impedire che qualcuno mangi qualcun altro prima che l’orco possa mangiare tutto quanto?

Come incomincia:

“Questa è un’altra storia di orchi, ma molto divertente.
C’è un orco, un orco grasso con la pancia piena, appena tornato dalla caccia.
Ha catturato un lupo, una bambina e un bignè.
L’orco è piuttosto seccato. Quel castello laggiù è casa sua, ma per attraversare il fiume c’è solo una barchetta che può portare due passeggeri per volta. Non uno di più.
Per prima cosa, quindi, l’orco fa salire la bambina, così il lupo non può mangiarsela.”

CORENTIN P., L’orco, il lupo, la bambina e il bignè, Babalibri

 


 
 

Una strana macchia compare, una sera, sulla parete della camera di Giacomo. Sembrerebbe proprio un lupo...

Come incomincia:

"Una sera, poco prima di addormentarsi, Giacomo si accorge di una strana macchia grigia sulla carta da parati. -Ma guarda, sembra proprio un lupo!
Giacomo si avvicina per guardare meglio.
-Ma sì. è un lupo! C'è un lupo sulla parete.
Corre subito a chiamare la mamma:
-Guarda mamma, là, tra le stelle, c'è un lupo!
-Ma dài-, gli dice la mamma, -non c'è nulla. Null'altro che una macchia, una macchiolina piccina picciò! Dormi, Giacomo! Dormi!"

PIQUEMAL M., Un lupo...nella mia camera!, Gallucci

 




C'era una volta un enorme lupo nero che non amava il proprio colore. Si guardò nello specchio e allora decise: lo avrebbe cambiato, ma non era facile come sembrava...
THUILLIER E., Il lupo che voleva cambiare colore, Gribaudo