venerdì 6 maggio 2016

Ancora libri di testo? Per ora, sì, grazie.



Mai come quest’anno ho faticato a scegliere il libro di testo per le mie future 4^/5^.

Credo ci siano molte motivazioni diverse: l’età e l’esperienza, che mi rendono più attenta,  scrupolosa, selettiva. La composizione delle classi, davvero varia, e che richiede approcci differenziati e inclusivi nei confronti di ogni bambino. La necessità di coniugare il fare scuola in modo aperto e nuovo con il rigore che richiedono alcuni ambiti specifici dell’insegnamento (penso alle abilità di lettura e scrittura, alla morfologia, alla sintassi). La comodità di poter utilizzare strumenti predisposti per lavori in classe e a casa, che mi permettano, talvolta, di trovare qualcosa “già pronto”. Il desiderio di proporre letture e attività motivanti e dense di significato, che educhino al piacere della lettura, e che non ricalchino argomenti o temi già proposti in precedenza. Le perplessità riguardo le eccessive suddivisioni dei diversi ambiti in più volumi (sono d’accordo sull'importanza di ridurre il peso nello zaino, ma possibile che per italiano un ragazzino di 4^ debba avere 4 o 5 volumi, quando io persisto nell’utilizzare un solo quaderno, in cui tutto sia il più possibile collegato e coeso?).

Se è estremamente difficile trovare tutte queste caratteristiche in un solo testo, è stato addirittura impossibile trovare un testo che dedicasse alla cura della parte grafica la stessa intelligenza e attenzione adottate per la scelta dei testi e delle attività.
Sono quindi arrivata alla conclusione che il libro giusto per me e per i miei ragazzi non esista. 

Eppure, ciò nonostante, ho deciso anche per il prossimo biennio di adottare il testo ministeriale, senza preferirgli l’adozione alternativa. 
Anche qui, i motivi sono molteplici, ma se ci rifletto attentamente, riesco a ricondurli ad uno solo: il bisogno forte di avere uno strumento condiviso su cui ogni bambino possa trovare quel che trovano la maestra e i compagni. Per ora, non riesco a pensare a un modo diverso di fare scuola: e intanto, sul podio sono rimasti in due…