mercoledì 4 maggio 2016

Mercoledì al cubo 18: Il libro delle cose reali e fantastiche, ovvero La grammatica nascosta



Ci ho pensato molto, ma davvero non riesco a ricordare dove per la prima volta ho letto, e ho ammirato le immagini, di

Il libro delle cose reali e fantastiche




a cura di Jutta Bauer e Katja Spitzer, Lapis;


sicuramente on line, in uno dei tanti aggiornamenti dei blog, o degli amici di Facebook, che seguo ormai da tempo.
Ho pensato subito che sarebbe stato mio, spinta sia dalla bellezza delle immagini che dalle ipotesi di attività che immediatamente hanno cominciato a nascermi nella mente.

Qui la versione di Scaffale Basso
Qui la versione delle Briciole di Pollicino

Quando l’ho portato a scuola, l’ho mostrato ai bambini, se così si può dire, da lontano; e non ho chiesto loro se volessero sfogliarlo in autonomia. 









Desideravo che nascesse un nostro libro delle cose reali e fantastiche, e temevo che la scelta dei temi o lo stile delle illustrazioni dei bambini stessi potessero esserne in qualche modo influenzati.
Così abbiamo cominciato ragionando su quel che si può, o non si può, illustrare: e qualche bambino è arrivato in tempi rapidissimi ad affermare che si possono disegnare solo parole che in grammatica si chiamano NOMI
Nulla da fare per articoli, verbi o aggettivi. Caso mai, si possono disegnare cose, persone o animali che possiedono una determinata qualità, o svolgono una certa azione.

Di nuovo, la grammatica è entrata a far parte di quel che all’inizio grammatica non era, o almeno non sembrava.

Scegliere i nomi da rappresentare nel nostro catalogo non è stato facile; alcuni sono stati sicuramente ispirati dal libro, altri sono nati dalla fantasia o dalle passioni dei bambini stessi. 

Il lavoro ha coinvolto tutti, permettendo ad ognuno di decidere a turno su quale foglio lavorare, cosa e come rappresentare, per passare poi la pagina del futuro libro al compagno che desiderasse a sua volta illustrarla.




















Il lavoro è durato a lungo, e non è ancora concluso; e come accade spesso nelle attività più lunghe, a volte ho avuto l’impressione che non fosse più  gradito a tutti i bambini (prova ne è la scarsa cura riservata ad alcune immagini).























Così ora stiamo assemblando le pagine: questo significa che d’ora in poi potrà lavorarci un solo bambino per volta. Chissà se riusciremo a completarlo...











(nel frattempo, c'è chi è diventato esperto nel disegnare cavalieri e re)