martedì 11 giugno 2013

Altri amici con la T



Un viaggio poetico, incantato  e surreale nella valle dove vivono i Tuim. Popolato da alberi casa, pietre che cantano, bambini caduti dal cielo e giganti tristi, questo luogo meraviglioso ospita anche uno struggente cimitero e il Teatro delle Collere.
 
Come incomincia:
 
“Questa è la mia valle. Io sono nato nell’Albero-Casa sulle Rocce Blu. Sono un Tuim. Tutti i Tuim vivono nella mia valle. E’ la più bella del mondo.”
 
PONTI C., La mia valle, Babalibri
 
 
 
Una sera la piccola Talpa mette la testa fuori dalla tana, quando succede l’irreparabile.
Chi sarà il responsabile? E come vendicarsi?
 
Come incomincia:
 
“Una sera quando, come al solito, la piccola Talpa mise la testa fuori dalla tana per controllare se il sole se n’era andato, ecco cosa successe: era rotondo e marrone – pareva un po’ una salsiccia – e il peggio fu che le cadde proprio in testa – splic.”
 
HOLZWARTH W. E ERLBRUCH W., Chi me l’ha fatta in testa?, Salani editore
 
Il topolino Totò s’annoia a tal punto da essere disposto persino a fare da attaccapanni per il nuovo cappotto di Giuseppina la talpa. Lei però non lo ritiene molto adatto a questo compito. Per fortuna, sulla panchina c’è l’uccello Ugo, e anche lui pare aver bisogno di un attaccapanni.
 
Come incomincia:
 
“E’ una bella giornata d’autunno, eppure Totò si annoia.
Forse Giuseppina, la talpa, ha voglia di giocare con lui. -Buongiorno Giuseppina-, dice Totò. -Che cosa fai di bello?
-Sto tornando a casa -, risponde lei. -Ho appena comprato un cappotto.”
 
VALCKX C., Totò e il cappotto, Babalibri


 
Il piccolo Tommaso è inseguito da cento lupi, che, nel cuore della notte, vogliono mangiarlo.
Beh, forse non sono cento, ma cinquanta di sicuro. E se non fossero cinquanta, sarebbero certo almeno dieci. E se non dieci, cinque senza ombra di dubbio.
Per fortuna la mamma è armata di scopa… e soprattutto ha un magnifico lettone in cui infilarsi.
 
Come incomincia:
 
“Una notte in cui il vento soffiava minaccioso, Tommaso si svegliò…
M-A-M-M-A!
La mamma arrivò di corsa. –Che succede? Cosa c’è?- chiese.
-I lupi!- esclamò Tommaso. –Sono almeno cento e vogliono mangiarmi!
-Cento lupi?- domandò la mamma. –Sei proprio sicuro?
-Beh…- fece Tommaso –forse erano cinquanta, ma mi correvano dietro e io non riuscivo a scappare abbastanza veloce.”
 
GORBACHEV V., Tommaso e i cento lupi cattivi, Nord-Sud Edizioni
 
 
Per il compleanno della mamma, Tullio, Teresa, Tonino e Titti realizzano dei meravigliosi disegni: una carota, un albero, un fiore, un sole.
Solo Tommaso continua a giocare in giardino, ma quando rientra decide di regalarle qualcosa di davvero fantastico. Ci sarà la casa nel bosco, il mare, una grande nave verde su cui imbarcarsi, i gabbiani, i delfini e soprattutto tanta voglia di divertirsi
 
Come incomincia:
 
“Oggi è il compleanno della mamma.
Tullio, Teresa, Tonino e Titti lavorano già da un po’: stanno colorando dei bellissimi disegni, tutti per lei.
Tommaso no. Lui è in giardino a giocare.
-Ehi, Tommaso!- lo chiamano. –Non vuoi fare un regalo alla mamma?
-Sicuro!- risponde Tommaso. –Ma sto pensando a qualche cosa di veramente speciale.
-Perché non disegni una carota come la mia?- dice Teresa. –Oppure un albero come quello di Tullio, o un fiore come quello di Titti…
-No,- risponde Tommaso –io voglio regalarle qualcosa di fantastico.”
 
GORBACHEV V, Tommaso e il regalo fantastico, Nord-Sud Edizioni
 

 
 
Per festeggiare un compleanno, cosa c’è di meglio che una bella torta?
Teodoro, il festeggiato, la prepara con l’aiuto di Ciccio, che ha sempre una gran fame.
Com’è divertente seguire la ricetta della nonna! E guardare la torta che lievita in forno è quasi meglio che vedere la tivù.
Suonano alla porta. Che fortuna che Teodoro e Ciccio abbiano fatto una torta! E’ bastata giusto per tutti, ed era buonissima!
 
Come incomincia:
 
“Chi bussa alla finestra di Teodoro?
E’ Ciccio che viene a fargli gli auguri. Oggi è il compleanno di Teodoro.
Teodoro è contentissimo. Ma cosa può offrire al suo ospite? Ciccio ha sempre una gran fame!
Prepariamo una torta!
Questa è la cucina di Teodoro. Ci sono un sacco di pentole, mestoli, terrine e zuppiere. Ha avuto quasi tutto da sua nonna, che era molto brava a fare da mangiare.
Ma cos’è che stanno cercando?”
 
KLINTING L., Teodoro fa la torta, Editoriale Scienza
 
 
 

Teo, uomo di neve, adora essere circondato dai bambini, ma purtroppo la notte resta solo.
Un uccello migratore lo tenta con la descrizione di paesi caldi, e Teo decide di mettersi in viaggio. E’ pur sempre un uomo di neve, però, e man mano che la temperatura sale, si scioglie. All’arrivo nei torridi paesi del sud, di lui non resta che una larga pozzanghera.
Ma i raggi del sole lo trascineranno con loro nel cielo, e di lì finalmente a casa.
 
Come incomincia:
 
“Quell’inverno faceva molto freddo. Alberi e case erano ammantati di bianco. I bambini costruirono in giardino un magnifico uomo di neve e lo chiamarono Teo. Gli misero occhi, naso, bocca e un cappello sulla testa, poi gli infilarono una scopa nella mano.
Teo, divertito, li lasciva fare: i bambini che giocavano intorno a lui con tanto chiasso, lo rendevano felice.”
 
LORETAN S. – LENICA J., Teo l’uomo di neve, Edizioni Arka
 

 

 
Immersa nel verde vive la famiglia Topini.
Oggi è giorno di bucato e tutti si divertiranno tanto. Si raccolgono i panni, si portano al fiume (un topino per scherzo si è messo in testa un lenzuolo!), ci si bagnano i piedi nel fiume e poi… al lavoro! Ciaff, ciaff fa l’acqua: si lava, si frega, si sciacqua! Si sbatte, si strizza e si tira. La rana improvvisamente parte per un viaggetto sull’asse da bucato. E dopo aver steso i panni ed aver fatto un bel bagno, ormai arriva la sera.

 
Come incomincia:

 
“Dopo la pioggia la luce del sole illumina il bosco. La cicala incomincia a cantare.
Mamma Topina dice ai topini: -Oggi dobbiamo fare il bucato: portatemi i pantaloni, le camicie, le lenzuola e i pigiamini.
Fa molto caldo, questa mattina! Che bello fare il bucato con la mamma! Fra poco arriveranno anche il Papà e i Nonni.”

 
IWAMURA K., Il bucato della famiglia Topini, Babalibri




 
Tesoro, un orsetto polare, si allontana per giocare. Vede arrivare una barca, ed ecco una ciurma di pirati a caccia del Tesoro! Il piccolo crede che quei brutti ceffi stiano cercando proprio lui e si nasconde in una grotta. Dalla neve spunta un forziere: proprio un ottimo nascondiglio, ma purtroppo è pieno zeppo. Tesoro nasconde il contenuto, tiene per sé una sciabola per difendersi e chiude il coperchio. Che succederà quando i pirati scopriranno chi c’è nel forziere?

 
Come incomincia:

 
“ – Dove vai, Tesoro? – chiede mamma orsa. – Vado a giocare con i pinguini. Mi annoio un po’ a stare da solo.
- Non ti allontanare troppo, Tesoro.
- Ma no, ma no. Non ti preoccupare, mamma.
Ma i pinguini non vogliono giocare con tesoro. – Vai via! – urla il maestro. – Non vedi che ci disturbi? Oggi c’è lezione di tuffi. Via, via!
- Oh, arriva una barca. Forse c’è qualcuno che ha voglia di giocare… - pensa Tesoro
Ma i nuovi arrivati non hanno l’aria simpatica. – Forza, ragazzi! Il tesoro è di qua! – grida il più brutto di loro. – E’ proprio qui vicino, per di qua! Me lo sento!”

 
COUSSEAU – TURIN, Vogliono rubare il mio tesoro!, Babalibri



 
La piccola talpa ha proprio bisogno di un paio di calzoni da lavoro con le tasche per i suoi tesori: una palla, una spilla, un chiodo e uno specchietto.
Il gambero è disposto a tagliare la stoffa, la cannaiola a cucirli, il fiore azzurro a darle il lino.
Riuscirà piccola talpa ad avere infine i suoi calzoni blu?

 
Come incomincia:

 
“C’era una volta un mucchietto di terra che si agitava e saltellava come se avesse le gambe. E per l’appunto non aveva soltanto delle zampine, ma anche un grazioso musetto.
Be’, ma cos’era? Era una talpa, era.
-Eccomi qua,- disse la talpa, -con tutti i meravigliosi tesori che sono riuscita ad ammassare sotto terra: una palla, una spilla, un chiodo e uno specchietto.
Una palla è meglio di un chiodo, e uno specchio è anche meglio di una palla. Ma il meglio di tutto, proprio di qualsiasi cosa, sarebbe un bel paio di pantaloni con le tasche. Quanta roba potrei infilarci, in quelle tasche. Ma dove me lo vado a prendere un paio di pantaloni?”

 
MILER Z. – PETISKA E., La piccola talpa con i calzoni blu, Il gioco di leggere Edizioni

 

Questa è la storia di un topolino fifone che sa fare solo una cosa: correre. Stufo di essere ridicolizzato dai suoi amici, il topo Teodoro decide di trasformare una piccola scoperta in una grande occasione. Trovato un fungo blu che sa dire solo «Quirp», Teodoro convince gli amici che si tratta di un fungo speciale e unico che dice sempre la verità. E di che verità si tratta? Ovvio: che i topi sono animali da venerare. Ecco che il piccolo topo fifone diventa il re degli animali. Peccato che le bugie abbiano sempre vita breve e che, alla fine, il trucco venga scoperto. Beh, in fondo anche correre può rivelarsi molto utile, se c’è da scappare da quattro amici delusi e arrabbiati!

 
Come incomincia:

Nel ceppo di una vecchia quercia vivevano quattro amici, una lucertola, una rana, una tartaruga e un topo chiamato Teodoro.
-Tutte le volte che perdo la coda, posso farmene ricrescere una nuova- si vantò la lucertola.
-Io posso nuotare sott’acqua- disse la rana.
-Io posso chiudermi nel mio guscio come un una scatola-, dichiarò la tartaruga.
-E tu?- chiesero al topo. Teodoro, che aveva sempre paura, arrossì. –Io posso correre-, disse.
Gli altri scoppiarono a ridere: -Ah! Ah! Ah!

 
LIONNI L., Teodoro e il fungo parlante, Babalibri