martedì 30 luglio 2013

Amici con la G (dura)




Cosa c’è di più terribile per una piccola foca che aver paura dell’acqua alta? Gastone sa nuotare, ma solo vicino a riva,dove l’acquaè bassa e limpida. Tutti provano ad aiutarlo a sconfiggere questa paura: il papà, la mamma, persino il fratello Atenore. Nessuno di loro ce la fa, finchè un giorno a un gruppo di piccole foche dalla scogliera cade la palla.



Come incomincia:

“Le piccole foche agitarono le pinne. La grande foca dai baffi rossi aveva appena soffiato nel fischietto. – Via! – disse, fissando con severità la prima foca della fila. Gastone allora camminò fino al bordo della scogliera. Là sotto il mare era di un azzurro chiarissimo. Gastonelo guardò con la coda dell’occhio.”

LOCATELLI A., Gastone ha paura dell’acqua, Il Battello a Vapore Piemme Junior


L’alce Gustavo, nato con un paio di corna enormi, da sempre si sente diverso e diventa un tipo solitario. Un giorno, però, a causa di due orsi ubriachi e attaccabrighe, uno dei suoi corni si spezza. Per fortuna, Gustavo incontrerà Babbo Natale…

Come incomincia:

“Gustavo potrebbe essere in tutto e per tutto un alce normale. Ama passeggiare nei boschi, mangiare funghi e mirtilli, spaventare gli automobilisti. La sua vita potrebbe trascorrere tranquilla e serena come quella di tutti gli altri alci. Potrebbe. Questo è il punto. Perché in realtà Gustavo non è affatto un alce come tutti gli altri.”

KRIEGEL V., L’alce Gustavo, Il Castoro bambini



Che orribile mostro, il Gruffalò! Ha zanne tremende, artigli affilati e denti da mostro di bava bagnati. E poi ginocchia nodose, terribile unghione e un bitorzolo verde in cima al nasone. E come se non bastasse, occhi arancioni, la lingua molliccia e aculei violacei sulla pelliccia.
Per fortuna che il Gruffalònon esiste: è solo l’invenzione di un furbo topino per tenere alla larga chi vorrebbe mangiarselo.
E se invece il Gruffalòesistesse davvero? Niente paura, il topino è davvero molto furbo.

Come incomincia:

“Un giorno un topino allegro e gioioso andò a passeggiare nel bosco frondoso. La volpe lo vide: -Che buon bocconcino!- pensò osservando il bel topolino.
-Ciao topo, lo sai, la foresta è insidiosa… dai, vieni da me che ti offro qualcosa!
-Sei molto gentile, ma dico di no: mi vedo per cena con il Gruffalò.
La volpe gli chiese: -E chi sarà mai?
-Ma come, davvero tu non lo sai?”

DONALDSON J. – SCHEFFLER A., A spasso col mostro, Emme Edizioni 1999 Trieste


 

“Arriva il gatto!” L’allarme giunge dal cielo, dal topo di vedetta su di una mongolfiera. Subito la voce corre di bocca in bocca, dai topi campagnoli dediti all’orto a quelli in viaggio sul treno, per arrivare in un baleno in città. Per le strade, nei cantieri, nelle case, nei negozi -e sulle pagine del libro- una sola frase, concitata, è sulla bocca di tope eleganti e modesti sorci, di ratti operai e di vetuste pantegane: “Arriva il gatto!”.Ed ecco stagliarsi sulla folla -enorme testone, orecchie a punta, grandi baffi- l’imponente ombra di un gigantesco felino. È la fine per i topi o forse l'inizio di un’amicizia?

ASCH F., Arriva il gatto!, Orecchio Acerbo





Tutti i gufi penano molto, anche quelli piccoli come Sara, Bruno e Tobia. Specialmente di notte, nel bosco, mentre aspettano che Mamma Gufa torni al nido, dopo la caccia. All'inizio si sentono coraggiosi, ma man mano che il tempo passa cominciano ad avere paura. E se la mamma non tornasse più? Una storia che permette ai piccoli lettori di superare la paura dell'abbandono, di rivivere la solidarietà fra frateli, i piccoli atti di autonomia e la felicità del ricongiungimento con i genitori.

WADDELL M., I tre piccoli gufi, Mondadori




 

Guglielmo è un vermetto che vive solo e soletto a sinistra di un albero. Anche Marta è un vermetto e vive sola e soletta a destra dell'albero. Un bel giorno, una grossa pera succosa cade per terra nel giardino e Guglielmo e Marta si ritrovano legati da molti punti di vista...

PETR H., Guglielmo e Marta, Phaidon