mercoledì 31 luglio 2013

G come gatto, ovvero...poemiao

Mi piacciono i gatti; da piccola ho sempre avuto gatti, mai cani, perché un gatto è tuo ma può essere anche dei tuoi cugini o degli amici, s’arrangia, non ha bisogno che tu lo rincorra per colazione o cena …Ai miei tempi era così: trenta/quarant’anni fa, i gatti riempivano stalle, fienili e cortili (c’erano i topi da sgominare!), ma non stavano mai, mai in casa (per la gioia di mia mamma, che mai avrebbe tollerato un animale dentro le mura dell’appartamento).
Da che sono adulta, invece, sono i cani, pastori tedeschi, ad accompagnare la mia vita; i primi due, amati in modo sano, rigorosamente in giardino, anzi, nello scivolo del garage, così il giardino si poteva definire tale. L’ultima, che ha rischiato di morire durante la nostra prima settimana insieme, per colpa di un venditore disonesto e criminale, vive praticamente accampata in casa: d’inverno perché è freddo, d’estate perché è caldo, nella mezza stagione perché “poverina, si sente sola!” …quella prima settimana, sempre tra le braccia e nutrita ogni poche ore con la siringa, ha creato squilibri affettivi irreparabiliJ!

Ad ogni modo, il mio affetto e la mia “stima” per i gatti rimangono immutati, e così…



 

Uno è rosso
l’altro è grigio
uno corre di traverso
con la coda serpentina
l’altro salta, poi si tuffa
vuole prendersi la coda
Giù per terra, pancia in su
Sei già stanco? No, non vale!
Una zampa sulle orecchie
il solletico coi baffi
via di corsa, ancora un giro
poi un altro e un altro ancora
I gatti che giocano fanno ridere
l’aria. Bisogna guardarli
i giochi dei gatti
Fermarsi e guardarli



Il mio gatto è un gran signore
zampe svelte e occhi gialli
baffi tesi e lingua rosa
pelo nero e cuore d'oro

Ogni tanto lui ci guarda
Io gli leggo sulla faccia
               D’accordo, restate,
divani e tappeti
dondolo e letti
potete anche usare,
però ricordate
che è mia questa casa
e ospiti siete.
Molto cari, interessanti,
forse a volte i preferiti.
Vi ho dato le chiavi
il telefono suona per voi
Ma rimango io il padrone
Non avete neppure la coda, voi

                              Giusi Quarenghi, E sulle  case il cielo, Topipittori





Ai gatti puoi dir tutto

Sulle scale una ragazza
tiene un gattino grigio in braccio.
“Tre per tre fa ventidodici”
gli sussurra all’orecchio.
“Ma non dirlo a nessuno!”
gli dice seria seria.

Ma non c’è da preoccuparsi
su cosa dire o non dire,
ai gatti puoi dir tutto,
tutto quello che sai.
Tanto i tuoi segreti
non li diranno mai!

                              Josef Guggenmos, Nel buio splendeva la luna, Einaudi Ragazzi




 

Gatti e ratti

Hai mai mangiato
un tiratti su?

È eccezionale
con lo scalogno

Io una volta
gli spagatti al ragù

(O è un altro
brutto sogno?)

                              Roger McGough, Bestiario immaginario, Gallucci




 

Gatto

Se il mio Fufi fosse grande
come un cavallo
e se la mia paura non fosse troppa,
forse gli monterei in groppa.



Graffi

“Vero gattino bello
che non mi graffi
e ti lasci accarezzare?”

“Non so bambina,
penso di no.
Però, sarò sincero:
di me stesso non posso
fidarmi per intero…”

                              Stefano Bordiglioni, Non dirlo al coccodrillo, Einaudi Ragazzi





Un due tre quattro
passa un gatto quatto quatto.
Quattro tre due uno
era un gatto di nessuno.


Il gatto soriano
da scaltro sovrano
ci porge la mano
con occhio lontano.


C’era un gatto nella grotta
spalancò gli occhi di ghiaccio
rizzò i peli sulla groppa
e tremando di raggriccio
soffiò: “Graffio!” – soffiò: “Graffio!”.


Il gatto
lo sbatto
lo strillo…
lo scaccio
lo schiaccio
lo scrollo…
lo sbratto
lo sbrutto
lo sberlo…
ma al topo
non torco
un capello.


Di giorno quando i gatti sono intensi
pensi che il loro pelo offuschi i sensi.
Di notte quando i gatti sono immensi
si ricopre di pelo quel che pensi.


                              Toti Scialoja, Quando la talpa vuol ballare il tango, Mondadori





3 gennaio

Filastrocca del GATTO SORIANO
che ruba un pezzo di parmigiano,
lo mangia svelto, si lecca i baffi,
e se lo sgridi…attento ai graffi!
Ma se sul capo gli fai una carezza
ronfa pian piano per la contentezza!


29 febbraio

Filastrocca del GATTO NERO
che se per caso attraversa il sentiero,
o prima o dopo, puoi star sicuro,
trovi uno scemo che fa lo scongiuro,
che se ti dice che porta iella,
digli che ha perso…una rotella!


10 marzo

Filastrocca del GATTO SIAMESE
che un dì è partito dal suo paese,
tutto vestito alla moschettiera,
con gli stivali e la maschera nera,
che un dì è partito dall’Indocina
con gli occhi blu come l’acquamarina.


5 maggio

Filastrocca del GATTO CERTOSINO
tutto grigio e truffaldino,
col mantello di velluto,
grassottello e ben pasciuto
perché fin dal quattrocento
mangia i topi nel convento.


3 giugno

Filastrocca del GATTO MAMMONE,
lo chiama il nonno se sono birbone
e quando ho fatto una marachella
dice che arriva alla chetichella:
è grande e grosso, nero e baffuto
ma aspetta aspetta…non è mai venuto!


12 agosto

Filastrocca del GATTO EGIZIANO
che se sei solo un profano,
a vederlo nudo bruco,
con le orecchie come un ciuco,
se non riesci a stare zitto,
fai: -Macché gatto d’Egitto!


21 ottobre

Filastrocca del GATTO SELVATICO,
non è certo diplomatico,
ha un carattere scorbutico,
è nevrotico e lunatico,
però io son democratico
e mi sta…proprio simpatico!


3 dicembre

Filastrocca del GATTO PERSIANO
che quando è maschio sembra un sultano,
che quando è femmina è una first lady
con la pelliccia fin sopra i piedi,
che se gli passa davanti un ratto
scopri che invece…è proprio un gatto!

                              Nicoletta Codignola, Millanta, la gallina canta, Fatatrac