martedì 17 dicembre 2013

Olivia e il Natale


La mia promessa ai bambini per questa settimana era: “Ogni giorno, una storia di Natale.”. Lo ammetto, niente di originale, ma con gli albi giusti è tutta un'altra storia!

Ieri mattina, quando si è trattato di scegliere il primo, non ho avuto dubbi: da qualche settimana, pensavo con dispiacere al fatto di non aver presentato ai miei bambini la straordinaria


 

e così, questa mattina, ho rimediato giocando al raddoppio.

Prima ho letto loro il libro
in cui si fa la conoscenza della maialina in bianco, nero e rosso, che ama l’arte e la danza, che adora dipingere e costruire magnifici castelli di sabbia, che sfinisce tutti, lei compresa, ma a cui tutti vogliono un mondo di bene.


Poi abbiamo proseguito con




in cui fanno la loro comparsa il fratellino William, il verde, qualche punta di giallo, la neve
 

Come non innamorarsi di Olivia, della sua impazienza, della sua reticenza a dormire, salvo poi crollare sfinita e svegliarsi il mattino di Natale sommersa da neve e regali?


Come non tifare per lei, quando la famiglia canta dolcemente arie natalizie, e lei si sgola cantando “GLORIA”? Come non immedesimarsi nei suoi timori, quando papà vuole accendere il camino, incurante del rischio di arrostire Babbo Natale?

E come non sorridere della sua sagacia nel realizzare un magnifico centro tavola semplicemente tagliando la punta dell’albero di Natale?






Insomma, come avvicinarsi a Natale senza aver letto questo libro?
 
Come incomincia:
 
 
“Era la vigilia di Natale. Olivia e la sua famiglia avevano trascorso l’intera mattinata alle prese con gli ultimi acquisti.
Olivia era esausta, ma c’erano ancora un sacco di cose da fare.
Olivia disse al babbo e a Ian di sistemare l’albero sul piedistallo, così lei avrebbe potuto occuparsi del pranzo di William.
-Olivia, cosa gli stai dando?
-Torta di mirtilli.
-No, tesoro, la torta di mirtilli lo fa…
…vomitare!
-Ops!”
FALCONER I., Olivia e il Natale, Giannino Stoppani Edizioni


lunedì 16 dicembre 2013

TOPOesie ovvero "I topi dei Topi"





La casa di Topo Matteo

La casa di Topo Matteo
è fatta di zucca e carota,
per questo non resta mai vuota.

La casa di Topo Andrea
è fatta di torta glassata,
per questo è così frequentata.

La casa di Topo Tommaso
è fatta di cacio stravecchio,
per questo è abitata parecchio.

La casa di Topo Pitù
è fatta di ghiotta groviera,
per questo ci vado stasera.




Topulo e Lupoto, grandi amici

Topulo e Lupoto, grandi amici,
di visitarsi spesso son felici:
in ogni giorno di festa lo fanno,
ma anche in altri giorni lungo l’anno.

Se è Topulo a far visita al compare,
non c’è problema, per farsi ospitare,
ma se è Lupoto, il problema c’è,
e voi capite bene il perché.

Ma cosa importa la scomodità
se c’è, insieme, la felicità?




Si gode un po’ il sole

Si gode un po’ il sole
il topino Minosse,
beatamente solo,
sdraiato fra le viole.

Bella farfalla in volo,
non oscurare il sole,
con le tue ali rosse:
Minosse non lo vuole.



Un grande elefante

Un grande elefante camminava,
le grandi orecchie in aria sventolava.,

la mobile proboscide agitava,
con le zampone in terra tamburava.

Diceva: “Venga, venga, il leone!
Le mie zanne sono un buon forcone!”

Diceva: “Venga il rinoceronte!
Gli strapperò il corno dalla fronte!”

Diceva: “Venga pure il coccodrillo,
lo ridurrò più magro di uno spillo!”
Così, laggiù, nell’Africa lontana,
lui si vantava, in mezzo alla savana.

Ma ecco che, laggiù nella savana,
uscì un topino dalla sua tana.

Corse veloce, rapido, scattante,
proprio davanti al grosso elefante.

“Aiuto! Aiuto!” strillò l’elefante
con voce spaventata e lacerante,

e corse via, talmente spaventato,
che, dicono, in America è arrivato.

 

Con i muri rosso cupo

Con i muri rosso cupo,
e col tetto tutto nero,
c’è una casa a Borgolupo:
una casa del mistero.

Che ci abiti un topino
non è questo gran segreto:
lui si chiama Serafino,
bianco, colto, molto quieto.

Che ci stia una topina,
anche questo è cosa certa:
il suo nome è Carolina,
brava sarta e cuoca esperta.

Il mistero interessante,
alla fine è tutto qua:
su chi sia il terzo abitante.
C’è qualcuno che lo sa?

 


Topa Tapina aveva

Topa Tapina aveva
un bel servizio nuovo
di ceramica aveva,
o forse anche balcanica.

Topa Tapina aveva
una bella teiera,
tè verde ci metteva,
con zucchero e cannella.

Topa Tapina aveva
piattini deliziosi,
davanti li metteva
agli ospiti eleganti.

Topa Tapina aveva
Tazzine delicate,
il tè lei ci beveva
con le amiche topine.

Topa Tapina aveva,
ma adesso non l’ha più,
perché al tè ha invitato
il mastino Tabù.

Roberto Piumini, La casa di Topo Pitù, Topipittori



http://www.topipittori.it/it/catalogo/la-casa-di-topo-pit%C3%B9

sabato 14 dicembre 2013

Altri amici con la T



Un viaggio poetico, surreale e incantato nella valle dove vivono i Tuim. Popolato da alberi casa, pietre che cantano, bambini caduti dal cielo e giganti tristi, questo luogo meraviglioso ospita anche uno struggente cimitero e il Teatro delle Collere.

Come incomincia:


“Questa è la mia valle. Io sono nato nell’Albero-Casa sulle Rocce Blu. Sono un Tuim. Tutti i Tuim vivono nella mia valle. E’ la più bella del mondo.”

PONTI C., La mia valle, Babalibri





 

Il topolino Totò s’annoia a tal punto da essere disposto persino a fare da attaccapanni per il nuovo cappotto di Giuseppina la talpa. Lei però non lo ritiene molto adatto a questo compito. Per fortuna, sulla panchina c’è l’uccello Ugo, e anche lui pare aver bisogno di un attaccapanni.
Come incomincia:
“E’ una bella giornata d’autunno, eppure Totò si annoia.
Forse Giuseppina, la talpa, ha voglia di giocare con lui. –Buongiorno Giuseppina-, dice Totò. – Che cosa fai di bello?
- Sto tornando a casa -, risponde lei. – Ho appena comprato un cappotto.”
VALCKX C., Totò e il cappotto, Babalibri


 

Il piccolo Tommaso è inseguito da cento lupi, che, nel cuore della notte, vogliono mangiarlo.
Beh, forse non sono cento, ma cinquanta di sicuro. E se non fossero cinquanta, sarebbero certo almeno dieci. E se non dieci, cinque senza ombra di dubbio.
Per fortuna la mamma è armata di scopa… e soprattutto ha un magnifico lettone in cui infilarsi.
Come incomincia:
“Una notte in cui il vento soffiava minaccioso, Tommaso si svegliò…
M-A-M-M-A!
La mamma arrivò di corsa. –Che succede? Cosa c’è?- chiese.
-I lupi!- esclamò Tommaso.–Sono almeno cento e vogliono mangiarmi!
-Cento lupi?- domandò la mamma. –Sei proprio sicuro?
-Beh…- fece Tommaso –forse erano cinquanta, ma mi correvano dietro e io non riuscivo a scappare abbastanza veloce.”
GORBACHEV V., Tommaso e i cento lupi cattivi, Nord-Sud Edizioni



Per il compleanno della mamma, Tullio, Teresa, Tonino e Titti realizzano dei meravigliosi disegni: una carota, un albero, un fiore, un sole.
Solo Tommaso continua a giocare in giardino, ma quando rientra decide di regalarle qualcosa di davvero fantastico. Ci sarà la casa nel bosco, il mare, una grande nave verde su cui imbarcarsi, i gabbiani, i delfini e soprattutto tanta voglia di divertirsi.
Come incomincia:
“Oggi è il compleanno della mamma.
Tullio, Teresa, Tonino e Titti lavorano già da un po’: stanno colorando dei bellissimi disegni, tutti per lei.
Tommaso no. Lui è in giardino a giocare.
-Ehi,Tommaso!- lo chiamano. –Non vuoi fare un regalo alla mamma?
-Sicuro!-risponde Tommaso. –Ma sto pensando a qualche cosa di veramente speciale.
-Perché non disegni una carota come la mia?- dice Teresa. –Oppure un albero come quello di Tullio, o un fiore come quello di Titti…
-No,-risponde Tommaso –io voglio regalarle qualcosa di fantastico.”
GORBACHEV V, Tommaso e il regalo fantastico, Nord-Sud Edizioni




 

Teo, uomo di neve, adora essere circondato dai bambini, ma purtroppo la notte resta solo.
Un uccello migratore lo tenta con la descrizione di paesi caldi, e Teo decide di mettersi in viaggio. E’ pur sempre un uomo di neve, però, e man mano che la temperatura sale, si scioglie. All’arrivo nei torridi paesi del sud, di lui non resta che una larga pozzanghera.
Ma i raggi del sole lo trascineranno con loro nel cielo, e di lì finalmente a casa.
Come incomincia:
“Quell’inverno faceva molto freddo. Alberi e case erano ammantati di bianco. I bambini costruirono in giardino un magnifico uomo di neve e lo chiamarono Teo. Gli misero occhi, naso, bocca e un cappello sulla testa, poi gli infilarono una scopa nella mano.
Teo, divertito, li lasciva fare: i bambini che giocavano intorno a lui con tanto chiasso, lo rendevano felice.”
LORETAN S. – LENICA J., Teo l’uomo di neve, Edizioni Arka



 

Tesoro, un orsetto polare, si allontana per giocare. Vede arrivare una barca, ed ecco una ciurma di pirati a caccia del Tesoro! Il piccolo crede che quei brutti ceffi stiano cercando proprio lui e si nasconde in una grotta. Dalla neve spunta un forziere: proprio un ottimo nascondiglio, ma purtroppo è pieno zeppo. Tesoro nasconde il contenuto, tiene per sé una sciabola per difendersi e chiude il coperchio. Che succederà quando i pirati scopriranno chi c’è nel forziere?
Come incomincia:
“ – Dove vai, Tesoro? – chiede mamma orsa. – Vado a giocare con i pinguini. Mi annoio un po’ a stare da solo.
- Non ti allontanare troppo, Tesoro.
- Ma no, ma no. Non ti preoccupare, mamma
Ma i pinguini non vogliono giocare con tesoro. – Vai via! – urla il maestro. – Non vedi che ci disturbi? Oggi c’è lezione di tuffi. Via, via!
-Oh, arriva una barca. Forse c’è qualcuno che ha voglia di giocare… - pensa Tesoro
Ma i nuovi arrivati non hanno l’aria simpatica. – Forza, ragazzi! Il tesoro è di qua! – grida il più brutto di loro. – E’ proprio qui vicino, per di qua! Me lo sento!”
COUSSEAU– TURIN, Vogliono rubare il mio tesoro!, Babalibri




Questa è la storia di un topolino fifone che sa fare solo una cosa: correre. Stufo di essere ridicolizzato dai suoi amici, il topo Teodoro decide di trasformare una piccola scoperta in una grande occasione. Trovato un fungo blu che sa dire solo«Quirp», Teodoro convince gli amici che si tratta di un fungo speciale e unico che dice sempre la verità. E di che verità si tratta? Ovvio: che i topi sono animali da venerare. Ecco che il piccolo topo fifone diventa il re degli animali. Peccato che le bugie abbiano sempre vita breve e che, alla fine, il trucco venga scoperto. Beh, in fondo anche correre può rivelarsi molto utile, se c’è da scappare da quattro amici delusi e arrabbiati!
Come incomincia:
Nel ceppo di una vecchia quercia vivevano quattro amici, una lucertola, una rana, una tartaruga e un topo chiamato Teodoro.
-Tutte le volte che perdo la coda, posso farmene ricrescere una nuova- si vantò la lucertola.
-Io posso nuotare sott’acqua- disse la rana.
-Io posso chiudermi nel mio guscio come un una scatola-, dichiarò la tartaruga.
-E tu?- chiesero al topo. Teodoro, che aveva sempre paura, arrossì. –Io posso correre-, disse.
Gli altri scoppiarono a ridere: -Ah! Ah! Ah!
LIONNI L., Teodoro e il fungo parlante, Babalibri