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venerdì 22 aprile 2016

Libri Calzelunghe



Ho già scritto che quest’anno, a Bologna, più dei libri ho visto, conosciuto, (ri)abbracciato persone: è stata una scelta, la mia. Ho pensato che i libri avrei potuto trovarli ovunque, anche in seguito. La maggior parte delle persone, no.

C’è però stato un felice connubio: un incontro con persone che ora rivedo ogni volta che sfoglio le pagine di questa splendida rivista, che certo non avrei tra le mani se non fossi stata a Bologna.







Tra tutto ciò che avevo acquistato, questa è stata l’unica copia che ho tolto dallo zaino già sul treno del ritorno: e in quell’ora, o poco più, tra Bologna e Milano, me ne sono goduta le prime pagine.

Conosco virtualmente Libri Calzelunghe e molti dei suoi autori da tempo, e avevo già letto on line alcuni articoli: ma sfogliare le pagine della rivista mi ha dato un'emozione diversa.

Naturalmente mi auguro che questo primo numero sia felicemente seguito da molti altri: e spero di poter continuare a lungo a conoscere, imparare, scoprire, approfondire, sapientemente guidata da parole e immagini.


Dal sito di Libri Calzelunghe:


Chi Siamo 


Dire chi siamo è dire da dove partiamo, da dove parte questo nostro progetto. Allora, diciamo che parte da lontano. Parte dal desiderio di conoscerci, o meglio, di ri-conoscerci. Parte dalla Letteratura per l’infanzia, parte da persone che in varia misura si occupano della letteratura per bambini e per ragazzi e che lavorano anche all’interno del mondo web.
Parte, soprattutto, dal desiderio di poterci confrontare rispetto alla letteratura per l’infanzia e per l’adolescenza, di dire la nostra.
Siamo blogger, siamo librai, siamo editor, siamo, finalmente, un gruppo.


Libri Calzelunghe: un progetto per fare rete

Siamo convinti che la Letteratura per l’infanzia abbia diritto ad avere una voce importante anche in rete. Pensiamo che per essere importante, una voce in rete debba essere plurale e collettiva: un po’ come accade nelle importanti riviste che escono in cartaceo, anche per parlare di Letteratura per l’infanzia, e che riescono ad amalgamare i contributi e i punti di vista di esperti, pedagoghi, professori, giornalisti.
Sentiamo la mancanza di uno spazio analogo per la Letteratura per l’infanzia su web: qui troviamo voci di persone singole, con i loro siti e blog. Noi abbiamo provato a creare un progetto collettivo, nato in maniera spontanea, senza un editore, senza sponsorizzazioni. Pensando a fare ciò che a noi, prima di tutto, piacerebbe leggere.
Dire chi siamo è dire dove andiamo, dove vorremmo andare: vorremmo andare oltre. Oltre le cose che già da soli scriviamo, oltre le strutture che già esistono, oltre ciò che da soli possiamo conoscere e discutere. Ma anche: oltre le recensioni, oltre gli articoli d’occasione, oltre i soliti temi.
Se avete voglia di affacciarvi cercateci qui; se avete invece voglia di proporvi, scriveteci cosa fate e cosa vorreste fare: ci interessa.
Libri Calzelunghe è un gruppo informale di discussione e scrittura; i singoli contributi rispecchiano le opinioni personali degli autori.

Libri Calzelunghe è:
 

venerdì 19 febbraio 2016

Libri PIGRI: I nostri anni 70 Libri per ragazzi in Italia

Un post di più di un anno fa, per appassionati lettori grandi:



Dicembre 2014


Ci sono libri che acquisti sapendo fin da subito che il loro vero valore trascende di molto il  prezzo. È sicuramente il caso de

I nostri anni 70
Libri per ragazzi in Italia

  
a cura di Silvana Sola e Paola Vassalli, edito da Corraini, acquistato a marzo in Fiera a Bologna e finora mai letto, perché conservato in quello che mi piace chiamare “lo scaffale dei millesimati”.

Ieri, finalmente, complici le vacanze e, soprattutto, l’influenza, ho passato ore sul divano leggendo le gesta di un gruppo di pioniere dell’editoria per ragazzi (Paola Vassalli le chiama le “signore dell’editoria per ragazzi”): Rosellina Archinto, Loredana Farina, Gabriella Armando, per citarne solo alcune, donne che, in un’Italia ancora poco attenta, sono state capaci di “coniugare libertà e insieme identità. Libertà dai vecchi canoni espressivi, quando abbandona definitivamente l’idea di un’illustrazione a esclusivo servizio del testo per un “albo” dove immagini e parole si rincorrono, creando un ritmo nuovo e parlando direttamente al bambino apprendista lettore. Identità perché in questi anni nasce e si consolida una generazione di autori, editori, librai, bibliotecari, critici e lettori, che si riconoscono in una comunità. Perché, come ci ricorda Giorgio Gaber, “libertà è partecipazione”.

(Maurice Sendak, Luca, la luna e il latte, Emme Edizioni/1970)


Una comunità d’intenti, quindi, che, ben prima dell’avvento di internet, dei social network, dei blog, veicola informazioni e conoscenze, creando una fitta rete di relazioni vere, reali, tra persone che si riconoscono intorno all’oggetto albo illustrato.



 (Anthony Brownw, Lo specchio magico, Emme Edizioni/1976)


Ho potuto ammirare illustrazioni senza tempo, scoprire albi sconosciuti e collegarmi immediatamente all’Opac delle biblioteche per prenotarli (dovrò armarmi di molta pazienza, però, perché la maggiorparte è chiusa), riflettere su scelte editoriali coraggiose e ardite, che alcune case editrici continuano a fare, nonostante i tempi non siano tra i più facili.




E mi sono accorta di quanto lavoro ancora ci sia da fare, da parte di autori, illustratori, editori, librai ed insegnanti perché la parità di genere non sia solo vagamente auspicata, ma concretamente realizzata, nelle scelte quotidiane e nel pensiero comune.


 

lunedì 6 luglio 2015

Letture estive per i grandi 1: Dizionario della fiaba


Nella scuola primaria ci sono dei passaggi obbligati, si sa: in prima si impara a leggere e scrivere, in seconda si consolida l’ortografia e in terza si “fa” la fiaba.

Ora, raccontata così fa anche un po’ ridere: chiaro che la fiaba non si “fa”, ma nel linguaggio delle maestre e dei maestri quest’espressione ci sta tutta (in queste settimane sto facendo la fiaba, ci diciamo tra noi).

Io la fiaba ho cominciato a farla in prima, e poi ho continuato in seconda, e naturalmente non mi fermerò certo in terza, proprio quando i contenuti dei programmi la prevedono: i miei bambini sono abituati ad ascoltare i Grimm, Andersen e Calvino, nelle versioni originali e anche in quelle modificate (così confrontiamo, discutiamo e sviluppiamo lo spirito critico).


 A quindici anni dalla sua prima edizione, torna


Il Dizionario della fiaba






di Teresa Buongiorno, edito da Lapis


uno strumento indispensabile per potersi orientare (non a caso, nella prefazione, Vinicio Ongini lo definisce una bussola per i viandanti, piccoli o grandi, ingenui o scaltri, che si avventurano in questo Bosco, fitto di storie, piste narrative, tracce, sorprese, suggerimenti e materiali) in un mondo vastissimo, fatto di migrazioni e di scambi.



[...] Le fiabe sono una grande eredità che ci viene dal passato, non costano, non inquinano e sono strategiche per l'economia dei rapporti umani e per la vita delle generazioni. 
Quindi coltivare fiabe è un esercizio di democrazia. Se fossi il nuvo Capo del  Governo lo direi ai miei ministri."

Vinicio Ongini, Prefazione a Dizionario della fiaba,
di Teresa Buongiorno, Lapis





 Dal sito della casa editrice Lapis http://www.edizionilapis.it/it/libro.php?id=409

Da Perrault ai fratelli Grimm, da Andersen a Calvino: una guida ragionata e di piacevole lettura per districarsi tra le trame, gli autori e i personaggi delle fiabe, per scoprire perché la fiaba non passi mai di moda ma sia nutrimento necessario per tutti. Il Dizionario presenta una selezione di fiabe classiche e moderne, illustrandone origini, varianti, fortuna letteraria, adattamenti al cinema e in TV, figure tipiche, autori e studiosi, in un continuo gioco di rimandi tra paesi e culture diverse, alla scoperta delle radici comuni del nostro immaginario.


«Parlare di fiabe è un’impresa azzardata, vale ancora l’avvertimento di Tolkien: “Il paese delle fate è pericoloso, pieno di trabocchetti per gli incauti e di tranelli per i temerari”. Ma l’autrice di questo Dizionario è un’esploratrice di grande esperienza, procede con cautela e curiosità, munita di quella ‘bombola d’ossigeno dell’entusiasmo’ a cui alludeva Calvino alla fine del suo viaggio nelle fiabe italiane... Il Dizionario che state per consultare è dunque una bussola per i viandanti, piccoli o grandi, ingenui o scaltri, che si avventurano in questo Bosco, fitto di storie, piste narrative, tracce, sorprese, suggerimenti...».

                                               
Vinicio Ongini