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martedì 28 giugno 2016

(Ri)letture estive: I bambini pensano grande



So però che in questo mondo in cui ci è capitato di vivere, è assolutamente necessario fare esperienze, osservare tanto e frequentare il bello ovunque si trovi, per nutrire l'immaginazione nostra e dei bambini. E che questo dovrebbe essere il maggiore imperativo per un'istituzione che ha l'ambizione di formare le nuove generazioni.” 




  


 Ancora una volta stiamo procedendo a tentoni. Provoco discussioni e dalle loro parole nascono piste che poi cerco in qualche modo di alimentare, quando ci riesco.”

[...] rimango spesso stupito quando assisto alla meraviglia del nascere di un pensiero e perché penso che il bello, nel dialogare, stia proprio nella tensione di ciascuno a cercare di chiarirsi un'idea tramite parole che nascono in un gioco di reciproco ascolto e di scambio che, quando s'innesca, sembra non avere fine.
 
LORENZONI F., I bambini pensano grande Cronaca di una avventura pedagogica, Sellerio



Procedere a tentoni. Provocare discussioni. Alimentare in qualche modo le piste nate dalle parole dei bambini. Quando ci riesco.
Sono forse queste le parole che meglio riassumono il senso del mio “agire” pedagogico e didattico: quel che scrive Lorenzoni, maestro elementare che ha fondato ad Amelia, nel 1980, la casa-laboratorio di Cenci, un centro di sperimentazione educativa che ricerca intorno a temi ecologici, scientifici, interculturali e di inclusione, provoca un'eco profondissima dentro di me. 
E mi dico che se ancora oggi un maestro come lui procede a tentoni, forse posso continuare a farlo anch'io.


Qui  Il calzino rovesciato, premessa dell'autore.

Dal sito della casa editrice Sellerio:
 
Nel diario di un anno di scuola, in cui ciascun allievo è protagonista di una ricerca comune, si mostra il cuore del dialogo didattico: «provare a dare forma al mondo». E una proposta pedagogica nuova, evidentemente capace di cercare un senso all’esistere e al far esperienza, diventa anche un avvincente racconto antropologico.

«Ho desiderato raccontare un anno di vita di una quinta elementare del piccolo paese umbro dove insegno da molti anni perché ascoltando nascere giorno dopo giorno parole ed emozioni, ragionamenti, ipotesi e domande, che emergevano dalle voci delle bambine e dei bambini con cui ho lavorato per cinque anni, ho avuto la sensazione di trovarmi di fronte a scoperte preziose, che ci aiutano ad andare verso la sostanza delle cose e verso l’origine più remota del nostro pensare il mondo». Nei dialoghi degli scolari su argomenti di un programma svolto ponendo questioni e lasciando elaborare soluzioni, intorno a temi che riguardano matematica, scienze, arte e storia, si ha l’impressione di ripercorrere l’evolversi della cultura umana. Si prova la meraviglia del nascere di un pensiero.
Così questo libro, che contiene indicazioni concrete per un insegnamento innovativo, non è un burocratico manuale di didattica che si aggiunga a una fila troppo lunga. All’opposto ogni pagina trabocca di spontanea poesia, pur non indugiando in un’estetica compiaciuta del mondo incantato dell’infanzia. Nel diario di un anno di scuola, in cui ciascun allievo è protagonista di una ricerca comune, si mostra il cuore del dialogo didattico: «provare a dare forma al mondo». E una proposta pedagogica nuova, evidentemente capace di cercare un senso all’esistere e al far esperienza, diventa anche un avvincente racconto antropologico.

venerdì 19 febbraio 2016

Libri PIGRI: I nostri anni 70 Libri per ragazzi in Italia

Un post di più di un anno fa, per appassionati lettori grandi:



Dicembre 2014


Ci sono libri che acquisti sapendo fin da subito che il loro vero valore trascende di molto il  prezzo. È sicuramente il caso de

I nostri anni 70
Libri per ragazzi in Italia

  
a cura di Silvana Sola e Paola Vassalli, edito da Corraini, acquistato a marzo in Fiera a Bologna e finora mai letto, perché conservato in quello che mi piace chiamare “lo scaffale dei millesimati”.

Ieri, finalmente, complici le vacanze e, soprattutto, l’influenza, ho passato ore sul divano leggendo le gesta di un gruppo di pioniere dell’editoria per ragazzi (Paola Vassalli le chiama le “signore dell’editoria per ragazzi”): Rosellina Archinto, Loredana Farina, Gabriella Armando, per citarne solo alcune, donne che, in un’Italia ancora poco attenta, sono state capaci di “coniugare libertà e insieme identità. Libertà dai vecchi canoni espressivi, quando abbandona definitivamente l’idea di un’illustrazione a esclusivo servizio del testo per un “albo” dove immagini e parole si rincorrono, creando un ritmo nuovo e parlando direttamente al bambino apprendista lettore. Identità perché in questi anni nasce e si consolida una generazione di autori, editori, librai, bibliotecari, critici e lettori, che si riconoscono in una comunità. Perché, come ci ricorda Giorgio Gaber, “libertà è partecipazione”.

(Maurice Sendak, Luca, la luna e il latte, Emme Edizioni/1970)


Una comunità d’intenti, quindi, che, ben prima dell’avvento di internet, dei social network, dei blog, veicola informazioni e conoscenze, creando una fitta rete di relazioni vere, reali, tra persone che si riconoscono intorno all’oggetto albo illustrato.



 (Anthony Brownw, Lo specchio magico, Emme Edizioni/1976)


Ho potuto ammirare illustrazioni senza tempo, scoprire albi sconosciuti e collegarmi immediatamente all’Opac delle biblioteche per prenotarli (dovrò armarmi di molta pazienza, però, perché la maggiorparte è chiusa), riflettere su scelte editoriali coraggiose e ardite, che alcune case editrici continuano a fare, nonostante i tempi non siano tra i più facili.




E mi sono accorta di quanto lavoro ancora ci sia da fare, da parte di autori, illustratori, editori, librai ed insegnanti perché la parità di genere non sia solo vagamente auspicata, ma concretamente realizzata, nelle scelte quotidiane e nel pensiero comune.


 

lunedì 24 agosto 2015

(Ri)Letture estive per i grandi (11): Ad occhi aperti Leggere l'albo illustrato

Ci sono libri che rappresentano una sorta di epifania, una manifestazione di quanto ciò che fino a quel momento ti ha semplicemente interessato sia diventato davvero una passione, qualcosa per cui sei disposto a sacrificare tempo, impegno, denaro.

Credo che la mia epifania si sia manifestata tre anni fa, durante la lettura del saggio

Ad occhi aperti
Leggere l'albo illustrato



a cura dell'associazione culturale Hamelin, edito da Donzelli


una delizia per gli occhi, prima ancora che per la mente.


In copertina, una splendida immagine di Anthony Browne: un bambino, di spalle, osserva gli occhi di un'enorme creatura che si affaccia alla finestra, e che a sua volta lo/ci guarda. Chi è dentro, chi è fuori? Ogni lettore è contemporaneamente dentro e fuori l'albo: lo osserva, lo esamina con attenzione, e poi entra in esso, in un contatto intimo e indissolubile, che continua ben oltre la persistenza fisica dell'immagine di fronte ai suoi occhi.

Donzelli mostra da sempre una cura certosina nella realizzazione dei propri libri, e non si smentisce certo in un saggio dedicato all'albo illustrato, che si apre, non a caso già a pagina 5, sulle immagini tratte da alcuni tra gli albi più noti di Leo Lionni: 

Piccolo blu e piccolo giallo



 Alessandro e il topo meccanico



Federico




per proseguire con Maurice Sendak
 

Nel paese dei mostri selvaggi 



e Luca la luna e il latte



Non si può rimanere indifferenti di fronte a queste immagini: esse smuovono dentro chi le osserva l'urgenza di guardare ancora, più attentamente, più da vicino, di avere tra le mani il libro da cui sono tratte, di conoscerne ogni pagina, ogni immagine, ogni parola. Molti degli albi a cui si fa riferimento nel saggio sono noti, non solo tra gli addetti ai lavori. Per altri, sorge spontanea l'esigenza di saperne di più, di recuperarli, se fuori catalogo, nelle biblioteche più fornite.



Scrive Ilaria Tontardini nel capitolo Meccaniche celesti: come funziona un albo illustrato:

Esistono tante chiavi d'accesso, tante quante sono i lettori, tante quanti sono gli albi. L'educazione alla varietà e alla moltitudine di punti di vista possibili è una delle più importanti conseguenze della lettura dell'albo illustrato. […] David Almond spiega il mestiere dello scrittore:

Il mondo dei libri per bambini è anche il Paese dei mostri selvaggi. Forse perché i bambini sono ancora in parte selvaggi non civilizzati, spinti ad esplorare i margini più selvatici del mondo e della loro stessa mente […] loro sanno di non sapere ancora tutto. E un buon libro non è forse come quel bambino? Se ne sta appoggiato sulle nostre mensole, sui nostri comodini, dentro casa, ma non è domestico, non è addomesticato. Mentre lo leggi ti rendi conto che è tornato da qualche luogo selvaggio. Al suo interno c'è un'eco di selvatichezza. […] le storie possono essere letteratura. Possono essere catturate dalla stampa, rilegate finemente fra le pagine e ordinate bene sugli scaffali. Ma i libri migliori si protendono al di fuori della carta stampata e ritornano alla voce umana, ai canti, agli incantesimi, al movimento, al corpo e ai sensi. (David Almond, La speranza delle creature narranti, Salani, Milano 2011, p.10)”

A conclusione del saggio, una bibliografia davvero imperdibile, fitta fitta in 12 pagine di albi illustrati, saggi, riviste, strumenti e blog: imperdibile.



Dal sito dell'associazione culturale Hamelin

Con il volume Ad occhi aperti. Leggere l’albo illustrato, si vuole proporre un’esplorazione di questa forma di racconto per parole e immagini. In questo modo si intende offrire uno strumento critico, ancora inesistente in Italia, che inviti e guidi la lettura dell’albo e si rivolga a genitori, insegnanti, bibliotecari, ma anche a lettori amanti del racconto per immagini.
Il saggio, corredato da un gran numero di illustrazioni a colori, analizza i nodi fondamentali del linguaggio dell’albo illustrato, ne considera le valenze pedagogiche, presenta alcune proposte di percorsi tematici.
Attraverso un percorso che esplora le esperienze più significative dell’editoria per l’infanzia, in particolare della seconda metà del Novecento a oggi, il libro analizza dall’interno la fisionomia dell’albo illustrato: il formato, con le sue specifiche valenze narrative, il rapporto tra parole e immagini, il ritmo e il tempo della narrazione, e la formula dei libri senza parole.

A cura di: Hamelin 
Dati: 262 pag ill. 
Editore: Donzelli Editore 
Anno: 2012

INDICE
Introduzione 
Tracce per una storia dell’albo di Andrea Rauch
Meccaniche celesti: come funziona un albo illustrato di Ilaria Tontardini 
Parole e figure: i binari dell’immaginazione di Martino Negri 
Albo e tempo di Emilio Varrà 
Libri senza parole? Li voglio subito di Giulia Mirandola
Non ci vuole niente a distruggere la bellezza di Giulia Mirandola
Che cos’è il libro-gioco? di Loredana Farina
Le storie della notte: per una pedagogia dell’albo illustrato di Giordana Piccinini
L’albo illustrato e il suo lettore di Nicoletta Gramantieri
Sulla natura di Roberta Colombo
Spazi interni e spazi esterni di Roberta Colombo
Bibliografia
Gli autori


Dal sito della casa editrice http://www.donzelli.it/libro/9788860367020
 
Esplorare l’universo dell’albo illustrato: questo il proposito del volume firmato dal gruppo di esperti e studiosi di Hamelin. Lo scopo è fornire uno strumento critico, inesistente in Italia, capace di guidare la lettura dell’albo da parte di genitori, insegnanti, bibliotecari, e semplici amanti del racconto per immagini. L’albo illustrato è un vero e proprio linguaggio, con le sue specifiche modalità di narrazione, non ancora analizzate a dovere, malgrado nel nostro tempo sia diventato cruciale saper leggere le immagini. Le importanti innovazioni del mercato editoriale italiano nell’ultimo decennio, e il dialogo sempre più stretto col panorama internazionale, hanno fatto emergere tutte le potenzialità espressive di questa forma di narrazione, che trova nella prima infanzia un destinatario privilegiato, ma che non si pone limiti in fatto di tematiche, sperimentazioni e pubblico di riferimento. Attraverso un percorso che esplora le esperienze più significative dell’editoria per l’infanzia, in particolare dalla seconda metà del Novecento a oggi, il libro analizza dall’interno la fisionomia dell’albo illustrato: il formato, con le sue specifiche valenze narrative, il rapporto tra parole e immagini, il ritmo e il tempo della narrazione, e la formula dei libri senza parole. Un cammino disseminato di figure: le tavole dei più grandi maestri dell’illustrazione accompagnano le puntuali incursioni degli autori nel mondo poco esplorato di un’arte che spesso resta in ombra sugli scaffali delle librerie. Una sorta di vademecum, dunque, che conduce il lettore nel cuore stesso del lavoro editoriale.


lunedì 13 luglio 2015

Letture estive per i grandi 2: I bambini pensano grande Cronaca di una avventura pedagogica

Faccio parte, purtroppo o per fortuna, di un gruppo, che scopro sempre più vasto, di persone che in vacanza non riescono a “staccare”; mi ritrovo così, in questi giorni di sole e mare, a pensare libri, inseguire suggestioni, immaginare percorsi.

Complice di questo mio continuo ritorno alla me stessa insegnante è l'ottimo libro di Franco Lorenzoni, edito da Sellerio,

I bambini pensano grande




acquistato, come spesso mi accade, dopo la lettura di un'attenta e profonda riflessione sul blog dei Topipittori e su consiglio di Francesca, collega di arte della secondaria.


Più mi avvicino ai 50 anni, più mi accorgo che le granitiche certezze che hanno accompagnato gli anni della mia giovinezza hanno lasciato il posto ad una gran quantità di dubbi. 
Coltivo il dubbio, lo pratico con attenzione, ci convivo, provando a volte un sottile senso di disagio che mi spinge a chiedermi, a più riprese, se davvero sia convinta della bontà di ciò che sto facendo.

Ho ritrovato le stesse sensazioni, raccontate in modo chiaro ed efficace, proprio nel libro di Lorenzoni:

Ancora una volta stiamo procedendo a tentoni. Provoco discussioni e dalle loro parole nascono piste che poi cerco in qualche modo di alimentare, quando ci riesco.”


Procedere a tentoni. Provocare discussioni. Alimentare in qualche modo le piste nate dalle parole dei bambini. Quando ci riesco.
Sono forse queste le parole che meglio riassumono il senso del mio “agire” pedagogico e didattico: quel che scrive Lorenzoni, maestro elementare che ha fondato ad Amelia, nel 1980, la casa-laboratorio di Cenci, un centro di sperimentazione educativa che ricerca intorno a temi ecologici, scientifici, interculturali e di inclusione, provoca un'eco profondissima dentro di me. 
E mi dico che se ancora oggi un maestro come lui procede a tentoni, forse posso continuare a farlo anch'io.


[...] rimango spesso stupito quando assisto alla meraviglia del nascere di un pensiero e perché penso che il bello, nel dialogare, stia proprio nella tensione di ciascuno a cercare di chiarirsi un'idea tramite parole che nascono in un gioco di reciproco ascolto e di scambio che, quando s'innesca, sembra non avere fine.


So però che in questo mondo in cui ci è capitato di vivere, è assolutamente necessario fare esperienze, osservare tanto e frequentare il bello ovunque si trovi, per nutrire l'immaginazione nostra e dei bambini. E che questo dovrebbe essere il maggiore imperativo per un'istituzione che ha l'ambizione di formare le nuove generazioni.” 

LORENZONI F., I bambini pensano grande Cronaca di una avventura pedagogica, Sellerio



Qui  Il calzino rovesciato, premessa dell'autore.


Dal sito della casa editrice Sellerio:
 
Nel diario di un anno di scuola, in cui ciascun allievo è protagonista di una ricerca comune, si mostra il cuore del dialogo didattico: «provare a dare forma al mondo». E una proposta pedagogica nuova, evidentemente capace di cercare un senso all’esistere e al far esperienza, diventa anche un avvincente racconto antropologico.

«Ho desiderato raccontare un anno di vita di una quinta elementare del piccolo paese umbro dove insegno da molti anni perché ascoltando nascere giorno dopo giorno parole ed emozioni, ragionamenti, ipotesi e domande, che emergevano dalle voci delle bambine e dei bambini con cui ho lavorato per cinque anni, ho avuto la sensazione di trovarmi di fronte a scoperte preziose, che ci aiutano ad andare verso la sostanza delle cose e verso l’origine più remota del nostro pensare il mondo». Nei dialoghi degli scolari su argomenti di un programma svolto ponendo questioni e lasciando elaborare soluzioni, intorno a temi che riguardano matematica, scienze, arte e storia, si ha l’impressione di ripercorrere l’evolversi della cultura umana. Si prova la meraviglia del nascere di un pensiero.
Così questo libro, che contiene indicazioni concrete per un insegnamento innovativo, non è un burocratico manuale di didattica che si aggiunga a una fila troppo lunga. All’opposto ogni pagina trabocca di spontanea poesia, pur non indugiando in un’estetica compiaciuta del mondo incantato dell’infanzia. Nel diario di un anno di scuola, in cui ciascun allievo è protagonista di una ricerca comune, si mostra il cuore del dialogo didattico: «provare a dare forma al mondo». E una proposta pedagogica nuova, evidentemente capace di cercare un senso all’esistere e al far esperienza, diventa anche un avvincente racconto antropologico.



Franco Lorenzoni è nato a Roma nel 1953 ed è maestro elementare a Giove, in Umbria. Ha fondato e coordina dal 1980 ad Amelia la Casa-laboratorio di Cenci, un centro di sperimentazione educativa che ricerca intorno a temi ecologici, scientifici, interculturali e di inclusione. Per questa attività ha ricevuto nel 2011, insieme a Roberta Passoni, il Premio Lo Straniero. Attivo nel Movimento di Cooperazione Educativa, ha pubblicato Con il cielo negli occhi (Marcon 1991, La Meridiana 2007), L’ospite bambino (Theoria 1994, Nuova Era 2001), con Marco Martinelli Saltatori di muri (Macro 1999), con Amaranta Capelli La nave di Penelope (Giunti 2001), con Maria Teresa Goldoni Così liberi mai (Nuova Era 2005). Collabora alle riviste «Cooperazione Educativa», «Gli Asini» e «Lo Straniero».


martedì 30 dicembre 2014

Letture in vacanza (2): I nostri anni 70



Ci sono libri che acquisti sapendo fin da subito che il loro vero valore trascende di molto il loro prezzo. È sicuramente il caso de

I nostri anni 70


  
a cura di Silvana Sola e Paola Vassalli, edito da Corraini, acquistato a marzo in Fiera a Bologna e finora mai letto, perché conservato in quello che mi piace chiamare “lo scaffale dei millesimati”.


Ieri, finalmente, complici le vacanze e, soprattutto, l’influenza, ho passato ore sul divano leggendo le gesta di un gruppo di pioniere dell’editoria per ragazzi (Paola Vassalli le chiama le “signore dell’editoria per ragazzi”): Rosellina Archinto, Loredana Farina, Gabriella Armando, per citarne solo alcune, donne che, in un’Italia ancora poco attenta, sono state capaci di “coniugare libertà e insieme identità. Libertà dai vecchi canoni espressivi, quando abbandona definitivamente l’idea di un’illustrazione a esclusivo servizio del testo per un “albo” dove immagini e parole si rincorrono, creando un ritmo nuovo e parlando direttamente al bambino apprendista lettore. Identità perché in questi anni nasce e si consolida una generazione di autori, editori, librai, bibliotecari, critici e lettori, che si riconoscono in una comunità. Perché, come ci ricorda Giorgio Gaber, “libertà è partecipazione”.



(Maurice Sendak, Luca, la luna e il latte, Emme Edizioni/1970)



Una comunità d’intenti, quindi, che, ben prima dell’avvento di internet, dei social network, dei blog, veicola informazioni e conoscenze, creando una fitta rete di relazioni vere, reali, tra persone che si riconoscono intorno all’oggetto albo illustrato.


 (Anthony Brownw, Lo specchio magico, Emme Edizioni/1976)



Ho potuto ammirare illustrazioni senza tempo, scoprire albi sconosciuti e collegarmi immediatamente all’Opac delle biblioteche per prenotarli (dovrò armarmi di molta pazienza, però, perché la maggiorparte è chiusa), riflettere su scelte editoriali coraggiose e ardite, che alcune case editrici continuano a fare, nonostante i tempi non siano tra i più facili.





E mi sono accorta di quanto lavoro ancora ci sia da fare, da parte di autori, illustratori, editori, librai ed insegnanti perché la parità di genere non sia solo vagamente auspicata, ma concretamente realizzata, nelle scelte quotidiane e nel pensiero comune.