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mercoledì 22 novembre 2017

Io dico no, ovvero Il ricatto delle ricadute didattiche

Io dico no alle mie idee quando non vanno bene.
Io dico no a me stessa quando sto per fare una cosa che non devo fare.
Io dico no a scelte che avrei preferito non seguire.




Io ci provo. Ci provo davvero.
Mi riprometto che, almeno per una volta, il libro che ho scelto di leggere in classe sarà letto per il puro piacere della lettura, senza nessun altro scopo, nessuna attività, nessuna ricaduta didattica.
Leggo. 
E mentre leggo, ad alta voce, davanti agli occhi e alle orecchie attente delle mie ragazze e dei miei ragazzi, oppure alla fine, quando le parole del libro ancora si riverberano dentro di me, o dopo un paio di giorni, quando ormai sono ben sedimentate, ecco la folgorazione, l’idea a cui non posso rinunciare.

Mi è successo anche con

Klaus e i Ragazzacci

di David Almond, Sinnos (qui la trama del libro)


L’ho letto ai ragazzi in due giorni. E due giorni dopo, ho pensato che sarebbe stato bello chiedere loro di produrre un testo scritto a completamento della frase Io dico no


Questi i due testi collettivi, realizzati unendo una sola frase per ogni ragazza/o:


Io dico no a chi mi chiede sempre il materiale.
Io dico no a chi mi dà fastidio.
Io dico non a chi non sogna.

Io dico no quando ho paura di fare qualcosa.

Io dico no alle persone che sbagliano, per fare in modo che non sbaglino più.
Io dico no alle persone presuntuose.

Io dico no ai bulli.

Io dico no quando credo che un’azione sia sbagliata.
Io dico no quando una cosa è brutta.

Io dico no quando c’è bisogno di andare in mensa.
Io dico no alle persone che si vantano.

Io dico no alle persone che mi obbligano a fare qualcosa che io non voglio fare.
Io dico no ai miei compagni

Io dico no quando non voglio mangiare le cose che non mi piacciono.
Io dico no alle cose che costano molto perché non voglio che la mia famiglia perda la ricchezza.

Io dico no a chi mi vuol far alzare dal divano o dal letto.
Io dico no all’esclusione.

Io dico no ai ladri.
Io dico no ai dispetti.

Io dico no alla guerra.
Io dico no all’odio.

Io dico no a tanti animali.
Io dico a R. C. perché continua a comandare e a lamentarsi degli altri.

Io dico no ad alcuni miei compagni come loro lo dicono a me.
Io dico no quando c’è da dire no.




Io dico no alla gente che mi offre la caramella, soprattutto se non la conosco.
Io dico no quando serve dirlo.

Io dico no all’inquinamento; l’elettricità ci serve, ma ci servirebbe anche un’aria senza smog.
Io dico no alle esplosioni perché sono brutte azioni.

Io dico no quando mi arrabbio.
Io dico no alle persone che credono di essere i capi del mondo e a quelli che si fermano sulla propria strada e si sentono in colpa o di troppo.

Io dico no ai dentisti che ti mettono gli attrezzi in bocca e fanno male.
Io dico no alle mie idee quando non vanno bene.

Io dico no quando mi propongono una cosa cattiva.
Io trasformo la partenza di mio fratello con un “no” di non andartene.

Io dico no alle paure.
Io dico no a chi sporca la natura.

Io dico no alle persone che certe non pensano che faranno del male.
Io dico no alla crudeltà.

Io dico no quando non sono d’accordo, in qualsiasi cosa, con qualsiasi persona.
Io dico no alla guerra che distrugge tutto e tutti.

Io dico no alla morte.
Io dico no alla schiavitù.

Io dico no alla violenza.
Io dico no a chi voglio dire no, dico no a quello che voglio e nessuno me lo deve impedire.

Io dico no all’Isis.
Io dico no alle bugie.

Io dico no a quello che non mi sta bene, cioè quello che penso non sia giusto, come la violenza, i bulli e la guerra.
Io dico no a scelte che avrei preferito non seguire.

Io a volte cerco di dire no alla mamma, per esempio per i compiti oppure per la zucca frullata: non è buona.
Io dico no a me stessa quando sto per fare una cosa che non devo fare.

giovedì 9 gennaio 2014

Il mio nome è NO

 

Come non immedesimarsi in questo simpatico cane (a proposito, sarà un cagnolone o un cagnolino?) che fa di tutto per farsi amare dalla sua famiglia, al punto che tutti adorano ripetere il suo nome? A proposito, ma siamo sicuri che il suo nome sia proprio NO?

Come incomincia:

“Ciao!

Il mio nome è NO.

Io sono un cane bravo davvero bravo.

Sono così bravo che la mia famiglia adora ripetere il mio nome!

NO!                                          

Li aiuto ad arrivare velocemente dappertutto.

Assaggio sempre il loro cibo prima che loro lo mangino per essere sicuro che sia buono.

NOO!

Li aiuto a cercare tesori nel giardino.

NOOO!...”


ALTES M., Il mio nome è NO!, Lapis

 

 

 


 
La parola NO è una delle prime con cui un bambino si trova a dover fare i conti, e non a caso è anche una delle prime che utilizza in modo consapevole. Conversando con gli alunni, chiediamo loro di raccontare in quali occasioni i grandi utilizzino più spesso la parola NO e in quali invece siano i bambini stessi ad utilizzarla.
Possiamo riepilogare quanto emerso nella conversazione completando le frasi:


MI DICONO NO QUANDO…                           DICO NO QUANDO…


 
NO e il suo contrario


Riflettiamo con i bambini su quale sia il contrario della parola NO. Utilizziamo in seguito queste due semplicissime parole per una serie di attività che potranno essere finalizzate alla verifica della comprensione di un testo letto dall’insegnante o all’acquisizione di alcune semplici regole, ad esempio quelle relative al corretto comportamento in caso di situazioni di emergenza a scuola.
A questo proposito, abituiamo fin dall’inizio i bambini a memorizzare percorsi di evacuazione dall’edificio scolastico e comportamenti adeguati in caso di pericolo. Possiamo farlo attraverso semplici cartelloni contrassegnati da NO e SI’ per distinguere ciò che si deve da ciò che non bisogna assolutamente fare.
In questo modo, le prove di emergenza che avverranno nel corso dell’anno scolastico li troveranno preparati e non in preda a stati d’ansia difficilmente gestibili.


 
Tutti abbiamo un nome


Da No a Nome il passo è davvero breve. Il cane del racconto crede che il suo nome sia No, anche se abbiamo scoperto che non è proprio così. Anche noi, tutti noi, abbiamo un nome. E anche se talvolta lo dobbiamo condividere con qualcun altro (avremo sicuramente qualche nome doppio, o triplo, in classe!), il nome è nostro, ci appartiene e ci contraddistingue. È così importante che lo scriviamo addirittura con la lettera maiuscola.
Se non riteniamo che sia troppo presto, possiamo utilizzare questo stimolo per mostrare ai bambini la differenza tra lo stampato maiuscolo e minuscolo: cominciamo dalle lettere conosciute e mostriamo loro i diversi caratteri. Aiutiamoli fin d’ora a memorizzare che il proprio nome (o nome proprio, come dicono i grandi) è così importante che l’iniziale, la prima lettera, si scriverà sempre maiuscola, grande…


domenica 19 maggio 2013

Nuno, Nino, Nico...


Utilizziamo le sillabe NO/NA/NE/NI/NU come iniziali o finali per formare semplici parole.
Per stimolare i bambini in questa ricerca, proponiamo alcune semplici storie.


Il piccolo leone Nuno sta camminando nella savana con il suo papà, il re degli animali, quando questi viene colpito da una roccia. Dapprima spaventato, Nuno capisce poi che deve raccogliere la corona del padre e, seguendo il suo insegnamento, cercare di risolvere tutti i problemi che ci sono tra gli animali della savana. Ma quanto è difficile per un piccolo re! A sorpresa torna in scena il papà leone che, abbracciando il piccolo Nuno, riprende i suoi compiti regali.

RAMOS M., Nuno il piccolo re, Babalibri

 
Il pagliaccio Nino è molto bravo a far ridere il pubblico. Ma improvviso lo assale un timore: “Forse le persone ridono di me!”
Cerca così un’altra occupazione nel circo, ma il suo destino sembra proprio essere fare il pagliaccio.
Sarà il direttore del circo a trovare una piacevole soluzione alle sue preoccupazioni.

Come incomincia:

“Ogni sera Nino, il pagliaccio del circo, si siede davanti al suo specchio. Prima si trucca il viso tutto di bianco, poi si disegna le guance rosse e alla fine si mette il naso da pagliaccio.”
 
 
 BATTUT E., Nino il pagliaccio, Bohem Presse


 
Nico ha sempre sognato di essere un cavaliere. In un solaio ha trovato una tunica, un elmo e una spada. Adesso è vestito da prode cavaliere, gli manca solo il cavallo. Ma non ci sono cavalli all’orizzonte, c’è solo Pelosone che dorme davanti a casa come al solito. Per fortuna è un cane gentile e accetta di diventare il suo destriero. Ora manca solo un nemico da attaccare. Ma non ci sono nemici all’orizzonte. Nico propone allora di attaccare una mucca, poi una topolina, ma Pelosone si rifiuta: sono creature pacifiche e innocenti. Sarà l’incontro con il grande lupo cattivo a dare l’occasione ai due amici di dimostrarsi all’altezza di un prode cavaliere e del suo destriero.

C. VALCKX, Nico Pennacchio, Babalibri


Nino Giallo Pulcino è il soprannome di un vitellino molto particolare che fin dalla nascita si distingue da tutti gli animali della fattoria. Una storia delicata pensata per aiutare grandi e piccoli ad affrontare una malattia rara.

RIGATTI – BEGHELLI, Nino Giallo Pulcino, Carthusia

venerdì 17 maggio 2013

Ancora NO!



L’orsetto Bartolomeo non vuol proprio saperne di andare a dormire, e risponde NO! ad ogni insistenza di Giorgione…anche quando ormai sbadiglia sotto le coperte.

Come incomincia:
"Per Bartolomeo è giunta l’ora di andare a dormire.

-Ba, è ora di andare a letto- dice Giorgione.

-No- risponde Bartolomeo

-Lavati i denti e vai a letto- dice Giorgione.

-No!- risponde Bartolomeo.

Hai già finito di lavarti i denti, Ba?

-No!- risponde Bartolomeo, cominciando a piagnucolare.”

MILLER V., A dormire!, Editrice Piccoli



Per Marco è il primo giorno di scuola, ma il piccolo orsetto non ne è per niente entusiasta. “No!” risponde ad ogni domanda di mamma e maestra…anche quando, dopo una lunga e divertente giornata, la mamma gli chiede se sia pronto per tornare a casa.

Come incomincia:

“Oggi Marco va a scuola per la prima volta. –Vedrai- dice la mamma –la scuola è bellissima.

-Guarda: lì c’è la tua classe e qui si appende la giacca. Me la dai?

-No- risponde Marco.

-Buongiorno- dice la maestra. –E così tu sei Marco?

-No!

-Su- dice la mamma –cerca di essere bravo. Più tardi verrò a prenderti. Mi dai un bacio?

-No! “

D’ALLANCE’ M., No, no e poi no!, Babalibri






Simone e il suo fratellino Gaspare hanno costruito una supermega capanna. Ma ora è tempo di rientrare a casa. Quando è il momento di addormentarsi «Ahhh!» Gaspare si accorge di aver dimenticato la sua copertina nella capanna. E senza copertina, NO, NIENTE NANNA! Simone non riesce a convincerlo ad aspettare l’indomani e allora: «Gaspare! Dammi il mio mantello!» È deciso. È tempo per Simone di dimostrare al suo fratellino che lui è un Superconiglio. Certo, l’incontro con il mostro non se l’aspettava neanche il supereroe Simone…

Come incomincia:

"Oggi Simone e il suo fratellino Gaspare hanno deciso di costruire una GRANDE MEGA GIGA SUPER capanna...
Dopo aver trovato il posto adatto, Simone spiega a Gaspare il suo progetto. Bisogna prendere una GRANDE coperta. -L'attacchiamo laggiù-, dice Simone. 
-Sì, latachiamo giù!- grida Gaspare."

BLAKE S., No, niente nanna!, Babalibri


giovedì 16 maggio 2013

N come NO!




Come non immedesimarsi in questo simpatico cane (a proposito, sarà un cagnolone o un cagnolino?) che fa di tutto per farsi amare dalla sua famiglia, al punto che tutti adorano ripetere il suo nome? A proposito, ma siamo sicuri che il suo nome sia proprio NO?
Come incomincia:

“Ciao!

Il mio nome è NO.

Io sono un cane bravo davvero bravo.

Sono così bravo che la mia famiglia adora ripetere il mio nome!

NO!

Li aiuto ad arrivare velocemente dappertutto.

Assaggio sempre il loro cibo prima che loro lo mangino per essere sicuro che sia buono.

NOO!

Li aiuto a cercare tesori nel giardino.

NOOO!...

 
ALTES M., Il mio nome è NO!, Lapis


Proposte didattiche: lingua italiana

La consonante N

 

La parola NO è una delle prime con cui un bambino si trova a dover fare i conti, e non a caso è anche una delle prime che utilizza in modo consapevole. Conversando con gli alunni, chiediamo loro di raccontare in quali occasioni i grandi utilizzino più spesso la parola NO e in quali invece siano i bambini stessi ad utilizzarla.
Possiamo riepilogare quanto emerso nella conversazione sotto le frasi:

 
MI DICONO NO QUANDO…                           DICO NO QUANDO…

 
NO e il suo contrario

 
Riflettiamo con i bambini su quale sia il contrario della parola NO. Utilizziamo in seguito queste due semplicissime parole per una serie di attività che potranno essere finalizzate alla verifica della comprensione di un testo letto dall’insegnante o all’acquisizione di alcune semplici regole, ad esempio quelle relative al corretto comportamento in caso di situazioni di emergenza a scuola.
A questo proposito, abituiamo fin dall’inizio i bambini a memorizzare percorsi di evacuazione dall’edificio scolastico e comportamenti adeguati in caso di pericolo. Possiamo farlo attraverso semplici cartelloni contrassegnati da NO e SI’ per distinguere ciò che si deve da ciò che non bisogna assolutamente fare.
In questo modo, le prove di emergenza che avverranno nel corso dell’anno scolastico li troveranno preparati e non in preda a stati d’ansia difficilmente gestibili.

 
Tutti abbiamo un nome

 
Da No a Nome il passo è davvero breve. Il cane del racconto crede che il suo nome sia No, anche se abbiamo scoperto che non è proprio così. Anche noi, tutti noi, abbiamo un nome. E anche se talvolta lo dobbiamo condividere con qualcun altro, (avremo sicuramente qualche nome doppio, o triplo, in classe!) il nome è nostro, ci appartiene e ci contraddistingue. È così importante che lo scriviamo addirittura con la lettera maiuscola.
Se non riteniamo che sia troppo presto, possiamo utilizzare questo pretesto per mostrare ai bambini la differenza tra lo stampato maiuscolo e minuscolo: cominciamo dalle lettere conosciute e mostriamo loro i diversi caratteri. Aiutiamoli fin d’ora a memorizzare che il proprio nome ( o nome proprio, come dicono i grandi) è così importante che l’iniziale, la prima lettera, si scriverà sempre maiuscola, grande…