Visualizzazione post con etichetta coniglio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta coniglio. Mostra tutti i post

martedì 2 settembre 2014

Anselmo va a scuola, ovvero A come Anselmo, Amicizia...

In questi giorni prima dell'inizio delle lezioni voglio consigliarvi alcuni libri preziosissimi per accogliere i più piccoli, che per la prima volta fanno il loro ingresso nella scuola primaria. Ho ripescato quindi alcuni testi e alcune attività realizzate a settembre dello scorso anno con i miei primini.

Per cominciare...

  
 Anselmo va a scuola





Che fare se il proprio coniglio preferito non vuol saperne della scuola? Il piccolo Anselmo è davvero molto preoccupato all’idea di questa nuova avventura, prova ne è il fatto che il suo orecchio sinistro si sia piegato.
Ma un giro nella notte in un’auto volante cambierà tutto. 

 
Come incomincia:
"Questo è Anselmo.
Ha cinque anni e nove mesi, come me.
Siamo nati lo stesso giorno.
Ad Anselmo piacciono le carote, ma soprattutto, quando andiamo in automobile, gli piace viaggiare sul ripiano di dietro, perché si vede meglio che dal finestrino e si possono salutare i cani e i gatti nelle altre macchine.”
ZOBOLI G. – MULAZZANI S., Anselmo va a scuola, Topipittori



 
Dopo aver letto il libro ai bambini, scegliamo insieme una frase significativa che contenga alcune A, da utilizzare come didascalia per il disegno del protagonista

ANSELMO VA A SCUOLA

Chiediamo poi ai bambini di provare a ricopiare la scritta e di ripassare con un pastello colorato la vocale A.

Nella pagina successiva, contiamo nove quadretti dal basso e chiediamo ai bambini di tracciare una linea orizzontale con la matita. In seguito, chiediamo loro di disegnare nello spazio superiore il proprio autoritratto. Sotto la linea ognuno copierà invece dalla lavagna la frase

ANCHE IO VADO A SCUOLA



Il treno (o l’albero) dei compleanni



Il libro inizia con queste parole:


Questo è Anselmo.


Ha cinque anni e nove mesi, come me.


Siamo nati lo stesso giorno.”


Chiediamo ai bambini se riescano a immaginare chi sia quel me che racconta: è un bambino, l’amico di Anselmo.


Entrambi hanno 5 anni e nove mesi: ciò vuol dire che non hanno ancora compiuto sei anni.


Chiediamo ai bambini chi di loro li abbia già compiuti, chi no e in quale mese siano nati.


Realizziamo poi il treno dei compleanni; a partire dal mese in corso, settembre, realizziamo un vagone per ogni mese e ai finestrini incolliamo le fotografie dei volti o gli autoritratti dei bambini che festeggiano il compleanno, con accanto il giorno di nascita.


Riflettiamo quindi con i bambini: chi compie gli anni nel mese di settembre ha sei anni esatti, chi li ha compiuti nei mesi precedenti ha più di sei anni, chi li compirà nei mesi successivi ha ancora cinque anni e …quanti mesi? Cerchiamo insieme un modo per rispondere a questa domanda…



La narrazione prosegue:

Ad Anselmo piacciono le carote, ma soprattutto, quando andiamo in automobile, gli piace viaggiare sul ripiano di dietro, perché si vede meglio che dal finestrino e si possono salutare i cani e i gatti nelle altre macchine.”

Se lo desideriamo, scriviamo alla lavagna le frasi


AD ANSELMO PIACCIONO LE CAROTE


AD ANSELMO PIACE VIAGGIARE IN AUTO


e chiediamo ai bambini di ricopiarle sul quaderno, illustrandole.


Ora sappiamo cosa piace ad Anselmo: ma cosa piace ai nostri alunni?
Chiediamo ai bambini di rispondere a questa domanda per alzata di mano, o facciamo un giro ordinato.
Dopo aver ascoltato tutti, suggeriamo di ricopiare la frase

A ME PIACE


completandola secondo i propri gusti.


Scriviamo poi su un cartellone tante volte quanti sono gli alunni


A ………………….PIACE……………………


inserendo negli spazi vuoti il nome di ogni bambino e l’oggetto (o gli oggetti) del piacere.
 


Amici a scuola

Seguendo la storia, scriviamo la frase

ANSELMO A SCUOLA TROVA TANTI AMICI

Proponiamo poi, a pagina nuova, un’ulteriore frase, scritta in alto:


IL MIO AMICO E’…


LA MIA AMICA E’…


oppure…

I MIEI AMICI SONO…

e chiediamo ai bambini di completarla con il nome dell’amico/a o degli amici e di disegnarlo/i nello spazio sottostante.
Proponiamo nuove letture che parlino di amicizia, e che abbiano per protagonisti bambini o animali (vedi bibliografia al termine del capitolo)

Le parole dell’amicizia

Guidiamo i bambini in una conversazione da cui emerga l’importanza di utilizzare, nella vita di relazione, parole gentili, affettuose, garbate. Chiediamo loro quali parole vorrebbero scrivere in un grande cartellone dal titolo LE PAROLE DELL’AMICIZIA.


Paroliamo


Proponiamo ai bambini di trovare oggetti, animali, persone il cui nome incominci con la vocale A.


Poi disegniamoli, e incolliamoli sulla prima pagina dell’ALFABETIERE della classe: un libro di grande formato di almeno 26 pagine, o multipli, in cui incollare fotografie, disegni e parole per ogni lettera dell’alfabeto.

Tale produzione, oltre ad essere patrimonio collettivo, potrà essere utilizzata come primo vocabolario per gli alunni stranieri che in qualsiasi momento dell’anno scolastico comincino la frequenza alla scuola primaria.


giovedì 29 agosto 2013

GLI come Guglielmo ( un signore, un verme...e qualche coniglio)




Quanti amici a tavola! Oggi è il compleanno del signor Guglielmo che, come tutti gli anni, decide di andare al ristorante a festeggiare con una scorpacciata del suo piatto preferito. Il bello è che cammin facendo si uniscono a Guglielmo un sacco di amici animali, tutti buongustai come lui e con un'idea ben precisa di quale sia il cibo più buono al mondo. Il problema è che all'ora di pranzo è normale avere una fame da lupo soprattutto se si è un lupo! Per fortuna anche lui ha un piatto preferito e non è né il signor Guglielmo, né uno dei suoi amici: è la torta soffice soffice che gli cucinava la sua mamma. Potrà ordinarla al ristorante?



Come incomincia:


“Oggi è il compleanno del signor Guglielmo e, come ogni anno, decide di pranzare al ristorante.
Rifà il letto e piega il pigiama; indossa i pantaloni, la giacca verde e il berretto.
Mette anche una sciarpa che gli ha fatto papà. E guarda un po’…è ora di pranzo.
Un grosso topo fuma accanto alla porta.–Dove vai, signor Guglielmo?
-Vado al ristorante, a mangiarmi un buon tiramisù, perché oggi è il mio compleanno ed è il dolce che mi piace di più.
-Buona idea-, squittisce il topo.–Tuttavia preferisco la fonduta di gruviera; ci sarà al ristorante?
-Sicuramente-, risponde Guglielmo, -è un ristorante eccezionale.
-Allora vengo con te.”

VAUGELADE A., Il compleanno del signor Guglielmo, Babalibri

P.s.

A proposito di “leggere senza stereotipi”:vi siete accorti, vero, che la sciarpa del signor Guglielmo l’ha fatta papà? Non è certo un’informazione di poco conto…







Guglielmo è un vermetto che vive solo e soletto a sinistra di un albero. Anche Marta è un vermetto e vive sola e soletta a destra dell'albero. Un bel giorno, una grossa pera succosa cade per terra nel giardino e Guglielmo e Marta si ritrovano legati da molti punti di vista...

HORACEK P., Guglielmo e Marta, Phaidon






Nel bosco di Giulio Coniglio è arrivata la fantastica scuola ambulante di Leo lupo. Giulio e i suoi amici non sono mai andati a scuola e sono emozionati... Chissà che lezione farà Leo lupo! Il maestro decide di insegnare a tutti a scrivere il proprio nome. Certo non è facile, ma gli allievi ce la mettono tutta e alla fine... che soddisfazione!

Come incomincia:

"Oggi Giulio Coniglio è andato nel bosco a raccogliere mele con i suoi amici.
Il topo Tommaso è salito sull'albero per vedere chi sta arrivando.
Ecco...è arrivato lo straniero. E' veramente un lupo.
Il maestro lupo mostra a tutti la sua fantastica scuola ambulante. Poi presenta la sua assistente Dorothy Cornacchia, che parla solamente inglese.

COSTA N., Giulio Coniglio alla scuola di Leo Lupo, Franco Cosimo Panini Editore







Il coniglietto Ricki ha un problema molto grosso: uno dei suoi orecchi penzola verso il basso. Naturalmente tutti i suoi amici lo prendono in giro e si sbellicano dalle risate ad ogni tentativo di nascondere o correggere questo suo difetto: appendersi ad un ramo a testa in giù, nascondere gli orecchi sotto un copriteiera della nonna, infilare una carota nell’orecchio o steccarlo con un po’ di spago e un ramoscello secco.
Il dottore lo rassicura: non c’è nulla di strano, tutti gli orecchi sono diversi. E può sempre insegnare agli amici come fare per diventare uguali a lui.

Come incomincia:

“Ci sono conigli grassi e conigli magri, conigli alti e conigli bassi, conigli intelligenti e conigli sciocchi, conigli puliti e conigli sporchi, conigli maschi e coniglie femmine. E tutti hanno due lunghi orecchi.
Anche Ricki ha due lunghi orecchi, solo che…uno dei due è diverso. Gli orecchi dei conigli dovrebbero stare dritti dritti, TUTTI E DUE! L’orecchio destro di Ricki, invece, PENDE ALL’INGIU’ come uno strofinaccio!
-Ehi, orecchio floscio!- lo prendono in giro gli altri conigli. –Tira su quegli orecchi, fai come noi.”

VAN GENECHTEN G., Ricki, Clavis









Al Signor Coniglio non piacciono più le carote. Grande è la curiosità di scoprire cosa mangiano gli altri animali. È scettico. Ma quando scoprirà di essere il piatto preferito della volpe... squisite saranno le carote.

BOUJON C., Buon appetito, Signor Coniglio!, Babalibri











Questa è la storia di Giò Carota, un piccolo coniglio che era stanco di sentirsi chiamare «mio piccolo coniglio». Per dimostrare agli adulti di non esser più il loro piccolo coniglio, Giò Carota decise di diventare il peggior coniglio mai visto prima. Iniziò a fare dispetti, a trattare male gli altri… ed era destino che finisse male. Ma grazie all’amicizia con Tom Rapanello, un altro coniglio ancora più piccolo di lui, le cose cambiarono e anche Giò Carota trovò il suo posto all’interno della comunità della foresta.

SOLOTAREFF G., Non chiamatemi mai più mio piccolo coniglio, Babalibri







Quattro libri nei quali si ritrovano un sacco di papà che fanno di tutto per far divertire i propri figli! Raccolti in un piccolo cofanetto per poterli leggere ovunque, i quattro titoli sono: Papà re, Papà spinge, Papà coniglio, Papà dà i bacini. Un lettura di gran divertimento per i piccolissimi lettori.

LE SAUX A., Papà coniglio (in La scatola dei papà),Babalibri



sabato 8 giugno 2013

L come luna



Gli animali si chiedono che sapore abbia la luna. Per poter darle un morso provano a raggiungerla salendo uno sopra l’altro. La luna si alza però sempre più nel cielo. Quando ci prova un topolino, lei se ne sta ferma, credendosi al sicuro…

 
Come incomincia:

 
Da sempre, nelle calde notti africane, gli animali si chiedevano che sapore avesse la luna. Era dolce? O salata? O amara?
Avevano provato ad allungare il collo, a rizzarsi sulle zampe posteriori, a tendere quelle anteriori. Ma nessuno di loro era mai riuscito a toccarla.
Finché, una notte di luna piena, la tartaruga decise di salire su un'alta montagna.
-Da lassù riuscirò certamente a toccare la luna e a scoprire che sapore ha. E se sa di insalata, io me la mangio- pensò.”

 
GREJNIEC M., Io mi mangio la luna, Arka

 

Secondo Italo Calvino la più bella fiaba dei Fratelli Grimm. Quattro amici rubano la luna per far luce al loro paese al buio, ma quando litigano tra loro ognuno se ne porta via un pezzetto e tutto torna nelle tenebre... Una fiaba notturna e poetica risolta tutta sul piano della grafica con pochi segni che rimandano alla poetica delle avanguardie storiche.

Come incomincia:

 
C'era una volta un paese al buio. La notte scendeva fitta ad avvolgere le strade, le case, le finestre e i campi.
Il cielo si faceva d'inchiostro e un drappo di velluto nero si stendeva su tutte le cose.
Nessuno, in quel paese, usciva di casa dopo il tramonto, e, se proprio non se ne poteva fare a meno, era sempre necessario portarsi dietro una candela, una lampada, un focherello qualsiasi per trovare la strada in mezzo alle tenebre.”

 
RAUCH A., La luna, Prìncipi & Principi


 

Viene la sera e il coniglietto Bubù non vuole saperne di rientrare a casa. E' affascinato dal piccolo spicchio di luna apparso nel cielo e vuole mostrarlo agli altri animali. Ma è tardi per tutti: le pecore, il canguro, l’elefante, la papera e il gufo vogliono solo andare a dormire. Ora anche per Bubù è ora di andare a letto. Un coniglietto e la sua luna: una storia della buonanotte tenera, semplice poetica e piena di dolcezza.

Come incomincia:

 
Ogni giorno, molto molto tempo dopo il mattino, viene la sera.
Allora Notto chiama il suo Bubù.
-Bubù, vieni, presto! È ora di tornare a casa!
E con la sera, arriva la luna.
Tutte le sere, Bubù dice: -Là!- indicando la luna con il suo ditino.
Succede la stessa cosa tutte le sere!”

 
ELZBIETA, Piccola luna, Il castoro

 


In questo particolare e incantevole libro illustrato, la storia letteralmente i "svolge" davanti ai nostri occhi con le pagine che si aprono in su, in giù e nella pagina centrale. Monica vuole la luna per giocarci, così il suo papà si mette in viaggio per prendergliela. Non è facile arrampicarsi fino alla luna. Ma alla fine ci riesce, solo per scoprire che la luna è troppo grande da portare a casa! Il modo in cui questo problema viene risolto è... una piacevole sorpresa...

 
CARLE E., Papà, mi prendi la luna, per favore?, La Margherita

 

venerdì 10 maggio 2013

D come Dottore



 
Oggi c’è una bella fila dal dottore! Tanti pazienti in attesa di essere visitati. C’è una tenera pecorella, una placida gallina, un coccodrillo goloso con il mal di denti, un elefante maldestro con un chewing-gum nella proboscide e poi un lupo con il mal di pancia… Il bravo dottore visita tutti e a tutti dispensa buoni consigli. Quando però è il momento di guardare nella pancia del lupo, beh, la sorpresa è in arrivo!

Come incomincia:


“(dottore)-Il prossimo!

(coccodrillo)-Buongiorno dottore, ho un terribile mal di denti.

(dottore)-capisco. Non muoverti. (brandendo una tenaglia) Con questa dovrei riuscirci… Eccolo qui! Fatto! La prossima volta che mangi un lecca-lecca, ricorda di non sgranocchiare il bastoncino!

(coccodrillo)-Grazie dottore!

(dottore)-Il prossimo!

(elefante)-Buongiorno dottore, mi fa male il naso.”

 
ESCOFFIER M., Buongiorno dottore, Babalibri


Il piccolo Marco oggi si è svegliato un po’ malato: non ha nemmeno fame! Preoccupata, Mamma Coniglio decide di portarlo immediatamente da un bravo medico. Va dal Dottor Talpa che suggerisce di scavare tante belle gallerie: presto e senza dubbio Marco guarirà. Poco convinta, Mamma Coniglio cambia medico. Purtroppo, però, anche il Dottor Cane propone una strana cura. E lo stesso fa il Dottor Uccellino, il Dottor Gatto e il Dottor Pesce. A fine giornata, Mamma Coniglio è esausta, scoraggiata e anche un po’ impaurita, perché nel frattempo è scesa la notte. Il gufo, che ha visto tutto, ha un’idea su chi potrebbe curare il piccolo coniglio… per guarire dal mal di pancia e dai pregiudizi.
Come incomincia:
“Questa mattina Marco si è svegliato un po’ malato. Non ha neanche fame. Mamma Coniglio, preoccupata per il suo piccolo, decide di portarlo dal dottore.
Lo prende per mano e lo accompagna dal Dottor Talpa.
Il Dottor Talpa strizza gli occhietti e dice: -Bisogna che questo cucciolo scavi tante belle gallerie. Un sacco di gallerie. Solo così potrà guarire.
-Che strana cura…- si dice mamma Coniglio. Così va a trovare un altro dottore.
LECAYE O., Dottor Lupo, Babalibri
C’era una volta un piccolo coniglio che sapeva dire solo una cosa: Caccapupù! Da mattina a sera, da sera a mattina: Caccapupù! A tutte le domande rispondeva: Caccapupù. A questa storia manca solo un lupo. E allora, eccolo là: Caccapupù! Ma, per fortuna, c’è anche un dottore, anzi, un papà dottore…
Come incomincia:
“C’era una volta un piccolo coniglio che sapeva dire solo UNA cosa…
Caccapupù
Ogni mattina la sua mamma gli diceva: -Su sveglia, mio piccolo coniglio!- e lui rispondeva: -Caccapupù.
A mezzogiorno, il suo papà gli diceva: -Mangia gli spinaci, mio piccolo coniglio!- e lui rispondeva: -Caccapupù.”
BLAKE S., Caccapupù, Babalibri