I mostri selvaggi di
Sendak sono davvero splendidi: dietro corna arcuate, artigli affilatissimi e
denti appuntiti, si svelano sorrisi ed espressioni tenere e buffe, che
impediscono di provarne paura. E allora, un mostro ad ogni bambino, e via, all’opera
per produrre la propria personalissima tavola del nuovo “Nel paese dei mostri
selvaggi” (o sarebbe meglio scrivere “nostri selvaggi”, come ha fatto ieri una bambina?)…
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mercoledì 5 febbraio 2014
martedì 4 febbraio 2014
M come Mostri selvaggi
In questi giorni ho avuto
il privilegio di essere circondata da persone che amano gli albi
illustrati per l’infanzia, e che da questa passione traggono la stessa intensa
soddisfazione che provo io. Abbiamo potuto ammirare libri sconosciuti, in lingue
diverse dall’italiano, di autori e illustratori noti in particolare all’estero o famosissimi anche da noi.
Tra questi, uno dei miei preferiti in assoluto, Maurice Sendak, di cui ho
scoperto due piccoli (ma immensi per la forza immaginifica) splendidi albi in inglese:
A hole is to dig

e How little Lori visited Times Square

È stato quindi ancora più entusiasmante ieri mattina, nel presentare la consonante M ai miei bambini, poter regalare
loro la lettura e la visione delle splendide immagini di “Nel paese dei mostri
selvaggi”, il mio albo preferito di sempre

Come
non immedesimarsi in Max, che, travestito da lupo, ne combina di tutti i
colori, minacciando addirittura di sbranare la mamma, per finire dritto in camera
sua, senza cena?
Ma ecco che in quella stessa camera cresce una foresta sempre più fitta, e si forma persino un mare, che porta Max fin nel paese dei mostri selvaggi; ed essi "ruggirono terribilmente, digrignarono terribilmente i denti, rotearono tremendamente gli occhi e mostrarono gli artigli orrendi..", per poi proclamare che "... lui era il più mostro selvaggio di tutti"...
Ma ecco che in quella stessa camera cresce una foresta sempre più fitta, e si forma persino un mare, che porta Max fin nel paese dei mostri selvaggi; ed essi "ruggirono terribilmente, digrignarono terribilmente i denti, rotearono tremendamente gli occhi e mostrarono gli artigli orrendi..", per poi proclamare che "... lui era il più mostro selvaggio di tutti"...
Ma cosa succederà quando Max comincerà a sentire un "buon profumo che viene da lontano"? Riuscirà a resistere alla nostalgia di casa? E cosa troverà ad aspettarlo?
Come incomincia:
“Quella sera Max si mise il costume da lupo e ne combinò di tutti i colori e anche peggio.
La mamma gli gridò: -MOSTRO SELVAGGIO!- e lui le rispose: - E IO TI SBRANO-.
Così fu mandato a letto senza cena.”
SENDAK M., Nel
paese dei mostri selvaggi, Babalibri Milano1999
martedì 7 maggio 2013
Nel paese dei mostri selvaggi...quando la rabbia trasforma in mostri!

Il piccolo Max, travestito da lupo, viene mandato in castigo in camera sua. Ma ecco che
in quella stessa camera cresce una foresta sempre più fitta, e si forma persino
un mare, che porta Max fin nel
paese dei mostri selvaggi; ed essi "ruggirono terribilmente, digrignarono terribilmente i denti, rotearono tremendamente gli occhi e mostrarono gli artigli orrendi.." (avete notato quante R?), ma poi "proclamarono che lui era il più mostro selvaggio di tutti"...
Riuscirà però Max a tornare a
casa, dove lo aspetta la sua cena fumante?
Come incomincia:
“Quella sera Max si mise il costume da lupo e ne combinò di
tutti i colori e anche peggio.
La mamma gli gridò: -
MOSTRO SELVAGGIO!- e lui le rispose: - E IO TI SBRANO-.
Così fu mandato a letto
senza cena.”
SENDAK M., Nel paese
dei mostri selvaggi, Babalibri Milano1999
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