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venerdì 12 dicembre 2014

L'inverno della famiglia Topini



Una famiglia di sette topini, mamma, papà e talvolta anche i nonni. Le loro avventure si snodano sul filo della quotidianità, quella che ogni bambino vive (con un’eccezione per il bucato; chi dei nostri bambini avrà mai lavato qualche panno insieme ai grandi? Per fortuna oggi ci sono le lavatrici… Eppure uno dei miei ricordi più belli riguarda i fazzoletti lavati, e persi, nel ruscello accanto al prato in montagna dove intanto tutti i grandi lavoravano il fieno…)

Nel mondo di Iwamura i colori sono tenui, la natura è accogliente, anche se talvolta può capitare qualche situazione pericolosa (un serpente nel bosco, papà che si allontana in mare sul materassino…); i topini affrontano situazioni nuove accompagnati e aiutati dagli adulti, che non si sostituiscono a loro, ma permettono di fare esperienza, anche in situazioni non del tutto conosciute, proprio come dovrebbe avvenire per i piccoli a due zampe e senza baffi.


Come incomincia L'inverno della famiglia Topini:

“Il vento soffia e fiocca la neve. E' un inverno molto freddo.
Che cosa stanno facendo i topini nella grande stanza riscaldata dalla stufa?
Due stanno segando, gli altri, seduti attorno al tavolo, stanno preparando un nuovo gioco.”

IWAMURA K., L'inverno della famiglia Topini, Babalibri

 



 
 ì


 





giovedì 4 settembre 2014

La famiglia Topini va a scuola

La famiglia Topini va a scuola


Una famiglia di sette topini, mamma, papà e talvolta anche i nonni. Le loro avventure si snodano sul filo della quotidianità, quella che ogni bambino vive (con un’eccezione per il bucato; chi dei nostri bambini avrà mai lavato qualche panno insieme ai grandi? Per fortuna oggi ci sono le lavatrici… Eppure uno dei miei ricordi più belli riguarda i fazzoletti lavati, e persi, nel ruscello accanto al prato in montagna dove intanto tutti i grandi lavoravano il fieno…)
Nel mondo di Iwamura i colori sono tenui, la natura è accogliente, anche se talvolta può capitare qualche situazione pericolosa (un serpente nel bosco, papà che si allontana in mare sul materassino…); i topini affrontano situazioni nuove accompagnati e aiutati dagli adulti, che non si sostituiscono a loro, ma permettono di fare esperienza, anche in situazioni non del tutto conosciute, proprio come dovrebbe avvenire per i piccoli a due zampe e senza baffi.
In questo albo, Mamma Topini è alle prese con un grosso problema: domani è il primo giorno di scuola, ma nessuno dei sette topini vuole andarci…

Come incomincia:

“Nel bosco sia avvicina l’autunno e mamma Topini è molto indaffarata. Domani i suoi sette topolini andranno a scuola per la prima volta.
Sette cappelli fabbricati con i tappi di bottiglia. Sette tascapani gialli. Sette paia di scarpe in guscio di noce. Tutto fatto da mamma Topini.
-Domani andrete a scuola. Questa sera, quindi, bisogna andare a letto presto-, dice la mamma.
Ma i sette piccoli rispondono: -Io non voglio andare a scuola perché è troppo lontana.
-Io non voglio andarci perché di mattina ho sonno.
-Io non voglio andarci perché fuori c’è il vento freddo.
-Io non voglio andarci perché non conosco gli altri bambini.
-Io non voglio andarci perché ci sono i cattivi.
-Io non voglio andarci perché lungo la strada ci sono i serpenti.
-Io non voglio andarci perché non voglio.”

YAMASHITA – IWAMURA, La famiglia Topini va a scuola, Babalibri

Ottimo per l'accoglienza, questo libro si presta ad essere animato con i bambini. Avete presente il serpente che la Famiglia Topini incontra in galleria, il primo giorno di scuola?

Eccolo



E scommetto che una Mamma Topini così non l’avete mai vista, vero?

E' davvero facile realizzare uno spettacolo, anche con più di 250 bambini e ragazzi impegnati a mettere in scena una storia sconosciuta.
È la caratteristica dei nostri spettacoli: tutti in scena, dal più piccolo al più grande, ognuno indispensabile alla (im)perfetta riuscita di ciò che abbiamo messo in cantiere.
Ed ecco la festa dell’accoglienza dello scorso anno: i piccolissimi han fatto i topini

i grandi la galleria

e il serpente, e tutti gli altri il lunghissimo treno di topini che percorre la strada verso la scuola
Senza dimenticare le mamme, che ancora una volta ci hanno dato una bellissima mano

E i maestri? Si sono divertiti un sacco anche loro (non si vede, forse?)…

lunedì 14 luglio 2014

La famiglia Topini va al mare (e altre letture estive)

La scuola è finita e la famiglia Topini decide di andare a fare una gita al mare. Sono tutti eccitati ma il papà è preoccupato: speriamo che ai suoi topini non succeda nulla! Invece l'alta marea li sorprenderà…




Come incomincia:

Sette topini vanno a scuola. Domani però la scuola finisce e cominciano le vacanze estive.
-Domani andremo tutti al mare-, dice Papà.
I sette topini saltano di gioia.
-Io so nuotare a stile libero.
-Io so nuotare a rana.
-Io farò surf.
-Io sci d’acqua.
-Io pescherò.
-Io nuoterò a cagnolino.
-E io a topolino.
Ma sarà saggio portare i topini al mare? E se si perdono? E se si fanno male? E se vengono trascinati via dalle onde? Preoccupato, Papà costruisce sette salvagenti e a ognuno attacca una lunga corda.”

YAMASHITA – IWAMURA, La famiglia Topini va al mare, Babalibri



E in tema di letture estive, non perdetevi i consigli degli esperti:


http://www.milkbook.it/libri-vacanze-estive/ 


giovedì 12 dicembre 2013

La famiglia Topini

Una famiglia di sette topini, mamma, papà e talvolta anche i nonni. Le loro avventure si snodano sul filo della quotidianità, quella che ogni bambino vive (con un’eccezione per il bucato; chi dei nostri bambini avrà mai lavato qualche panno insieme ai grandi? Per fortuna oggi ci sono le lavatrici… Eppure uno dei miei ricordi più belli riguarda i fazzoletti lavati, e persi, nel ruscello accanto al prato in montagna dove intanto tutti i grandi lavoravano il fieno…)
Nel mondo di Iwamura i colori sono tenui, la natura è accogliente, anche se talvolta può capitare qualche situazione pericolosa (un serpente nel bosco, papà che si allontana in mare sul materassino…); i topini affrontano situazioni nuove accompagnati e aiutati dagli adulti, che non si sostituiscono a loro, ma permettono di fare esperienza, anche in situazioni non del tutto conosciute, proprio come dovrebbe avvenire per i piccoli a due zampe e senza baffi.
Le avventure della famiglia Topini si snodano in quattro albi sapientemente e delicatamente illustrati.
Ieri in classe abbiamo letto
 





Come incomincia:
 
“Il vento soffia e fiocca la neve. E' un inverno molto freddo.
Che cosa stanno facendo i topini nella grande stanza riscaldata dalla stufa?
Due stanno segando, gli altri, seduti attorno al tavolo, stanno preparando un nuovo gioco.”
 
IWAMURA K., L'inverno della famiglia Topini, Babalibri
 
A settembre, invece, avevamo incominciato la scuola con



 

 


Come incomincia:
 
“Nel bosco sia avvicina l’autunno e mamma Topini è molto indaffarata. Domani i suoi sette topolini andranno a scuola per la prima volta.
Sette cappelli fabbricati con i tappi di bottiglia. Sette tascapani gialli. Sette paia di scarpe in guscio di noce. Tutto fatto da mamma Topini.
-Domani andrete a scuola. Questa sera, quindi, bisogna andare a letto presto-, dice la mamma.
Ma i sette piccoli rispondono: -Io non voglio andare a scuola perché è troppo lontana.
-Io non voglio andarci perché di mattina ho sonno.
-Io non voglio andarci perché fuori c’è il vento freddo.
-Io non voglio andarci perché non conosco gli altri bambini.
-Io non voglio andarci perché ci sono i cattivi.
-Io non voglio andarci perché lungo la strada ci sono i serpenti.
-Io non voglio andarci perché non voglio.”

YAMASHITA–IWAMURA, La famiglia Topini va a scuola, Babalibri
 
Ci mancano ormai solo le ultime due avventure:









Come incomincia:
 
“Dopo la pioggia la luce del sole illumina il bosco. La cicala incomincia a cantare.
Mamma Topina dice ai topini: -Oggi dobbiamo fare il bucato: portatemi i pantaloni, le camicie, le lenzuola e i pigiamini.
Fa molto caldo, questa mattina! Che bello fare il bucato con la mamma! Fra poco arriveranno anche il Papà e i Nonni.
Il giglio di montagna è fiorito e sulle sue foglie luccicano gocce di rugiada. Un topino per scherzo si è messo in testa un lenzuolo!
Nell’aria spira fresco e leggero un venticello ei topini raggiungono il fiume saltellando.”
 
IWAMURA K., Il bucato della famiglia Topini, Babalibri
 
E prima delle vacanze estive


 
 

Come incomincia:

 

“Sette topini vanno a scuola. Domani però la scuola finisce e cominciano le vacanze estive.

-Domani andremo tutti al mare-, dice Papà.

I sette topini saltano di gioia.

-Io so nuotare a stile libero.

-Io so nuotare a rana.

-Io farò surf.

-Io sci d’acqua.

-Io pescherò.

-Io nuoterò a cagnolino.

-E io a topolino.

Ma sarà saggio portare i topini al mare? E se si perdono? E se si fanno male? E se vengono trascinati via dalle onde? Preoccupato, Papà costruisce sette salvagenti e a ognuno attacca una lunga corda.”

 

YAMASHITA–IWAMURA,La famiglia Topini va al mare,Babalibri

P.s. Un solo dubbio: perché mamma è scritto sempre in minuscolo, mentre Papà in maiuscolo? Scelta degli autori o del traduttore? In ogni caso, scelta discutibile…


 

venerdì 13 settembre 2013

Una famiglia (Topini) molto allargata...

Avete presente il serpente che la Famiglia Topini incontra in galleria, il primo giorno di scuola?
Eccolo


 
 
E scommetto che una Mamma Topini così non l’avete mai vista, vero?


 
Insomma, stamattina è stato davvero uno spettacolo, con più di 250 bambini e ragazzi impegnati a mettere in scena una storia sconosciuta.
È la caratteristica dei nostri spettacoli: tutti in scena, dal più piccolo al più grande, ognuno indispensabile alla (im)perfetta riuscita di ciò che abbiamo messo in cantiere.
Oggi era la festa dell’accoglienza: i piccolissimi han fatto i topini
 

 
 
i grandi la galleria
 

 
 
e il serpente, e tutti gli altri il lunghissimo treno di topini che percorre la strada verso la scuola
 
 
 
Senza dimenticare le mamme, che ancora una volta ci hanno dato una bellissima mano
 

 
E i maestri? Si sono divertiti un sacco anche loro (non si vede, forse?)…
 

 
 

 
 
 
 

lunedì 9 settembre 2013

A come accoglienza


Da qualche anno abbiamo l’abitudine di accogliere i nuovi alunni delle classi prime con un piccolo spettacolo tratto dagli albi illustrati per l’infanzia, di cui loro siano sia spettatori che protagonisti.
Cinque anni fa avevamo utilizzato

 

 (come potete vedere, io e Lisa eravamo l’insetto delle parole e il bruco)


Quest’anno abbiamo scelto di mettere in scena



Come incomincia:

“Nel bosco si avvicina l’autunno e mamma Topini è molto indaffarata. Domani i suoi sette topolini andranno a scuola per la prima volta.

Sette cappelli fabbricati con i tappi di bottiglia. Sette tascapani gialli. Sette paia di scarpe in guscio di noce. Tutto fatto da mamma Topini.

-Domani andrete a scuola. Questa sera, quindi, bisogna andare a letto presto-, dice la mamma.

Ma i sette piccoli rispondono: -Io non voglio andare a scuola perché è troppo lontana.

-Io non voglio andarci perché di mattina ho sonno.

-Io non voglio andarci perché fuori c’è il vento freddo.

-Io non voglio andarci perché non conosco gli altri bambini.

-Io non voglio andarci perché ci sono i cattivi.

-Io non voglio andarci perché lungo la strada ci sono i serpenti.

-Io non voglio andarci perché non voglio.”

YAMASHITA– IWAMURA, La famiglia Topini va a scuola, Babalibri



Ci sembra uno splendido modo per rassicurare i bambini (tutti hanno qualche paura, soprattutto nei confronti di qualcosa di nuovo come la scuola, ma una mamma attenta e previdente e tanti compagni fanno la differenza) e per raccontare in modo piacevole un nuovo inizio.

Questa mattina saremo impegnate a realizzare 54 orecchie da topo e un lungo serpentone di stoffa che ci aiutino a calarci nella parte. Lisa naturalmente sarà Mamma Topini ed io il narratore…

A breve le foto!


P.s.
A tante colleghe che hanno sfogliato il libro, i fili che la mamma stende come rotaie del treno hanno fatto venire in mente la lodevole iniziativa del pedibus, praticata con successo dove sia possibile avvalersi della collaborazione dei volontari.