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martedì 19 febbraio 2019

A che pensi?


“A che pensi?” chiediamo talvolta a chi abbiamo accanto, vedendolo assorto nei propri pensieri.
È una domanda colma di interesse, di attenzione, di partecipazione emotiva alla vita delle persone che più ci stanno a cuore. 


A che pensi? è anche il titolo di uno tra gli albi più belli e importanti di Laurent Moreau, edito da Orecchio acerbo.

Un libro costruito su un’idea semplice e allo stesso tempo geniale: per ogni pagina di destra, un’aletta su cui è disegnato il viso del protagonista, e che, sollevata, ne svela i pensieri. Sulla pagina di sinistra, una breve didascalia.





Un’attività tanto significativa da poter, e dover, essere replicata sul quaderno di ogni bambina e bambino.

Così, sotto visi tondi e sorridenti, si possono trovare biciclette e feste di compleanno, topi e gol in rovesciata, allenatori di Pokemon, amici e trattori.
















Ad accompagnare la produzione individuale, una riflessione collettiva su pensieri e parole.


CHE COSA SONO I PENSIERI?

I pensieri sono una cosa che ti fluttua nella testa.
I pensieri sono come quando pensi di fare una cosa tipo andare al mare, ci pensi e vai.
I pensieri sono delle cose belle.
I pensieri sono delle cose che le pensi nella testa.
I pensieri sono topi.

I pensieri sono le cose che fanno felice una persona.
I pensieri sono delle cose che pensano le persone.
I pensieri sono delle cose che ci fanno stare bene o ci fanno venire molti sentimenti.


DOVE NASCONO I PENSIERI?

I pensieri nascono dalla testa.
I pensieri nascono dal cervello.
I pensieri escono dalle orecchie.
I pensieri nascono nella mente.
I pensieri nascono dalla bocca.
I pensieri nascono dalla voce.
I pensieri nascono dal corpo, perché nel corpo c’è tutto.
I pensieri nascono dalle parole.

CHE COSA SONO LE PAROLE?

Le parole escono dalla bocca per dire una cosa.
Le parole vengono dall’amore.
Le parole sono delle cose belle.
Le parole sono belle da sentire.
Le parole sono come che te le canti.
Le parole sono vocali.
Le parole sono belle da dire.
Le parole si imparano, tipo noi impariamo a scuola le parole.
Le parole sono invitanti (mi è venuto in mente un ristorante e mi è venuta in mente questa parola).
Le parole sono delle lettere unite.
Le parole formano tutte le scritte.
Le parole vengono dai libri.
Le parole sono una vita fantastica.
Le parole sono un alfabeto.














lunedì 7 novembre 2016

A scuola si legge - A che pensi?



Più, e meglio, conosco gli albi illustrati, più mi rendo conto di quanto sia spesso fuorviante la classificazione che si fa della letteratura. Gli albi di qualità non possono essere rinchiusi nell’etichetta “per l’infanzia”: sono semplicemente letteratura e arte.

Riflettevo proprio su questo ripensando all’incontro sulle emozioni tenuto con i ragazzi di 3^ nell’ambito del progetto A scuola si legge: il primo libro a cui ho pensato per loro è stato


A che pensi?
 

di Laurent Moreau, orecchio acerbo








 che avevo già utilizzato anni fa con i miei bambini in prima


















Ed ecco invece come cambiano i pensieri, crescendo: