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domenica 16 novembre 2014

Uvapoesia



Uvapoesia

Uvapoesia
netti staccano
gli occhi i versi
dal grappolo.
In memoria s'ingoia
la saporosa rima.
E sulla punta della lingua resta
asprino e duro il seme.


Roberto Piumini, Sole, scherzavo, Nuove Edizioni Romane
 




sabato 15 novembre 2014

Prugna



Prugna

Via quell'aria
imbronciata.

Non sentirti maltrattata.

Tu sei nata
per essere mangiata.

Ma non lo sai
che intimamente,
sotto la polpa succosa
e la buccia lucente,

tu hai la chiave
di un grande mistero,

puoi dare la vita
ad un albero intero.

Tony Mitton, Prugna, Einaudi Ragazzi




giovedì 13 novembre 2014

La mela e il melo, ovvero articoli e genere



Mi piace la grammatica: mi è sempre piaciuta, fin da ragazza, e mi piace tanto più ora che ne insegno le basi ai miei bambini.

Mi piace trovare il modo per renderla divertente, piacevole e strettamente collegata al vissuto dei bambini e alle attività che di volta in volta vengono realizzate in classe; per questo, soprattutto nei primi anni di scuola, non utilizzo un quaderno a parte per la riflessione linguistica, ma la inserisco, soprattutto oralmente, in ogni occasione e contesto.
Qualche giorno fa, al termine del nostro primo incontro con gli articoli, un bambino mi ha chiesto: “Ma è un articolo come quello del giornale?” e io mi sono fermata a spiegare che no, perché la parola articolo è un omonimo, come coda. E non importa se nessuno di loro si ricorderà questa parola. Magari, la prossima volta che la pronuncerò, qualcuno salterà su ed esclamerà: “Questa parola ce l’hai già detta un’altra volta.” E a furia di parlare di omonimi, e sinonimi, e qualità, e azioni, la grammatica si crea da sola, si sostanzia, e diventa un modo per dare forma e ordine a ciò che pensiamo, diciamo, scriviamo.

E allora, per cominciare, La mela e il melo…(e che divertimento quando, mentre scrivo alla lavagna le parole "articolo determinativo", un bambino mi anticipa e suggerisce "detergente")






venerdì 7 novembre 2014

Che bello "fare il tema"!



Che bello scrivere un testo insieme, in classe.


Che bello passarsi una mela tra le mani, osservarla, toccarla, strofinare la buccia liscia e fredda, contare i semi contenuti nel torsolo, annusarla e infine gustarla.


Che bello trovare i verbi giusti, gli aggettivi giusti, la punteggiatura giusta.


Che bello fare questo lavoro con i compagni e la maestra, senza paura di sbagliare, scrivendo le parole in autonomia, ma potendo controllarne la corretta ortografia alla lavagna, in corsivo e in stampato maiuscolo, perché non siamo tutti uguali, e ognuno ha i suoi tempi.


Che bello curare la calligrafia, scrivere lentamente, in modo ordinato.


Che bello disegnare la mela intera e divisa a metà, soffermarsi sui particolari, colorare con cura.



Anche “fare un tema” può essere bello.