Visualizzazione post con etichetta fortuna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fortuna. Mostra tutti i post

martedì 7 gennaio 2020

Per fortuna ci sei




Come (ri)cominciare un nuovo anno insieme?

Perché è vero che il 2020 è un anno tutto nuovo, ma è altrettanto vero che il tempo scolastico è scandito in modo diverso, e questo non è tanto un nuovo inizio, quanto un ritrovarsi, dopo una lunga vacanza.


Non mi affascinano particolarmente i buoni propositi, destinati fatalmente a infrangersi sul terreno scivoloso della quotidianità; mi piace però che ci sia qualcosa di semplice a rendere speciale il nostro rinnovato incontro.


Ripenso alle bambine e ai bambini; e, ancora una volta, ad affacciarsi prepotentemente alla mente sono i più fragili, i più difficili, i più complicati. Magari quelli che la vita la complicano anche a te.


Così penso che sia importante provare ad andare oltre la fatica (quella fatica non buona che sento aver condizionato i nostri ultimi giorni del 2019 insieme) e trovare il modo per dare spazio a ognuno di loro, al loro esserci, per sé e per/con gli altri. 


Penso alla scrittura, che ancora una volta mi sembra strumento privilegiato per comunicare -anche in modo intimo, privato - le cose più importanti.

Penso alla fortuna di vivere in questo mondo, dove i diritti sono garantiti; penso alle fortune, piccole e grandi, che ognuno di noi può contare nella propria vita; penso all’importanza di essere capaci di riconoscerle, queste fortune, e di farne tesoro.


Metto insieme tutto e ci penso nel tempo quieto delle vacanze (che, si sa, per gli insegnanti sono lunghe. Ma se non lo fossero, come potremmo immaginare e progettare tutto quel che poi realizzeremo a scuola?).


Ne parlo con la mia collega, che mi risponde con un “Ci stavo pensando anch’io”. Ed è una tra le frasi più belle ascoltate in questi primi giorni: perché parla di affinità oltre le necessarie differenze.


Ci ragioniamo, un po’ da sole e un po’ insieme. Pensiamo ai dettagli: quale il titolo? Come scrivere i nomi? Coccinelle o quadrifogli a far loro compagnia?


E poi, via: Per fortuna ci sei


Per fortuna ci sei: nel mondo, e qui. Per fortuna puoi fare la differenza con la tua presenza. Per fortuna i tuoi compagni e i tuoi insegnanti possono dirtelo, e scrivertelo, e mettere il biglietto nella busta che porta il tuo nome. E fare in modo di cogliere, e fermare, l’istante in cui qualcuno ha pensato: per fortuna ci sei.

A presto, con questi due:




giovedì 16 agosto 2018

Una capra sul tetto, ovvero Che cos'è la fortuna?


Credo di non aver mai letto per trovare risposte.
Per immedesimarmi in altre vite e in altri luoghi, certo. Per divertirmi. Per pensare. E spesso ho letto trovando consolazione.
Mi è capitato anche in questi giorni bui.
Un libro, tra i tanti che sono in vacanza con me, mi chiamava. E, non a caso, era un libro per ragazzi.
Ho avuto fortuna e ho avuto sfortuna. Sono fuggita da un paese pieno di problemi e sono venuta qui. Ho avuto fortuna. Avevo pochi soldi. Ho avuto sfortuna. Ho conosciuto un uomo e me ne sono innamorata e ci siamo sposati. Ho avuto fortuna. Abbiamo avuto due figli. Ho avuto fortuna. Mio marito è morto. Ho avuto sfortuna. Mio figlio si è sposato e ha avuto un figlio. Ho avuto fortuna. Mio figlio e mia nuora sono moti. Ho avuto sfortuna. Mio nipote è vivo. Ho avuto fortuna. Credo nell’esistenza della capra, ma non nella fortuna.
A parlare è la dottoressa Lomp, nonna di Will, i cui genitori sono morti nel crollo delle Torri Gemelle. Come non pensare al disastro di Genova? E come non pensare all’altalenarsi di fortuna e sfortuna che caratterizza la vita di ogni uomo, do ogni donna, di ogni creatura?
A volte il bilancio è negativo; forse più raramente ci accorgiamo di quanto sia positivo.
E allora, come tocca imparare a Kid, protagonista del romanzo, tocca alzare lo sguardo oltre le spalle di chi abbiamo di fronte, superare la paura di incontrare davvero l’altro e guardarlo per la prima volta negli occhi. Tocca, come a Will, imparare ad affacciarsi sul vuoto, sull’altezza, e, per mano a chi ha incominciato a volerci bene e a fidarsi di noi, muovere i primi passi.
Tocca, come alla dottoressa Lomp, imparare a lasciare andare, certi che non potremo mai proteggere chi amiamo da ogni pericolo, ma con la consapevolezza che sapranno affrontare ciò che la vita riserverà loro.
Tocca sperare di poter vivere ogni giorno circondati da persone gentili e generose come i vicini di Doug e Caterina la Grande
Tocca soprattutto, come alla capra, cercare di vivere seguendo il richiamo di ciò che siamo davvero.




Anne Fleming, Una capra sul tetto, Mondadori