
Non amo ripetere in classe esperienze già fatte nei
cicli precedenti; però poi rifletto, e ricordo a me stessa che quel che non è
nuovo per me lo è invece per le mie alunne e i miei alunni, anch’essi tutti
nuovi.
Così, dopo aver riflettuto sulle parole e sul loro
utilizzo, per cominciare a parlare di nomi comuni riprendiamo il Saltinmente,
un gioco antico e sempre divertente.
Un’altra attività estremamente significativa per le
prime classificazioni morfologiche dei nomi è il gioco che già quarant’anni fa,
armati di penna e foglio di carta, facevamo a scuola durante l’intervallo
o nei pomeriggi casalinghi, scrivendo su una rudimentale tabella nomi di
persone, fiumi, fiori, animali o città che avessero la stessa iniziale, scelta
precedentemente. Alcuni anni dopo, uscì Saltinmente,
un gioco da tavolo che si basava sulle stesse regole, e il cui nome abbiamo
preso in prestito per la nostra attività in classe.
È un gioco che mi torna sempre utile quando voglio
spiegare ai bambini la classificazione dei nomi: dividiamo due pagine
affiancate, ottenendo tre colonne in cui scrivere nomi comuni di cose, animali
e persone.
Nessun dubbio sui primi due gruppi; più difficile,
invece, è la scelta dei nomi comuni di persona. È molto facile, infatti, che i
più immediati da trovare siano i nomi propri. Una volta però evidenziata la
differenza, ecco spuntare nomi che proprio non t’aspetti, come intruso...
Da A scuola con gli albi Insegnare con la bellezza
delle parole e delle immagini, Topipittori 2018
E così, oggi come allora giochiamo a coppie, in classe, prima su fogli bianchi
su cui vengono tracciate rapide tabelle, che in un secondo tempo realizzerò al
computer. 10 punti se la parola scritta è unica, 5 se è stata scritta anche da
altri; ed è sempre interessante capire da dove viene la parola pedonte, o
se il fogliottiere (quello che fa i fogli, mi spiegano) sia figlio di un
apparentamento con condottiero o con cancelliere – intanto suona
la campanella, e non faccio in tempo a chiedere come mai conoscano la parola
cancelliere, e cosa significhi: immagino la definizione obbligata: quello
che cancella…
E ora, mentre scrivo, sorrido ripensando all’inusuale entusiasmo
suscitato dall’assegnazione del compito a casa…



