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venerdì 8 agosto 2014

Il Ghiro Storie della Buona Notte



Ho scoperto da poco Erwin Moser, acuto scrittore di storie brevi e gentili, sospese in un attimo senza tempo, abitate da minuscoli topi, gatti lettori, orsi colorati e animali viaggiatori.

Il Ghiro
Storie della Buona Notte



  

Ho scoperto punti di vista diversi, re pinguini certi di vivere in paesi bellissimi e gatti in dirigibile che vedono solo un gelido deserto di ghiaccio, pipistrelli che invitano i procioni alla festa degli animali lugubri e procioni che fuggono rapidamente, una gatta che invita l’amica a trovarla, ma solo in una giornata di pioggia, per poterle far udire la musica della sua casa.

22 storie della buonanotte e 48 illustrazioni a colori, da ammirare, magari prima di addormentarsi, per farsi cullare da delicatissimi sogni.

Come incomincia la storia Il gatto e la soffitta incantata:

“Il Gatto Saverio Pelorosso trascorre quasi tutto l’inverno in una soffitta ben riscaldata. Se ne sta lì disteso sulla sua amaca e legge.
I sei topini, che abitano anch’essi nella soffitta, non hanno nulla da temere. Quassù regna una quiete perenne –qui si legge! Anche le mosche e le tarme leggono in questa soffitta, leggono minuscoli romanzi d’insetti E il ragno, che abita nell’impalcatura, già da molto non tesse nessuna tela. Non ne ha il tempo, sta imparando l’abc.
Tutto è silenzio in questa soffitta. Si potrebbe pensare che qui non vi sia niente di speciale, che qui tutti si annoiano. Ma niente di più errato! Il silenzio scricchiola, tanta è la tensione! I lettori stanno intraprendendo viaggi fantastici, vedono regioni nelle quali non si arriva né per nave né per aereo.
Vivono avventure pericolose di ogni sorta. Vedono paesi che non esistono neppure. Arrivano ovunque, nulla li può fermare. E allo stesso tempo la soffitta è molto confortevole.
Leggere è veramente magia…”



MOSER E., Il Ghiro Storie della Buona Notte, AER






Dal sito della casa editrice http://www.aer-edizioni.com/lbr/04/790.php

22 storie della buona notte
che raccontano del re pinguino Buffopango III, della soffitta del gatto Saverio Pelorosso dove tutti leggono, del pesce volante, di un gatto sui trampoli in cerca di un fiore misterioso e del ghiro Federico che decide di trascorrere l’inverno sotto terra per poter dormire indisturbato…

Ventidue teneri racconti lunghi una facciata,
a fronte dei quali troviamo una pagina a colori illustrata dallo stesso Erwin Moser, artista capace di suscitare, anche nelle immagini, precisi livelli emotivi. Il libro, che ha per sottotitolo “Storie della buona notte” (così come l’altro volume, sempre di Moser, “Il Trovatello”, pubblicato nella stessa collana) è molto adatto per leggere, una per sera, pagine affascinanti a bambini che vogliono addormentarsi con la voce affettuosa di uno dei due genitori.
Roberto Denti, Il Manifesto, la talpa libri, 27 luglio 1995, VII.



mercoledì 23 luglio 2014

Buonanotte, Talpotto! ovvero Piccole riflessioni sulla non violenza



Un altro personaggio tenero e strampalato uscito dalla penna e dai pennelli di Janosch. In 

Buonanotte, Talpotto!



i protagonisti, una famiglia di talpe e i loro amici, vivono avventure divertenti e stravaganti, da cui può sempre capitare di imparare qualcosa.

In Talpotto acchiappa un pesce, il piccolo esce a pesca armato di una bottiglia, in cui infila una zanzara a fare da esca. Un pesciolino viene catturato, ma…


In questi giorni di terribili violenze, che non risparmiano neppure i bambini, anche un libro piccolo, scritto per i più piccoli, può aiutare a riflettere su aggressioni, responsabilità, non violenza.

“-Ehi, il pesce mi vuole mangiare!- grida la zanzara. –Questo significa uccidere e non va bene.
-E Talpotto mi vuole cuocere in padella!- grida il pesce. –Anche questo significa uccidere e non va bene.
E chi vola lassù in alto nell’aria? L’aquila. Vuole mangiarsi Talpotto. Talpotto, stai attento! Ti ha già preso di mira, con i suoi occhi che vedono tutto.
Ma dietro a un cespuglio si nasconde il cacciatore con il suo fucile. Vuole sparare all’aquila.
Il pesce vuole mangiare la zanzara.
Talpotto vuole mangiare il pesce.
L’aquila vuole mangiarsi Talpotto in un solo boccone.
Il cacciatore vuole uccidere l’aquila.
E poi chi resta?
Uno solo, il cacciatore. Eh no, così non va, dico io!
Pesce, lascia libera la zanzara.
La Zanzara punge il cacciatore proprio vicino all’occhio.
Il cacciatore non riesce più a vedere l’aquila.
L’aquila non si mangia Talpotto in un solo boccone.
Talpotto non arrostisce il pesce.
E siamo tutti di nuovo liberi.
Ben fatto!”

JANOSCH, Buonanotte, Talpotto!, Feltrinelli Kids

Par quasi di sentirlo, il bambino che ascolta la storia, intervenire ad una sola voce con il narratore, che sembra aver preso in prestito le parole proprio da un piccolissimo ascoltatore: “Talpotto, stai attento!” oppure “Ben fatto!”.  

Che splendido narratore, Janosch!


giovedì 3 luglio 2014

Buonanotte giraffa

Buonanotte giraffa



Cos'è che si agita e si dimena dentro il grande asciugamano azzurro che il papà di Ruti ha appena posato sul letto? Può darsi che sia una giraffa, e può darsi di no: per esserne sicuri non c'è che da controllare se ha zoccoli, ginocchia, orecchie, ombelico, bocca e occhi da giraffa...
Ma se l'asciugamano nascondesse qualcos'altro, come una piccola strega o una bambina che deve infilarsi il pigiama?
Una storia piccola piccola per trasformare in un gioco l'ora di andare a letto.

Come incomincia:


La sera, dopo il bagno, il papà di Ruti esce dalla stanza da bagno tenendo tra le braccia un grande asciugamano azzurro, e l'asciugamano si agita e si dimena.
Papà dice a se stesso, a voce alta: -I miei amici giapponesi mi hanno mandato un'altra giraffa! MI mandano una giraffa nuova tutti i giorni. Che ne farò di tutte queste giraffe?
E la giraffa dentro l'asciugamano ride come se le stessero facendo il solletico.
-Che strano- dice papà, e appoggia il pacco avvolto nell'asciugamano sul letto di Ruti.
-È molto strano. Questa giraffa ha una voce diversa dal solito. Sarà meglio controllare che sia veramente una giraffa... Prima di tutto bisogna vedere se ha gli zoccoli da giraffa.”

GROSSMAN D., Buonanotte giraffa, Mondadori

lunedì 10 febbraio 2014

Ancora mostri!




Immaginate che un mostro si stia leccando i baffi e stia uscendo proprio in questo istante dalla sua tana per venire a cercarvi armato di forchetta e coltello (e un po’ di ketchup, da qualche parte)…
E se essere mangiati dal mostro non fosse la cosa peggiore che potrebbe capitarvi?

Come incomincia:


“Ti sei mai chiesto se da qualche parte, non troppo lontano, forse esistono…
I MOSTRI?
Perché, se per caso i mostri esistono…
..non credi che questo mostro forse si sta leccando i baffi e sta pensando…A TE?
E se questo mostro sta davvero pensando a te forse sta pensando a te perché vuole MANGIARTI?
Spero di no. Perché sta venendo a cercarti…PROPRIO ADESSO!


VERE E., Il mostro della buonanotte, Gribaudo








Non tutti i mostri sono animati da cattive intenzioni. Questo per esempio ama prendersi cura del suo giardino e leggere un buon libro.

Un giorno, però, all’improvviso si sente molto, molto solo. Chissà se al termine del suo lunghissimo viaggio riuscirà a trovare qualcuno che gli sia amico…

Come incomincia:


“I mostri sono molto rari. In pochi ne hanno sentito parlare.
I mostri sono così rari che ce n’è soltanto uno per ogni paese del mondo…e non si conoscono nemmeno tra loro.
Sono creature molto tranquille, che vivono tutte sole in cima alle montagne o nascoste in mezzo ai boschi. Ciò che amano fare di più è prendersi cura dei loro giardini rigogliosi…

bere tè caldo…

leggere un buon libro…

passeggiare sotto la neve…

stare sotto la pioggia…

preparare torte…

e, naturalmente, mangiarsele.”


JUDGE C., Il mostro che si sentiva solo, Isbn Edizioni