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giovedì 28 febbraio 2019

Zoo segreto

Amo i libri che lavorano per tangenza, senza dichiarare, esclamare, enfatizzare.

Amo i libri che interrogano, lasciando il tempo per riflettere, e per suscitare nuove domande.

Amo i libri che non spiegano tutto, che lasciano ampi spazi dentro cui il lettore/ascoltatore possa costruire storie ogni volta diverse.

Amo i libri in cui la voce dell’autore è una musica lieve, a volte dissonante, che non lascia trasparire il peso delle parole scelte da un grande che tutto sa, e che con la parola tutto circoscrive. 

Amo i libri in cui le illustrazioni non sono didascaliche, ma aggiungono, stupiscono, narrano un'altra parte della storia.

Amo i libri che si distinguono, che si ricordano, e che ritornano, a distanza di anni, per incontrare nuovi lettori.



Zoo segreto, di Giovanna Zoboli e Francesca Bazzurro, Topipittori, è un libro così.
Un libro che parla dei pensieri e dei sentimenti dei bambini senza essere un “emozionario”.
Perché ci sono infiniti modi, per parlare dei sentimenti dei bambini, ma soprattutto per parlare dei sentimenti con i bambini. 
E spesso le scelte meno scontate sono quelle che ci permettono di raccontarci davvero con sincerità.


Dal sito della casa editrice: 
Angelica è una bambina molto speciale. I suoi pensieri somigliano agli animali delle fiabe: possono essere misteriosi, saggi, delicati, ma anche dispettosi, selvaggi e un po’ cattivi. Un libro che insegna a muoversi con rispetto e ironia attraverso il contraddittorio e movimentato mondo dei sentimenti e delle passioni.





















mercoledì 12 aprile 2017

Mercoledì al cubo (26): Zoo

Per il mercoledì al cubo di oggi, disegni e frasi di più di tre anni fa, quando i miei alunni erano ancora bambini.

 Tuffarsi dentro  

Zoo

di Bruno Munari, Corraini, 


vuol dire dimenticare per un po’ il luogo in cui si vive per entrare in una nuova dimensione, dove, al contrario di quel che potrebbe far pensare il titolo, gli animali sono perfettamente ambientati e inseriti nello sfondo, tanto da sembrare assolutamente liberi e da far dire ad un bambino, che non ama molto né la scuola né il disegno: “Voglio disegnare tutto il libro”.

Le immagini sono morbide, avvolgenti, colorate; fanno venir voglia di fare come le due farfalle, che compaiono in ogni doppia pagina (tranne in quella degli orsi polari; ma lo stesso bambino di prima ha spiegato: “Se no si trasformano in cubetti" sottinteso "di ghiaccio") e visitano di volta in volta ogni animale.















A seguire, il nostro ANIMALFABETO:





Qui la versione di Scaffale Basso
Qui la versione delle Briciole 

lunedì 25 agosto 2014

Mr Peek e i malintesi allo zoo


Mr Peek e i malintesi allo zoo




Mr Peek è il guardiano dello zoo. Una mattina, prima di uscire, distrattamente indossa la giacca del figliolo e inizia il suo solito giro di ispezione dello zoo. Durante il percorso, sentendosi stretto, pensa di essere improvvisamente ingrassato e inizia una divertente litania di considerazioni miserevoli sulla sua salute malridotta e sulla sua vita. Poiché parla a voce alta gli animali lo sentono e, pensando che stia parlando di loro, cominciano ad allarmarsi. Ma ecco che alla fine del percorso, Mr. Peek incontra il figlio con indosso una giacca larghissima: la sua! Così si scambiano le giacche e quando Mr Peek riprende il giro le sue considerazioni, sempre ad alta voce, sono molto più positive. Gli animali naturalmente le ascoltano e si sentono rassicurati.

Come incomincia:

“Alle 9 di mattina, più o meno, Mr Peek, il guardiano dello zoo, si prepara a fare il suo solito giro. Indossa la sua giacca preferita che lo fa sentire molto importante.
Si accorge però che è molto stretta tanto che uno dei bottoni schizza via! Non è davvero un buon inizio di giornata, ma Mr Peek va comunque al lavoro.

-Ohi ohi! Stai diventando troppo grasso- dice Mr Peek tra sé e sé, notando la sua pancetta che sporge dalla giacca.
Ma le sue parole sono udite dall’ippopotamo che pensa si parli di lui!

-Mangiare tutto quel cibo disgustoso farà malissimo!- afferma Mr Peek mentre oltrepassa la piscina dei pinguini. A queste parole, tutti i pinguini si guardano l’un l’altro terrorizzati. Hanno appena finito di fare colazione!”

WALDRON K., Mr Peek e i malintesi allo zoo, Campanila

venerdì 22 agosto 2014

Il raffreddore di Amos Perbacco



Cosa può esserci di più fastidioso di un raffreddore estivo?
Eppure talvolta succede: naso tappato, narici che colano, un pizzicorino e… ETCIUUU!

Il raffreddore di Amos Perbacco





Non sappiamo in che stagione sia ambientata la vicenda di Amos Perbacco, che, nonostante un lavoro estremamente impegnativo, non dimentica mai di giocare a scacchi con l’elefante, fare una gara di corsa con la tartaruga, sedersi tranquillamente accanto al pinguino e prestare il fazzoletto al rinoceronte. 

Ma un mattino, ad aver bisogno di un fazzoletto e di un po’ di riposo è proprio lui, il guardiano dello zoo. E i suoi amici, per una volta, sono prontissimi a fare a ritroso il viaggio dallo zoo alla casa di Amos Perbacco.



Come incomincia:

“Amos Perbacco era un tipo mattiniero. Tutti i giorni, quando la sveglia suonava, lui dondolava fuori dal letto e indossava l’uniforme appena stirata al posto del pigiama.

Caricava l’orologio e metteva un bollitore sul fornello. Poi si rivolgeva alla zuccheriera dicendo: -Un cucchiaino per i miei fiocchi d’avena, per favore, e due per il mio tè.

Sazio e pronto per la giornata di lavoro, usciva con calma dalla porta di casa.

Come tutti i giorni aspettava l’autobus numero cinque. –Prossima fermata, lo zoo-, annunciava l’autista. –Le sei in punto. In perfetto orario-, diceva Amos.

Amos aveva sempre molto da fare allo zoo, eppure trovava sempre il tempo per una visita ai suoi amici.”

STEAD E. e P., Il raffreddore di Amos Perbacco, Babalibri

mercoledì 25 giugno 2014

Zoo privato

Un libro delizioso, che non avrei mai scoperto se in questi giorni di inizio estate non avessi dedicato un po' di tempo alla biblioteca di Figino Serenza, luogo di per sé magnifico, perché all'interno di Villa Ferranti, immersa nel parco, ma reso ancor più prezioso da Enrica e Chiara, due persone splendide che fanno sentire ogni nuovo visitatore a casa propria.

La dotazione libraria, in particolare per l'infanzia, è eccellente, soprattutto perché copre quei “Magnifici anni settanta”di cui parla lo splendido saggio edito da Corraini, ma cura anche le nuove uscite di qualità.

Tra le chicche un po' datate ho scoperto 

Zoo privato




Il più grande desiderio del piccolo Vanni è andare allo zoo. Nessuno vuole accompagnarlo, ma la fauna che popola i dintorni di casa sua non ha nulla da invidiare agli animali che potrebbe ammirare rinchiusi nelle gabbie.

Come incomincia:

Il piccolo Vanni voleva andare allo zoo. Aveva un grande libro tutto pieno di figure di animali.
Qualche volta vedeva gli animali alla televisione. Però Vanni voleva vederli dal vero.
Vanni aveva una grande famiglia e molti amici. Naturalmente. Almeno uno di loro avrebbe dovuto essere contento di accompagnarlo. E invece no. Dicevano:
-Fa così caldo!
-Fa così freddo!
-È troppo lontano!
-Sei troppo piccolo!
-Sei troppo grande!
-Zoo? Quale zoo?
-Mi fanno male i piedi!- (Questo era lo zio Oscar.)”

FOREMAN M., Zoo privato, EL

giovedì 27 febbraio 2014

Z come Zoo segreto

Dopo uno zoo colmo di animali felici, ecco lo Zoo segreto di Giovanna Zoboli e Francesca Bazzurro, Topipittori  http://www.topipittori.it/it/catalogo/zoo-segreto

 
Topipittori - Zoo segreto - copertina



dove i pensieri di una bambina assumono forma e sostanza tali da renderli simili a coccodrilli cattivi
Zoo segreto



o ad eleganti pesci rossi che nuotano in una boccia (la sua testa, quando è annoiata o distratta)




o, ancora, ad un oceano, su cui navigano bastimenti carichi di mercanzie e sotto il quale passano le creature degli abissi

 Zoo segreto






Con i bambini abbiamo a lungo discusso su come anche i pensieri di ognuno di noi ci trasformino, a volte, in un personalissimo Zoo segreto




Ed ecco le libere interpretazioni di alcuni artisti delle due classi







mercoledì 26 febbraio 2014

Z come ZOO

Tuffarsi in “Zoo” 



di Munari, Corraini, vuol dire dimenticare per un po’ il posto in cui si vive per entrare in una nuova dimensione, dove, al contrario di quel che potrebbe far pensare il titolo, gli animali sono perfettamente ambientati e inseriti nello sfondo, tanto da sembrare assolutamente liberi e da far dire ad un bambino, che non ama molto né la scuola né il disegno: “Voglio disegnare tutto il libro”.

Le immagini sono morbide, avvolgenti, colorate; fanno venir voglia di fare come le due farfalle, che compaiono in ogni doppia pagina (tranne in quella degli orsi polari; ma lo stesso bambino di prima ha spiegato: “Se no si trasformano in cubetti" sottinteso "di ghiaccio") e visitano di volta in volta ogni animale.


























A seguire, il nostro ANIMALFABETO: