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sabato 9 febbraio 2019

In una famiglia di topi, ovvero Facciamo ancora a pezzi le risguardie



Nei cinque anni che separano da un ciclo all’altro, molte cose accadono: cambiano gli insegnanti, cambiano i bambini, cambia - e purtroppo non sempre in meglio - lo sguardo degli adulti sulla scuola.
Anche i libri cambiano, certo; non sono in grado di dire quanti libri per l’infanzia vengano pubblicati in Italia ogni anno. Ne conosco alcuni, li acquisto, li tengo da parte, li cullo in attesa di poterli utilizzare.



Nel 2013, al tempo delle mie prime precedenti, In una famiglia di topi, scritto da Giovanna Zoboli e illustrato da Simona Mulazzani per Topipittori, non era ancora uscito. Lo usai quindi nell’anno scolastico 2015/2016, in terza, per una divertente attività di produzione scritta e per una artistica, che avremmo chiamato Fate a pezzi le risguardie e che funzionò così bene da dare il nome a un capitolo del saggio che sarebbe uscito due anni dopo.
Oggi, a distanza di quasi tre anni, ho riproposto la stessa attività alle bambine e ai bambini in prima: ho fotocopiato le risguardie dell’albo e ne ho ritagliato i soggetti, che sono stati scelti per un’attività di espansione con il pennarello al tratto.
Mi pare ne siano scaturite delle rappresentazioni grafiche coerenti e originali, in cui i soggetti modello sono stati davvero utilizzati per costruire delle nuove, piccolissime storie.














Topi col muso in su che guardano le stelle (e cos’altro?), topi che fanno un sacco di cose, topi che costruiscono un pupazzo di neve (a cui, naturalmente, manca la testa, perché altrimenti dov’è l’atto del costruire?). Topi che si perdono in una foresta magica, topi che svuotano d’un fiato le tazze della colazione. Topi umanissimi, proprio come noi.




lunedì 9 novembre 2015

Libri PIPPI: Il topo che non c'era



Quando una cosa è bella, è bella e basta.
Ma quando una cosa bella viene realizzata da qualcuno che ti è caro, questa cosa bella acquista un ulteriore significato. Riempie il cuore, ecco.

Ho aspettato, prima di poter leggere e ammirare 

Il topo che non c’era




di Giovanna Zoboli e Lisa D’Andrea, Topipittori


L'ho aspettato come si aspettano i regali di Natale, con desiderio e stupore: lo avevo già visto in libreria, da Tommaso, ma non avevo voluto neppure aprirlo, per non rovinarmi la sorpresa.

Perché Il topo che non c’era era il libro scelto in dono per aver partecipato a La rete dei libri, sul blog dei Topi.  E quando è arrivato, è stata una festa.

 
Ho conosciuto Giovanna e Lisa in occasione del corso Leggerescrivere 2014. Giovanna è stata la nostra insegnante, Lisa una compagna, e già in quell'occasione abbiamo avuto modo di ammirarne lo stile, la tecnica, la maestria: le stesse doti che appaiono evidenti in questo suo primo albo.

In casa mia, dove nessuno è esperto né appassionato di illustrazione per l'infanzia, il suo gatto ha riscosso ammirazione e grandi lodi: “Sembra vero” “Fa venir voglia di accarezzarlo”. E che dire dei topi, un milione di topi, ognuno con un particolare diverso, impegnati in mille attività?

Penso a quanto tempo occorra per disegnare un solo topo, e provo a moltiplicarlo per l'infinità dei topi del libro...






Penso alla passione, alla tenacia, alla perseveranza di Lisa, e di chi come lei insegue i propri sogni e riesce a realizzarli. Penso a Giovanna, che ci ha educato, nel senso più vero del termine, portando fuori da ognuna di noi ciò che ognuna già aveva dentro, anche se solo in bozzolo.


E poi non dico più nulla, e nemmeno starò a tentare di scrivere parole dotte a proposito del libro: l'hanno già fatto, e in maniera egregia, la stessa Giovanna Zoboli, Carla Ghisalberti e Marina Petruzio.

Dirò solamente che Il topo che non c'era è un libro assolutamente imperdibile. 
 



Come incomincia:

C'era una volta un gatto.
Era un bel gatto tigrato,
con la testa piena di topi.
Ci pensava tutto il giorno ai topi.


A volte, pensava a un solo topo.
Lo vedeva bene in ogni particolare.
Questo accadeva nei giorni in cui si sentiva
un gatto molto preciso.

A volte, invece, pensava a due topi insieme,
e uno lo vedeva bene, tutto intero.
L'altro, invece, un po' offuscato,
come se fosse entrato in una nuvola
o stesse facendo un suffumigio.

Ma erano i giorni che magari
non aveva dormito abbastanza
o aveva un orecchio tappato.”





ZOBOLI – D'ANDREA, Il topo che non c'era, Topipittori





sabato 17 gennaio 2015

Dal quaderno di aritmetica del gatto Pastrocchio





Dal quaderno di aritmetica del gatto Pastrocchio

1.
Un gatto più un gatto fa due gatti
un gatto meno un gatto fa un gatto andato via
speriamo che torni presto
che non si perda
che non si faccia male
che per strada stia attento a non attraversare
che trovi sui tetti la strada per tornare
che torni a casa prima di sera
con la sua bella coda
dritta come una coda disegnata


2.
Un gatto meno un gatto fa tre topi che ballano
nella dispensa
e se la spassano
e mangiano il formaggio
ma quando il gatto torna
con la sua coda dritta
 e i suoi baffi lucenti
i tre topi spariscono
in quattro
e quattr’otto

Antonio Porta, da Pin Pidìn Poeti d’oggi per i bambini, a cura di Antonio Porta e Giovanni Raboni, Feltrinelli

martedì 19 agosto 2014

Manuel e Didi Avventure d'estate



Manuel e Didi
Avventure d’estate




Un libro piccolo e leggero, che sta comodamente nella borsa; immagini curate e sorridenti, che mettono di buonumore; racconti brevissimi e divertenti, le avventure di due piccolissimi amici che condividono avventure, progetti e spaventi. 

Cosa desiderare di più per un pomeriggio estivo?


Come incomincia:

La cavalletta

“Manuel sta trasportando dei bastoncini sul prato in fiore. Ha avuto un’altra delle sue idee geniali!
Il topino pianta in terra due bastoni biforcuti. La cavalletta lo sta a guardare.
-Che stai facendo, Manuel?- gli chiede.
-Una cosa per te!- dice Manuel. –Oh, davvero? Esclama la cavalletta tutta contenta. Ora è davvero incuriosita.
.Ecco,- dice Manuel, -ho finito. E ora abbassati un pochino!
La cavalletta comincia a capire quello che Manuel ha in mente.
Manuel sale in groppa alla cavalletta. –Che cosa devo fare adesso?- chiede la cavallina verde.
-Salta!- esclama Manuel. Non ha neppure finito di dirlo che i due volano già sopra il primo ostacolo. Ragazzi, questa cavallina è fantastica!”

MOSER E., Manuel e Didi Avventure d’estate, Einaudi ragazzi



Ed ecco gli altri titoli: