Visualizzazione post con etichetta educazione alimentare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta educazione alimentare. Mostra tutti i post

sabato 20 giugno 2015

Apedario si presenta con ... L'Orco che mangiava i bambini

  L'Orco che mangiava i bambini

Fausto Gilberti, Corraini

 
Come tutti gli orchi, anche l’Orco adora i bambini, soprattutto quelli golosi di dolciumi. Se invece preferiscono mangiare cereali, yogurt, zucchine o melanzane, gli causano dei terribili disturbi, tanto da farlo addirittura finire d’urgenza in ospedale o vomitare tutta la notte. E allora, bambini, attenti a quello che mangiate, perché l’Orco è vivo, vegeto e…affamato!
 
Come incomincia:

“C’era una volta un Orco brutto e cattivo. Non si lavava mai e quindi era sporco e puzzolente. Aveva molti difetti e nessun pregio.
Come tutti gli orchi famosi mangiava i bambini.
L’Orco aveva delle preferenze: gli piacevano solo i bambini golosi, golosi di zucchero, caramelle, patatine, bibite gassate, eccetera eccetera.”

GILBERTI F., L’Orco che mangiava i bambini, Corraini Edizioni 2012













L’Orco goloso di O



Ho chiesto ai bambini di dire, e in seguito disegnare, dentro una grande O contornata sul quaderno, cose, persone o animali che iniziassero con la vocale O.



 
E' anche possibile operare già una prima divisione in sottoinsiemi: in questo modo si cominciano a porre le prime basi per la classificazione dei nomi comuni. Possiamo disegnare tre sagome identiche di Orco e inserire nella pancia del primo le cose, in quella del secondo gli animali, nell’ultima le persone.



Altre possibili attività

Una particolarità del libro proposto è l’illustrazione in bianco e nero, che ben si presta ad essere riprodotta dai bambini per mezzo di un pennarello a punta sottile.

Chiediamo quindi agli alunni di disegnare l’Orco il più possibile simile al protagonista della storia. Poniamo particolare attenzione agli occhi, enormi e accostati: due O con una piccolissima pupilla al centro.

Scriviamo in seguito alla lavagna la frase


L’ORCO E’ UN ORRIBILE MOSTRO


e chiediamo ai bambini di evidenziare, ripassandole con un colore diverso, le O.

Riflettiamo su una particolarità della parola ORCO: la vocale O è sia iniziale che finale. Chissà se qualche bambino saprà trovare altre parole simili: ORSO, ORTO, ORRENDO, ORNITORINCO, ORITTEROTOPO…



Il menu dell’Orco


La storia termina con due pagine da completare, dal titolo

IL MENU DELL’ORCO INVENTALO TU…

IL TUO MENU INVENTALO TU…

Proponiamo ai bambini di realizzare insieme un cartellone, su cui avremo disegnato un enorme Orco: all’interno della pancia, incolliamo tante tessere bianche su cui scriveremo, in stampato maiuscolo e con un pennarello nero, tutto ciò di cui può essere goloso il nostro Orco. Accettiamo ogni proposta dei bambini, aiutandoli però a riflettere sul fatto che all’Orco piacciono solo i bimbi golosi.

Chiediamo in seguito ai bambini di disegnare (o di provare a scrivere) sul proprio quaderno, sotto la scritta


IL MIO MENU


i cibi preferiti.



I contrari


È possibile un’ulteriore riflessione grammaticale, a partire dai contenuti del testo.

La storia inizia così:


“C’era una volta un Orco brutto e cattivo. Non si lavava mai e quindi era sporco e puzzolente. Aveva molti difetti e nessun pregio.”


Dopo aver riflettuto con i bambini su cosa siano pregi e difetti (qualità positive e negative), scriviamo alla lavagna i difetti dell’Orco, che è


BRUTTO

CATTIVO

SPORCO

PUZZOLENTE


Chiediamo in seguito ai bambini di trovare invece i CONTRARI di questi difetti, i pregi, e scriviamoli accanto ai precedenti.

Abituiamo i bambini, fin d’ora, al pensiero critico: è vero che abbiamo definito l’essere BELLO un pregio, ma osserviamo che anche chi è BRUTTO può possedere grandi qualità. A questo proposito, suggeriamo la lettura del sempreverde Sembra questo, sembra quello
di E. Agostinelli, Salani, che si conclude così:

Sembra questo, sembra quello, sembra brutto, invece è bello,
sembra un cesto, ma è un cappello,
sembra un monte, ma è un cammello
L'importante è di capire
che si può sempre sbagliare
e che spesso non vuol dire
quel che sembra e come appare.

venerdì 24 ottobre 2014

Il gusto si educa



Per realizzare questa attività ho chiesto ai bambini di copiare dalla lavagna il titolo 
 

Il gusto si educa


e di dirmi quale fosse, secondo loro, la parola più difficile da spiegare. Non poteva certo essere gusto, un tema su cui hanno lavorato a lungo lo scorso anno in scienze, quindi la scelta è caduta su “educa”. Ho chiesto se conoscessero parole che le somigliassero: educato, supereducato, educatissimo, educazione, educatore, educatrice. Ho cercato di spiegare che educare significa anche creare una consuetudine, un’abitudine, che è necessario imparare, e che quindi il gusto si educa assaggiando.

Da qui alla realizzazione di un breve testo guidato il passo è stato brevissimo: una lunga parte comune per tutti, da completare con i cibi che, assaggiando, ognuno ha scoperto piacevoli al gusto, e quelli che ora ci piacerebbe imparare a mangiare.

Mi è sembrata una bella sfida, di cui, fra qualche tempo, vi racconterò i risultati.










mercoledì 22 ottobre 2014

Mai e poi mai mangerò i pomodori



Conoscete già Charlie e Lola, vero? Eccoli qui, nella loro prima avventura



In questi giorni, invece, li abbiamo incontrati durante il nostro percorso sui gusti alimentari:





E, per l’occasione, vi regaliamo l’intero filmato:






Come incomincia:

“Ho una sorellina che si chiama Lola, è piccola e molto buffa.
Qualche volta devo badare a lei.
Capita che i miei mi chiedano di cucinare per lei, ma non è per niente facile perché non le piace niente!

Lola non mangerebbe mai le carote. Dice che sono per i conigli.
Io dico: -Ti andrebbero i piselli?
Lola risponde: -I piselli sono troppo piccoli e troppo verdi.- Ma un giorno l’ho presa in giro per bene.

Era seduta a tavola e aspettava il pranzo. Lola ha detto: -Io non mangio piselli, né carote né patate né funghi né spaghetti né uova né salsicce.
Non mangio cavolfiori né cavoli né fagioli né banane né arance.
E non mi piacciono mele né riso né formaggio né bastoncini di pesce.
E non mangerò mai e poi mai i pomodori.- (Mia sorella detesta i pomodori)

CHILD L., Mai e poi mai mangerò i pomodori, apejunior