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lunedì 8 ottobre 2018

Piccola Biblioteca Portatile (nel prato)

Quanti libri abbiamo letto in classe dall’inizio della scuola fino ad ora?
Un po’.
Però, fino a venerdì scorso, avevo letto solo io, ad alta voce, alle bambine e ai bambini.
E, invece, nella lettura conta anche essere protagonisti.
Così, lo scorso venerdì pomeriggio ho portato le bambine, i bambini e buona parte dei libri letti (due erano rimasti a casa) in giardino.
Ho posato i libri sull’erba, e ci siamo seduti intorno.



Poi ho chiesto al primo bambino di scegliere il libro che avrebbe voluto leggere, e a chi desiderava lo stesso libro di accompagnarlo in un posto quieto dove sedersi.
Via via, quasi tutti i libri hanno trovato i loro lettori, ed è iniziato, per loro, un tempo privilegiato. Un tempo all’aperto, fin quando la stagione ce lo concederà; un tempo condiviso, in due, tre, con un libro; un tempo in cui non conta saper già leggere, perché forse, a volte, è meglio guardare le figure, ricordare o divertirsi a inventare storie.











Abbiamo iniziato a leggere il libro di Boris e Amos e ci divertivamo tanto a inventarlo, qualche volta
Ci siamo divertite a leggere il libro… del bambino e la bambina, che la bambina non vuole andare a scuola. Dopo ci siamo divertite a scambiare il libro
Quando abbiamo letto Alfredo Quasitutto ci siamo divertiti perché non trovavamo più le formiche andate fuori dal formicaio
Poi non sappiamo leggere, ma lei sapeva il colore dei corni per ogni giorno
Ci siamo divertiti a inventare le parole


sabato 22 settembre 2018

Avete visto Anna?


Da sempre penso che pedagogia e didattica non possano che essere strettamente correlati. Nel fare scuola in cui credo, c’è sempre il tentativo di tenere strettamente insieme la conoscenza dei processi dell’educazione e della formazione umana con l’insegnamento.

Così, in questi primi giorni, l’avvio delle attività che porteranno le bambine e i bambini a leggere e scrivere non può prescindere dalla conoscenza di ognuno di loro, da parte degli insegnanti e tra loro stessi.

Insieme a molte attività semplici e concrete da realizzare e ritualizzare (penso, ad esempio, all’appello in cui ognuno risponde con i propri preferiti in diverse categorie: pizza, gelato, frutto, personaggio televisivo…) mi piace proporre loro albi che, presentando in modo evidente le prime lettere che impareremo a conoscere, permettano loro di comprendere e confermarsi nella convinzione che ognuna, ognuno, è unico e speciale.

In questi primi giorni è toccato ad Anna, la protagonista smarrita (vuol dire scomparsa) dell’albo Avete visto Anna?, scritto da Susanna Mattiangeli e illustrato da Chiara Carrer per Il castoro.




Anna è al mercato con la mamma (mi pare che Susanna Mattiangeli ami le situazioni in cui la gente sta insieme, si confonde, si mescola: anche questa è politica, no?), quando improvvisamente scompare.

(La mamma ha paura che l’hanno rapita! Quanto ci racconta questa semplice frase delle paure, spesso indotte proprio da noi adulti, dei nuovi bambini. E, mi chiedo: come sono cambiate, le loro e le nostre paure, nel corso degli anni?)

Subito, intorno alla mamma, si raduna una piccola folla, che ha bisogno di sapere come sia fatta Anna, per poterla cercare e, soprattutto, trovare.

Ma è difficile descriverla: Anna è diversa da tutti. In mezzo a tanti bambini, c’è solo lei, come lei.


 



Anna può essere molto morbida. Si muove morbida, si siede morbida.

Se ascolta una storia, per esempio, sta stesa a sentire, si tiene la faccia, è soffice e liscia.





Ma tutto può cambiare. L’aria, i pensieri, l’umore.

Se si indurisce, cammina dritta, si sposta di scatto, urta gli oggetti, è tutta compatta.





Anna a volte si scatena. Si agita, si incendia. Si accende e fa la fiamma.

Dopo qualche minuto è tutta calda, sulla fronte, sulle guance, sulle mani.




Se però osserva le formiche, sta ferma per un pezzo.

Magari non c’è il sole, le formiche vanno e vengono, lei diventa fredda e nemmeno se ne accorge.



 



Se si offende, diventa ruvida e ti spinge, le spuntano le spine e in un attimo ti punge.

Quando è così, ti conviene star lontano.


 





Come incomincia:

È stato un attimo. Un chilo di mele, un’occhiata ai mandarini e Anna non si trova più.

“Scusate, averte visto Anna? Era qui un momento fa, non può essere lontana.”



“Ma com’è fatta questa Anna?” chiedono le signore al mercato.

“Ha due codini e la gonna bianca.”

“Come quella lì? O forse questa qui? O laggiù? O quassù? O qui dietro?”

“No, no. Nessuna di loro è Anna.”



MATTIANGELI S. – CARRER C., Avete visto Anna?, Il castoro

lunedì 15 giugno 2015

Apedario si presenta...con Anselmo


In questi giorni riproporrò alcuni post per raccontare cos'è Apedario, in particolare a chi incomincia un nuovo percorso con le prime.


Per cominciare:

  
 Anselmo va a scuola


 


Che fare se il proprio coniglio preferito non vuol saperne della scuola? Il piccolo Anselmo è davvero molto preoccupato all’idea di questa nuova avventura, prova ne è il fatto che il suo orecchio sinistro si sia piegato.
Ma un giro nella notte in un’auto volante cambierà tutto. 

 
Come incomincia:
"Questo è Anselmo.
Ha cinque anni e nove mesi, come me.
Siamo nati lo stesso giorno.
Ad Anselmo piacciono le carote, ma soprattutto, quando andiamo in automobile, gli piace viaggiare sul ripiano di dietro, perché si vede meglio che dal finestrino e si possono salutare i cani e i gatti nelle altre macchine.”
ZOBOLI G. – MULAZZANI S., Anselmo va a scuola, Topipittori



 
Dopo aver letto il libro ai bambini, scegliamo insieme una frase significativa che contenga alcune A, da utilizzare come didascalia per il disegno del protagonista








 
ANSELMO VA A SCUOLA


Chiediamo poi ai bambini di provare a ricopiare la scritta e di ripassare con un pastello colorato la vocale A.

Nella pagina successiva, chiediamo ai bambini di  copiare  dalla lavagna la frase

ANCHE IO VADO A SCUOLA













Il treno (o l’albero) dei compleanni

Il libro inizia con queste parole:

Questo è Anselmo.

Ha cinque anni e nove mesi, come me.

Siamo nati lo stesso giorno.”

Chiediamo ai bambini se riescano a immaginare chi sia quel me che racconta: è un bambino, l’amico di Anselmo.

Entrambi hanno 5 anni e nove mesi: ciò vuol dire che non hanno ancora compiuto sei anni.

Chiediamo ai bambini chi di loro li abbia già compiuti, chi no e in quale mese siano nati.

Realizziamo poi il treno dei compleanni; a partire dal mese in corso, settembre, realizziamo un vagone per ogni mese e ai finestrini incolliamo le fotografie dei volti o gli autoritratti dei bambini che festeggiano il compleanno, con accanto il giorno di nascita.

Riflettiamo quindi con i bambini: chi compie gli anni nel mese di settembre ha sei anni esatti, chi li ha compiuti nei mesi precedenti ha più di sei anni, chi li compirà nei mesi successivi ha ancora cinque anni e …quanti mesi? Cerchiamo insieme un modo per rispondere a questa domanda…


La narrazione prosegue:

Ad Anselmo piacciono le carote, ma soprattutto, quando andiamo in automobile, gli piace viaggiare sul ripiano di dietro, perché si vede meglio che dal finestrino e si possono salutare i cani e i gatti nelle altre macchine.”

Se lo desideriamo, scriviamo alla lavagna le frasi

AD ANSELMO PIACCIONO LE CAROTE

AD ANSELMO PIACE VIAGGIARE IN AUTO

e chiediamo ai bambini di ricopiarle sul quaderno, illustrandole.

Ora sappiamo cosa piace ad Anselmo: ma cosa piace ai nostri alunni?
Chiediamo ai bambini di rispondere a questa domanda per alzata di mano, o facciamo un giro ordinato.
Dopo aver ascoltato tutti, suggeriamo di ricopiare la frase

A ME PIACE

completandola secondo i propri gusti.

Scriviamo poi su un cartellone tante volte quanti sono gli alunni

A ………………….PIACE……………………

inserendo negli spazi vuoti il nome di ogni bambino e l’oggetto (o gli oggetti) del piacere.
 




Amici a scuola

Seguendo la storia, scriviamo la frase

ANSELMO A SCUOLA TROVA TANTI AMICI

Proponiamo poi, a pagina nuova, un’ulteriore frase, scritta in alto:


IL MIO AMICO E’…

LA MIA AMICA E’…


oppure…

I MIEI AMICI SONO…

e chiediamo ai bambini di completarla con il nome dell’amico/a o degli amici e di disegnarlo/i nello spazio sottostante.
Proponiamo nuove letture che parlino di amicizia, e che abbiano per protagonisti bambini o animali (vedi bibliografia al termine del capitolo)

Le parole dell’amicizia

Guidiamo i bambini in una conversazione da cui emerga l’importanza di utilizzare, nella vita di relazione, parole gentili, affettuose, garbate. Chiediamo loro quali parole vorrebbero scrivere in un grande cartellone dal titolo LE PAROLE DELL’AMICIZIA.

Paroliamo


Proponiamo ai bambini di trovare oggetti, animali, persone il cui nome incominci con la vocale A.

Poi disegniamoli, e incolliamoli sulla prima pagina dell’ALFABETIERE della classe: un libro di grande formato di almeno 26 pagine, o multipli, in cui incollare fotografie, disegni e parole per ogni lettera dell’alfabeto.

Tale produzione, oltre ad essere patrimonio collettivo, potrà essere utilizzata come primo vocabolario per gli alunni stranieri che in qualsiasi momento dell’anno scolastico comincino la frequenza alla scuola primaria.