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martedì 21 febbraio 2017

Giusto o ingiusto dire le bugie?




È ingiusto perché se dici le bugie nessuno ti crede più
È giusto dire le bugie se vuoi difendere qualcuno, se lui è in difficoltà che ha fatto qualcosa di brutto e tu non vuoi che prenda la colpa, tu ti prendi la colpa al posto suo, perché magari è il tuo miglior amico

È ingiusto  perché se dici le bugie dopo nessuno si fida di te e se un giorno tu dici la verità pensano che sia una bugia perché hai detto tante bugie in passato
Secondo me è giusto dire le bugie perché a volte ti possono salvare la vita, per esempio quando uno ti vuole ammazzare, ti chiede dove vivi e tu gli dici una bugia così almeno non muori

È ingiusto perché prima o poi lo vengono a sapere e poi nessuno ti dirà più niente e quando dirai la verità non ti crederanno
È giusto, perché se sei nei guai, se un bullo viene a sapere che hai un segreto e te non lo vuoi rivelare e te gli dici “No, non ho segreti” perché magari è un segreto imbarazzante

È ingiusto perché se per esempio un bambino dice un segreto ai suoi amici, e poi un altro bambino lo vuole sapere, gli dice una bugia, e poi l’altro bambino dice un altro segreto agli altri bambini e non glielo dice all’altro
È giusto se serve per salvare un amico

È ingiusto perché se prendi un brutto voto a scuola e lo nascondi a mamma, e tua madre lo viene a sapere, fai la fine di Nobita
Io per prima cosa non credo che nessuno non abbia mai detto una bugia in vita sua, certe volte serve, quando tu ti metti nei guai e la bugia ti serve per proteggerti e nasconderti per un po’, quando metti che tu rompi un giocattolo a un tuo amico che ci teneva tanto e dopo un po’ tu glielo riprendi o glielo aggiusti

Per me così e così perché certe bugie possono andar bene, se dici mezza bugia e una parte no, se invece è tutta bugia non va bene, ad esempio se te dici che hai rotto una cosa, invece non è vero, perché così te la ricomprano.


E, a proposito di bugie, uno dei più bei romanzi pubblicati negli ultimi mesi 



giovedì 3 settembre 2015

Letture estive (29): Piccole bugie, mezze verità, grossi pasticci



Per i miei alunni innamorati del calcio, una storia divertente

Piccole bugie, mezze verità, grossi pasticci


di Annette Neubauer, Il battello a vapore, Piemme


Costretto a cambiare casa e quartiere, afflitto dalla mancanza di lavoro del padre, Luca decide di conquistare la simpatia dei nuovi compagni raccontando che il babbo è un campione di calcio. Non è proprio una bugia, ma nemmeno la pura verità...Il problema è che a un certo punto la storia comincia a sfuggirgli di mano, ed è allora che iniziano i guai!


Come incomincia il primo capitolo Parola d’onore!

“Luca gironzola per il cortile. Senza farsi notare, sbircia di qua e di là. Nessuno fa caso a lui. È arrivato nella nuova scuola da appena due settimane. Inizialmente i suoi compagni, incuriositi, l’hanno bombardato di domande sugli argomenti più disparati: se va in skateboard, se gli piacciono i ratti, che scarpe da ginnastica e quali tatuaggi preferisce. Ma Luca non va in skateboard, né tanto meno ha simpatia per i ratti. E in quanto a scarpe da ginnastica e tatuaggi, finora, non ci ha mai ragionato più di tanto.
Adesso si aggira come un lupo solitario in cerca di una qualsiasi scusa per chiacchierare con qualcuno. Ecco: sotto la struttura per l’arrampicata c’è Tobia. Da solo! Di solito va sempre in giro con Vanessa e Fabian. Invece oggi dei due non c’è nemmeno l’ombra.
Luca si caccia le mani in tasca e si dirige, ostentando disinvoltura, verso il compagno.
-Ne vuoi?- gli chiede Tobia, porgendogli un sacchetto pieno di gelatine.
Luca annuisce e ne prende una manciata.
-Mio papà lavora in una fabbrica di dolci. Grandioso, no?- spiega Tobia.
-Mmm…- risponde Luca, addentando una gelatina.
-E il tuo? Cosa fa?- s’informa Tobia curioso.
Luca ci pensa un po’. Suo padre è spesso a casa, cucina, fa i cruciverba e beve caffè. O gioca a pallone.
-Mio padre è un calciatore- dichiara.”