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lunedì 12 maggio 2014

Da Le tasCHE di Angelica, due nuove filastrocche

Un libro colorato e allegro, con le inconfondibili illustrazioni di Quentin Blake e le sue storie fantastiche e divertenti. 


Per noi,

LE TASCHE DI ANGELICA



Come incomincia:

Angelica, è bene che lo sappiate,
ha un vestito pieno di tasche colorate.

Ha una tasca per i topi...
...una per il formaggio prelibato...

e una dove tiene i fazzoletti,
per chi è raffreddato.

Piove? C'è una tasca piena di ombrelli...
...per chi li vuole colorati e belli...

...e una con costumi e asciugamani...
...per quando torna il sole l'indomani.”

BLAKE Q., Il libro delle storie di Quentin Blake, Mondadori















E i bambini, cosa vorrebbero nelle loro tasche?







E per finire, le filastrocche inventate dalle due classi:

LE TASCHE DEI BAMBINI

Nelle tasche dei bambini
puoi trovare
coccodrilli, tanti libri,
bestie rare,

scimmie, draghi, tre matite,
due pastelli,
cinque penne, quattro gomme,
sei cammelli,

dolci torte con padelle
e pasticcini
puoi trovare nelle tasche
dei bambini

Classe 1^ Carimate



LE TASCHE DEI BAMBINI

Nelle tasche dei bambini
puoi trovare
cioccolato, dei pastelli,
un po' di mare,

mille cani, caramelle,
un bel cavallo,
le maestre, qualche drago,
un pappagallo,

tre ghiaccioli, l'universo,
i topolini
puoi trovare nelle tasche
dei bambini.

Classe 1^ Montesolaro



http://www.ragazzimondadori.it/libri/il-libro-delle-storie-di-quentin-blake-quentin-blake

lunedì 12 agosto 2013

CHE - CHI - GHE - GHI in poesia (con Munari, Scialoja e altri)






chi del chianti
chiede a Chiasso
chiaramente china il capo
ma chi chiede il chianti a Chiasso?
chitarristi
smacchiatori
archivisti
macchinisti
tutti chiacchierano
e chi spera
chiede chianti fino a sera



poche oche
poche bacche ed albicocche
dà Michele
a Menelicche
e gli batte sulle nocche
con bacchette
mentre volano barchette
cherubini
lacche sporche
e bachelite





tutta in ghingheri s’agghinda
Ghina
e mugghia ghirigori
è ghiacciata la ghiaietta
la ghirlanda ha l’unghia ghiotta
e la ghisa della ghianda
fa dei sughi
senza aghi



un ghepardo pien di rughe
larghe larghe
come acciughe
ghigna
sghembo tra le alghe
ha le ghette
le meringhe
e due vaghe
ghepardette


MUNARI B., Alfabetiere, Corraini







Tre chicchi di moca
tritava il tricheco
per fare il caffè.
Lo vide la foca
e disse: "Che spreco!
Due chicchi, non tre!"




Chiotta chiotta
fuori Chioggia
quando annotta
nella pioggia
gira una chiocciola
perché è assai ghiotta
di qualche gocciola.



Una civetta di Civitavecchia
guarda la luna che in mare si specchia.
Di luna piena ce n’entra parecchia
negli occhi tondi di questa civetta.



Alle sette del mattino
c'è un gattino con le ghette
alle otto della sera
la marmotta è alla ringhiera
alle nove del tramonto
il gattino ha il muso unto
alle dieci dell'aurora
la marmotta s'innamora.



Dopo il pranzo sull'erba
la zia anziana sonnecchia,
con occhio spento osserva
la vespa che sonnecchia.


SCIALOJA T., Quando la talpa vuol ballare il tango, Mondadori






CHE COSA COLLEZIONI?

Che cosa collezioni?
Monete, bambole di altre nazioni?
O barzellette senza spiegazioni?

Che cosa collezioni?
Teschi, poster, spille, campane?
Bastoni da montagna o conchiglie marine?

Che cosa collezioni?
Foglie, fotografie di gatti
Pipistrelli in plastica, o sassi piatti’

Che cosa collezioni?
Libri, fossili, cassette, mascheroni?
O fumetti chiusi nei cartoni?

Wes Magee



I FUOCHI D’ARTIFICIO

Fanno i fuochi d’artificio
questa sera in piazza grande:
schizza il razzo sibilando
verso l’alto, scoppia e spande
rosso verde giallo e argento
amaranto oro e blu:
nella notte nera sale
alle stelle o forse più
una pioggia di colore
goccia luce goccia sole.

Ma quando finisce l’incanto
rimane la luce
dentro i miei occhi soltanto.


Anonimo



TOPAZIO GRIGIO

Ho un topino di nome Topazio
che va ghiotto per la pasta ed i ceci.
Ogni notte compare alle dieci
e rosicchia finché non è sazio.

Chiara Carminati


WATERS – CARMINATI, Tante rime per i bambini corte lunghe lunghissime, Mondadori


mercoledì 7 agosto 2013

H come Harold (e Henri)


Io e Harold siamo amici da tempo: da almeno dodici anni.

Lavoravo ancora alla scuola dell’infanzia e Rosy, la mia collega, mi fece scoprire questo autentico gioiellino della letteratura per l’infanzia (in effetti, il prezzo dell’edizione Einaudi Ragazzi è ancora in lire, e la prima edizione è addirittura del 1955!).

Harold ha fatto breccia nel cuore dei piccolini, e quando è stata l’ora di proporre l’H ai primini del ciclo precedente l’ho ripreso tra le mani: ha generato l’identica meraviglia!




Il segreto di Harold è una matita viola, capace di creare un mondo fantastico in pochi tratti. Come recita la quarta di copertina “[…] Harold percorre con aria apparentemente indifferente, quasi annoiata, un universo incontaminato, quello della pagina bianca. Harold è padrone assoluto del segreto della creazione, eppure è così fragile da restare impigliato nei suoi stessi scenari. Ormai un classico dei libri per bambini, Harold e la sua matita viola sono gli attori inconsapevoli del processo immaginativo che sta alla base di tutti i libri, gli esecutori innocenti della potente metafora che affonda le sue radici nell’origine stessa del disegno e del racconto.

Come incomincia:

Passeggiata al chiaro di luna

“Una sera, dopo averci pensato sopra un bel po’, Harold decise di fare una passeggiata al chiaro di luna.
Ma la luna non c’era, e senza luna non si può passeggiare al chiaro di luna.
Harold aveva anche bisogno di un luogo adatto dove fare la passeggiata.
Fece una strada lunga e dritta, così lunga e dritta che era impossibile perdersi.
Poi cominciò a camminare sulla strada, tenendo in mano la matita viola.
Cammina e cammina, per quella strada non si arrivava da nessuna parte.
Allora Harold prese un sentierino he passava attraverso i campi, e la luna lo seguì.
Alla fine del sentierino, Harold pensò che lì ci stava bene una foresta.
Però non voleva perdersi, e allora fece una foresta piccola piccola, con un albero solo.

JOHNSON C., Harold e la matita viola, Einaudi Ragazzi





Un pastello viola e via…qualsiasi bambino può trasformarsi in Harold!

Un altro protagonista con l'H, appena più recente (l'anno di prima pubblicazione è il 1962)



dal sito della casa editrice Corraini http://www.corraini.com/scheda_libro.php?id=653

Henri va a Parigi è l’affascinante storia di un ragazzino che abita a Reboul in Francia e che sogna di andare a Parigi. Un bel giorno, decide di raccogliere le sue cose e partire per la grande città, ma, lungo la strada decide di stendersi sotto un albero a riposarsi un po’. Da questo momento, il viaggio di Henri prenderà tutta un’altra direzione.
Pubblicato per la prima volta nel 1962, Henri va a Parigi è una storia romantica e colorata resa unica dal tocco del grande maestro della grafica Saul Bass e dalle parole de Leonore Klein.

 

BASS - KLEIN, Henri va a Parigi, Corraini



Lingua italiana


La lettera H

Sia Harold che Henri si pronuncerebbero nello stesso modo se fossero scritti senza l’H iniziale. Mostriamo ai bambini cosa accade invece quando scriviamo l’H tra le lettere CE – CI – GE – GI, che si trasformano in CHE – CHI – GHE – GHI. Ecco che l’H assume tutt’altro significato!

Chiediamo quindi ai bambini di dividere la pagina in due colonne e scrivere in alto a sinistra CHE e in alto a destra CHI. Ogni bambino potrà quindi suggerire una parola da scrivere nell’una o nell’altra colonna, con le sillabe contenenti l’H scritte in rosso.
 

Aiutiamo i bambini a compiere una riflessione importante: molte parole che terminano con CHE – CHI – GHE – GHI sono plurali di nomi che terminano in CA – CO – GA – GO. Cerchiamo quindi nomi che terminano con queste sillabe e scriviamone il singolare nella colonna contrassegnata con UNO e il plurale nella colonna TANTI; poi, nella pagina successiva, troveranno spazio UNA/TANTE.