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martedì 16 ottobre 2018

Io - Io sono - Io so

Cinque anni fa, avevo cominciato il lavoro su lettura e scrittura in prima con A, P ed E (da qui il nome del blog, APEdario) perché le bambine e i bambini potessero formare, fin da subito, le prime sillabe.

Per questo nuovo ciclo ho pensato invece che sarebbe stato interessante presentare le vocali, per soffermarci in modo particolare sull’unione delle contigue I e O, a formare IO.

Mi pare sempre un nucleo denso di senso, questo: non, naturalmente, nella sua concentrazione egocentrica su se stesso, ma nella dimensione di riflessione sulle proprie caratteristiche e competenze, perché si possa, attraverso questo processo, più facilmente riconoscerle anche negli altri, e riconoscerle come diritti, per sé e per gli altri.

Siamo partiti dagli autoritratti, tutti realizzati con la massima cura, e che sempre mi paiono parlare il linguaggio di chi li ha disegnati, posizionati nello spazio foglio e colorati.











 
Poi abbiamo riflettuto insieme su quanti modi diversi ci siano per completare la frase

IO SONO

scrivendo via via le diverse proposte delle bambine e dei bambini, ragionando sui cambiamenti di genere di nomi e aggettivi e sulla necessità di scrivere solo ciò che davvero corrispondesse al reale stato d’animo (così, IO SONO FELICE suggerito da un compagno, sul quaderno di una bambina è diventato IO SONO COSÌ COSÀ -perché mi manca la mamma, ha aggiunto).





Per finire, una riflessione su ciò che ognuno sa fare. 



A completare il lavoro, la lettura di Tutto da me, di Wondriska, Corraini






In una classe, un bambino ha esclamato: Io so fare tutto.
La riflessione dei prossimi giorni partirà proprio da questa frase.





giovedì 19 giugno 2014

Ti piace la tua faccia?

Sono felice di proporre oggi un libro di Roberto Denti, che ho avuto la fortuna di incontrare qualche anno fa alla libreria Libux di Cantù e che molti hanno ricordato poche settimane fa proprio in occasione del primo anniversario dalla scomparsa. 
 
A lui, oltre al riconoscimento del grande lavoro di giornalista, scrittore e "fomentatore" della lettura, il merito di aver creato con la moglie Gianna Vitali La Libreria dei Ragazzi di Milano.
 

In biblioteca, per i miei bambini ho scelto

Ti piace la tua faccia?



pubblicato da Piemme Junior nel 2009.


Claudio non è affatto contento della sua faccia: vorrebbe avere gli occhi azzurri e non marroni, il naso lungo e non a patata, le orecchie piccole e non a sventola...
Forse così, finalmente, Mariarosa comincerebbe a giocare con lui! Ma è possibile cambiare faccia e conservare i propri sentimenti e i propri pensieri?

Come incomincia:

-A TE PIACE LA TUA FACCIA?- CHIESE CLAUDIO A MARCO.
-PERCHE' NON DOVREBBE PIACERMI?
-PERCHE' IO HO SOGNATO CHE NE AVEVO UN'ALTRA.
-TU FAI SEMPRE SOGNI SENZA SENSO!
-I SOGNI NON SONO MAI SENZA SENSO. SONO SOGNI, E MI PIACE QUANDO ME LI RICORDO.
-LA SETTIMANA SCORSA HO SOGNATO CHE ERO IN CIMA A UNA MONTAGNA DI GELATI E PANNA MONTATA- PROSEGUI' CLAUDIO -E CHE MANGIAVO RIEMPIENDOMI LA BOCCA CON TUTTE E DUE LE MANI. NESSUNO MI RIMPROVERAVA. MI SONO SVEGLIATO TUTTO CONTENTO: CERTO, NON E' COME MANGIARE DAVVERO UNA MONTAGNA DI GELATO QUANDO NE HAI VOGLIA, MA ALMENO NEL SOGNO NE HO FATTO UNA SCORPACCIATA E NESSUNO MI HA DETTO CHE MI SAREBBE VENUTO IL MAL DI PANCIA.”

DENTI R., Ti piace la tua faccia?, Piemme Junior