Visualizzazione post con etichetta compiti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta compiti. Mostra tutti i post

mercoledì 10 gennaio 2018

Oh, i compiti!


Cose a cui penso alla sera 
prima di addormentarmi

La sera prima di addormentarmi penso.
Penso a tutta la giornata,
ma soprattutto ai momenti passati felici.

E a un certo punto
tutto si mescola insieme,
tutti i pensieri, tutte le cose.

Fino a quando 
non sento più niente,
niente di niente.

E allora lì capisco
che mi sono addormentata.

Poi dopo dieci secondi
apro gli occhi lentamente
e lì allora è mattina 
e mi sveglio senza ricordare niente.

Ma capisco solo una cosa
che in realtà 
la notte non
è mai lunga
abbastanza.

A., 10 anni e qualche mese




Premessa:

non tutti i compiti sono stati eseguiti allo stesso modo. C’è chi li ha fatti frettolosamente, in modo disordinato o incompleto, con poca attenzione e cura.

La maggior parte ha lavorato in modo adeguato. Alcuni con grandissimo impegno, dedicando testa e cuore ad ogni pagina.

Qualcuno credo si sia proprio divertito: alcuni attivatori sprizzavano energia e originalità da tutti i pori.

Qualcun altro ha lavorato bene per far felice la mamma, il papà e/o la maestra.

Qualcuno ha letto tantissimo. Qualcuno molto poco.

Nell'economia di due classi numerose, ci sta tutto.



Di seguito, alcune pagine tra quelle che mi hanno colpito di più:


Dal bianco candido della neve
al rosa cipria dei visi di tutti i bambini.
Da rosso inglese dei fiocchi
al verde clorofilla degli abeti.
Molti colori per tutti i doni
illuminano il nostro Natale.
Nel cielo blu notte splendono
mille stelle giallo girasole.

C., poco più di 10 anni






Quando ho studiato storia, ho capito che la lingua greca è la mia preferita […]






Molto gettonate le Cose a cui penso la mattina appena sveglio, prima di alzarmi:

"Penso ai sogni che ho fatto,
a quanto sarebbe bello non avere compiti,
ai regali, alla famiglia,
a quanto è bello stare nel letto
e alla fine delle vacanze
e a quanto sono fortunato
ad essere ancora nel pieno delle vacanze."





Sento la sveglia [...]
e d'istinto mi viene da alzarmi
ma poi ci penso e dico:
"A no... sono ancora in vacanza,
posso dormire un altro po'."













Ottimi suggerimenti di bon ton, col Galateo per la cena di Natale:




















E che dire dei matematici, che han calcolato al minuto le ore totali di sonno?













 





venerdì 29 dicembre 2017

Cose a cui penso la mattina, appena sveglia, prima di alzarmi


Fatico a seguire un metodo, qualunque esso sia. Preferisco invece prendere spunto da approcci diversi, e ad essi ispirarmi per le molteplici attività da proporre ai ragazzi in classe, perché possano sviluppare ed acquisire, ognuno a proprio modo e secondo le proprie capacità, le competenze necessarie.

Del metodo RW (Read and Write), creato, tra gli altri, da Nancy Atwell e a cui si ispirano Jenny Poletti Riz (da leggere, a questo proposito, il suo Scrittori si diventa, edito da Erickson) e il gruppo degli Italian Writing Teachers, ho scoperto che ad attrarmi in modo particolare sono gli attivatori, cioè tutte quelle attività di scrittura che risultano propedeutiche alle diverse produzioni testuali, perché permettono ai ragazzi di raccogliere le idee, organizzarle e rielaborarle arricchendole secondo le proprie possibilità.

Così, per queste vacanze natalizie, ho assegnato loro, tra gli altri, questo compito:

Rileggi quanto scritto fino ad ora sul taccuino, controlla, completa, correggi. Scegli alcuni attivatori tra quelli proposti in classe e scrivi ciò che desideri con ordine, cura e correttezza:

Elenco dei regali

Cose a cui penso la mattina, appena sveglio/a, prima di alzarmi

Cose a cui penso la sera, appena prima di addormentarmi

Cose belle (o brutte) del Natale

Cose divertenti da fare durante le vacanze

Cose da non fare in vacanza

Attività per sconfiggere la noia

Aspettative/desideri per il nuovo anno o per il nuovo anno scolastico

Cose da fare prima di o a Capodanno

Calligrammi natalizi

Pensieri prima del ritorno a scuola / Come prepararti mentalmente per il ritorno a scuola

Emozioni della vigilia / al risveglio la mattina di Natale / Emozioni in vacanza

Galateo per la cena di Natale

Soddisfazioni e/o delusioni del Natale

Natale in/con tutti i sensi

Calcolo delle ore di sonno



Uno degli aspetti più interessanti del metodo RW è il coinvolgimento attivo degli insegnanti, a cui viene chiesto di mettersi davvero in gioco, producendo essi stessi per primi i testi che verranno in seguito richiesti ai propri alunni. In questo modo, la sperimentazione in prima persona permette una consapevolezza decisamente maggiore rispetto alle richieste che stiamo facendo ai nostri alunni.


Così oggi ho deciso di cimentarmi nella scrittura di uno tra gli attivatori suggeriti dai ragazzi stessi in vista delle vacanze.

Ho scelto Cose a cui penso al mattino, appena prima di alzarmi


La sveglia non suona. Sento appena mio marito che esce, poi, se va bene, mi riaddormento. Mi sveglio un paio d’ore dopo. Fuori c’è già una bella luce, che filtra dalle persiane.

Guardo l’orologio. Posso dormire ancora un po’? O sarà meglio che mi alzi?

Potrei leggere un libro, magari continuare quello iniziato ieri sera, oppure prenderne uno nuovo dalla poltrona su cui ho poggiato quelli che vorrei leggere in questi giorni.

Ma no, non ho voglia di alzarmi. Niente libro nuovo. Magari rimango ancora qui, sotto il piumino, per qualche minuto.

Ho un sacco di cose da fare. Ma dieci minuti non cambieranno di molto quel che riuscirò a portare a termine oggi.

Che bello non dover fare tutto di corsa. Poter indugiare. Sembra un lusso. Dobbiamo fare sempre tutto, in fretta, e se possibile anche bene. Non sarà troppo?

Sono pigra. Non va bene. Non è così che mi hanno cresciuta.

A una certa ora (mai dopo le 8.30, le 9 al massimo) la mamma apriva la porta di camera, alzava la tapparella e apriva le finestre. Estate o inverno, non aveva nessuna importanza. Non ne aveva neppure se la sera prima eravamo andate a letto tardi. Anzi.

“La prossima volta, andate a letto prima” diceva. E questo era quanto.

Cosa staranno facendo, adesso, loro. Mio papà e mia mamma, intendo. In piedi da almeno due ore, affaccendati come solo i settantenni sanno fare. Se si fermassero, anche il mondo si fermerebbe.

Io invece posso fermarmi. L’ho già fatto. Lo sto facendo.

Non devo arrivare a scuola venti minuti prima del suono della campanella, per bere il cappuccio della macchinetta, far due chiacchiere con bidelli e colleghi ed essere pronta per quando arriveranno i ragazzi.

La puntualità. Perché è così importante, per me? Perché mi arrabbio con chi arriva tardi, e lo fa di frequente?

Oh, basta. Non c’è bisogno che pensi alla scuola anche in vacanza, anche appena sveglia. Anche se... i quaderni aspettano. Devo ancora scegliere che libro leggere al rientro. E quella verifica? Dovremo scrivere almeno un paio di testi ancora, prima che finisca il quadrimestre. Uno ce l’ho già in mente. Devo pensare all’altro. E poi il registro elettronico...

Basta. Avevo detto basta.

Va be’. Vado a fare colazione. Tanto ormai sono sveglia.

mercoledì 11 gennaio 2017

Compiti e libertà



Perché, insomma, diciamolo: è ben difficile che uno i compiti delle vacanze li faccia volentieri.
Cioè: se li deve fare, li fa. Ma, se può, magari evita.

Così, sapevo bene che molti, alla bellissima frase finale delle nostre democratiche indicazioni 

 In autonomia ciascuno sceglierà ciò che desidera o è necessario per migliorare

avrebbero opposto pacifica resistenza, salvo poi, alla richiesta della maestra, mostrare una certa capacità di imbastire spiegazioni più o meno credibili:

Mi sono esercitato nella lettura – D’accordo, ma un compito era proprio leggere un libro, quindi potevi esercitarti anche in qualcos’altro - dico io.
Io nel disegno
Io porto domani quello che ho fatto…
Anch’io li ho fatti, ma non li trovo più.

Per fortuna qualcuno poi, a mia richiesta, ha candidamente ammesso di non averlo proprio fatto, quest’ultimo compito. E io ho apprezzato l’onestà, e ancora una volta l’ho detto loro.
Qualcun altro ha fatto lo gnorri. E anche quello ci sta (salvo, poi, far subire a tutta la classe la ramanzina della maestra che ribadisce, ancora una volta, che, per lei, essere furbi è un’altra cosa).

Però alcuni ragazzi, e neppure pochi, questo compito l'han davvero preso sul serio: c’è chi si è esercitato nell’analisi grammaticale, chi nel dettato o nella corretta scrittura di suoni ancora difficili, chi ha prodotto un testo ricco e divertente, chi ha scritto il diario delle vacanze, chi ha inventato testi di canzoni, chi addirittura, per esercitarsi in ortografia e calligrafia, ha ricopiato l’inizio delle Cronache di Narnia.

E allora sono felice, perché il significato di parole come scelta, libertà, autonomia, responsabilità, comincia a delinearsi in modo concreto e chiaro.




giovedì 22 dicembre 2016

I compiti delle vacanze



Guardo i quaderni chiusi

i libri con gli esercizi

un po’ noiosi.



Restano lì, un poco minacciosi

come nuvole nel cielo

mentre mi diverto a nuotare

a far di tutto per dimenticare

che oltre le corse, i calci,

il mare, le risate, c’è il dovere.



Studiare è come aprire

una finestra.

Scegliere di non mangiare

sempre la stessa minestra.



Però, dice una voce:

le corse, l’aria, il mare…



Ma l’altra:

la fatica di imparare è meno

del gusto di imparare.

Fare i compiti è noioso

ma meno di quanto è gustoso

scoprire cose nuove.



Diviene più da ragazzo il viso,

o più da ragazza il profilo,

si muove in alto il mio corpo, dolce frassino,

sarà giovane, aperto, gli anni passano

quasi d’improvviso,



e via via,

muta la fisionomia.

Ma se non nutro

La conoscenza resta piccolo

il mio sguardo. Cresceranno

le mie orecchie, le mie dita



se studierò non ci sarà ritardo,

e crescerà anche la vita.

Davide Rondoni, Le parole accese Poesie per bambini e non, Rizzoli