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lunedì 17 dicembre 2018

Una lettera per...






La nostra nuova consonante è la L, e io vado a colpo sicuro, pescando dal mio scaffale Una lettera per Leo, di Sergio Ruzzier, Topipittori, felice caso in cui sia il protagonista che l’oggetto del titolo iniziano con identica lettera. “Facciamo la L” gridano infatti i bambini.

Una storia deliziosa e breve, di un postino che sogna di ricevere la sua prima lettera, e invece scova un uccellino, che forse ha smarrito il proprio stormo. Non c’è altro da fare che accoglierlo in casa propria, e con lui fare famiglia. 

E, quando sarà il momento, lasciarlo andare, perché possa tornare con la propria. Non senza una lacrima, certo; ma forse, nell’attesa, con una speranza in più.

I bambini e le bambine si fanno passare il libro, lo sfogliano, cercano di copiare qualche immagine (Ma lui lo tiene troppo!). Disegnano, e come sempre scrivono. Come sono capaci. Ogni giorno sempre più capaci.






Dico loro che poi faremo un altro lavoro: ognuno scriverà una lettera a chi desidera.
Qualcuno ha già deciso prima ancora che io termini la frase; altri devono pensarci ancora. Intanto copiamo il titolo: Una lettera per… Ognuno aggiungerà il destinatario.




Passo tra i banchi, leggo e spesso sorrido. A volte mi commuovo. Penso alle mamme e ai papà che leggeranno la prima lettera del loro bambino, della loro bambina. Penso a quanto sarà emozionante cercarle e rileggerle tra qualche anno (anche a questo servono ancora i quaderni: a documentare), ritrovando dentro quelle parole, quelle prime scritture -che non sono tentativi, sono scritture vere, dense e piene- il senso vero e primo della scrittura: comunicare.

Penso ai fratelli maggiori, belli, gran pescatori e allo stesso tempo, come tutti i fratelli maggiori, alcune volte mostruosi. 




Penso agli amici del cuore, quelli a cui vorresti stare sempre vicino. 






Penso alle amiche più grandi, che si vedono solo nel dopo mensa, perché all’intervallo non escono mai. Penso alla lettera alla maestra della scuola materna, che "mi manca tantissimo e più di tutto era come tutte le maestre" (chiedo: E come sono tutte le maestre? Lei risponde: Le mie, quelle della mia classe, sono belle.)


E penso alla lettera al nonno, colma di N, a conferma della bellezza dei nonni, con quelle tre N vicine vicine, e continuamente ripetute. Forse quella che mi emoziona di più.






 

mercoledì 7 dicembre 2016

Mercoledì al cubo 23 - Il postino dei messaggi in bottiglia, ovvero A scuola si legge - Scrivere per comunicare (classe 5^)



Se c’è una cosa che amo sono le connessioni.
Quando quel che faccio sottende un’infinita serie di legami, a volte invisibili ma resistenti, mi pare che tutto acquisti nuovo e più profondo significato.

Da due anni, ormai, l’appuntamento con il Mercoledì al cubo è una festa che vede narratori Scaffale Basso, Briciole di Pollicino e Apedario; in realtà, quattro donne unite dal caso, dalla vita e da una passione comune, che una volta al mese scrivono dello stesso libro.

Questa volta ho utilizzato l'albo scelto,

Il postino dei messaggi in bottiglia




di Michelle Cuevas e Erin E. Stead, Babalibri



per introdurre l'appuntamento di pochi giorni fa in quinta per A scuola si legge

Scrivere per comunicare





Ho cominciato proprio con la lettura di quest’albo, con l’obiettivo dichiarato di sfatare un mito: gli albi illustrati non sono riservati ai piccoli, ma un dono per chiunque desideri goderne con tutti i sensi.

L’albo narra la vita solitaria di un pescatore -unica compagnia, un gatto e una mucca fuori casa- il cui compito è scrutare le onde, per avvistare bottiglie contenenti messaggi da portare a destinazione.

Il suo più grande desiderio, la sua speranza, è trovare un giorno un messaggio destinato proprio a lui. […] ricordava che sarebbe stato facile come trovare sulla spiaggia un frammento d’unghia del piede di una sirena. Però gli sarebbe piaciuto.

E come in tutte le storie che si rispettino, un giorno qualcosa di nuovo accade. Un messaggio senza destinatario, né alcuna indicazione su dove recapitarlo.

È un libro a tratti triste e doloroso, questo, in cui la riflessione sulla solitudine emerge prepotente -è avvenuto anche durante la discussione con i ragazzi. Ma è allo stesso tempo un libro colmo di speranza: quel sentimento che ci costringe ad aprirci continuamente, incessantemente, alla vita e alle possibilità che essa ci offre, nonostante le esperienze, anche negative, precedenti. 


Come incomincia:

“Il postino di messaggi in bottiglia viveva solo in cima a un’altura, con un albero soltanto a fargli ombra. Tutto il tempo teneva gli occhi fissi sulle onde, in cerca di un luccichio di vetro.

Il suo era un lavoro della massima importanza.
Era suo compito aprire ogni bottiglia arrivata per mare e assicurarsi che fosse portata a destinazione.

A volte, per consegnare una bottiglia, bastava semplicemente passeggiare fino al villaggio vicino.
Altre volte doveva viaggiare finché la bussola non arrugginiva e la solitudine diventava tagliente come una squama di pesce.

A volte i messaggi erano molto vecchi, disseccati come foglie autunnali.
Altre volte i messaggi erano scritti con una penna intinta nella tristezza.

Il più delle volte però, rendevano le persone piuttosto felici, perché un messaggio può ospitare un tesoro, come un’ostrica ospita la perla.”

CUEVAS M. – STEAD E., Il postino dei messaggi in bottiglia, Babalibri




Abbiamo proseguito la lettura con alcune pagine tratte da due romanzi nuovi ed avvincenti, di quelli che davvero sembrano fatti per essere divorati:





di Sharon M. Draper, Feltrinelli



  
di Lynda Mullay Hunt, uovonero



 E che dire della rinnovata presenza di 


Lettere dello scoiattolo alla formica





 di Toon Tellegen e Alex Scheffler, Feltrinelli Kids



per l'ennesima volta presente nella mia bibliografia degli incontri con le classi?


“Quando riceverò finalmente della posta?” si chiese il passero. “Nessuno mi pensa.”
E cinguettando tristemente andò a posarsi tra l’erba sotto il tiglio.
Era una bella giornata, e all’improvviso gli venne un’idea. “Darò delle lezioni di scrittura di lettere” decise. “Ecco cosa farò!”
Allargò le ali e volò attraverso il bosco e oltre il fiume e lungo la riva, chiedendo a chiunque desiderasse scrivere delle lettere di prendere lezioni da lui.
Il giorno dopo, decine di animali che non vedevano l’ora di scrivere una lettera, si adunarono nella radura al centro del bosco. C’erano il dromedario, lo scarabeo, il martin pescatore, l’upupa, e perfino l’iguana.
Ciascuno ricevette una penna e un pezzo di corteccia di betulla.
 





Ogni ragazzo, invece della corteccia di betulla, ha ricevuto un foglio, su cui ha scritto ciò che ha desiderato, a chi desiderava: amici, fratelli, genitori, se stessi…
 






E per finire, una magnifica poesia di Arnfrid Astel, tratta da

Nel buio splendeva la luna




di Susanne Berner Rotraut e Edmund Jacoby, Einaudi Ragazzi




Una cartolina sognata

Mi han detto
che hai sognato
che io ti avevo scritto
una bella cartolina.

Ma io non ti ho spedito
la bella cartolina;
non l’ho
nemmeno scritta.

Eppur la cartolina
che hai sognato
ti arriverà lo stesso:
te la spedisco adesso.

Arnfrid Astel