mercoledì 26 marzo 2014

CApitomboli e bernocCOli

Ieri in Fiera ho rivisto Giusi Quarenghi, e mi sembra bella la coincidenza che il libro del post di oggi sia suo.

Mi piacciono molto le storie durante le quali ai bambini viene istintivo esclamare “Anch’io! Anch’io!” perché permettono a tutti di raccontare e raccontarsi, utilizzando la narrazione del proprio vissuto come mezzo di comunicazione e di relazione con gli altri.
 
“Capitomboli e bernoccoli” di Giusi Quarenghi

 
è la storia in rima di disavventure   ben note ad ogni bambino: cadute, scottature, graffi, botte (o gibolli, come li chiamano loro).

 
Pare che i genitori, per stare relativamente tranquilli, dovrebbero tener lontano i figli dalla bicicletta: la maggior parte dei capitomboli ascoltati in questi giorni sono avvenuti infatti dalla sella delle due ruote!
 
 
 
Neppure il letto si rivela un luogo sicuro, per non parlare di campi da calcio, parchi--gioco, scale e scale mobili: insomma, a volte il mondo è davvero pericoloso! 












 




E per finire, mi piace tantissimo osservare come le tre righe sotto il disegno ad alcuni bambini ormai non bastino più: è così che si diventa scrittori!


martedì 25 marzo 2014

Immersa nei libri...

Un abbraccio ai miei bambini: la maestra torna presto, è andata a fareun'immersione a Bologna! J
 
 
 
Se i libri fossero di torrone,

ne leggerei uno a colazione.

 
 
Se i libri fossero di prosciutto,

a mezzogiorno lo leggerei tutto.

 

Se i libri fossero di marmellata,

a merenda darei una ripassata.

 

Se i libri fossero di frutta candita,

li sfoglierei leccandomi le dita.

 

Se un libro fosse di burro e panna,

lo leggerei prima della nanna.

 

Roberto Piumini
 
 
 
 

lunedì 24 marzo 2014

Storie di CAcca

C come cacca: c’è sempre almeno un bambino che lo dice.
Non potevano quindi mancare storie puzzolenti:
 
 
“Chi me l’ha fatta in testa?”, glorioso capostipite di un filone che negli ultimi anni ha contato sempre più imitazioni, resta inarrivabile, ma era già stato letto mesi fa, all’epoca della T.
http://apedario.blogspot.it/2013/12/t-come-talpe.html

Ho quindi proposto ai bambini tre storie molto diverse: nella prima, “Le cacche del coniglio” di Pittau – Gervais, Il Castoro,


l’argomento è esibito, ripetuto, per la gioia dei bambini che vedono salire la montagna di cacche fino al cielo e sentono ripetere CACCHE CACCHE CACCHE allo sfinimento.









Nel secondo, invece, “Pina la mosca”, di Gusti, Il Castoro, la cacca fa la sua comparsa, in maniera assolutamente imprevedibile, solo alla fine; ed è un’autentica sorpresa anche per i lettori più sgamati.


 


L’ultimo, “Il gigante Gambipiombo”, di Fabian Negrin, Orecchio Acerbo, non parla di puzze solide ma gassose; “scorregge”, le chiama, con il nome che tanto fa ridere i bambini (e anche qui, il suono duro C la fa da padrone, insieme alla roboante R, tanto più che il gigante va a caccia di oche, scambiandole addirittura per cammelli)


 



domenica 23 marzo 2014

Ti conosco primavera

E se la chiamassimo, la primavera?



Ti conosco

primavera

vieni sempre all’improvviso

se ti chiamo non mi senti

se t’aspetto non t’importa

 

Vedi, esco con l’ombrello

col berretto e col cappotto

qui l’inverno dura ancora

non è tempo di sbocciare

State attente, margherite

non fidatevi del sole

Piano, primule e violette

l’erba è ancora secca e dura

 

Ti conosco

primavera

vieni sempre all’improvviso

sulla pelle io ti sento

le mie gambe fai volare

sotto il mento son contenta

benvenuta

primavera

 

Giusi Quarenghi, E sulle case il cielo, Topipittori


http://www.topipittori.it/it/catalogo/e-sulle-case-il-cielo
 

sabato 22 marzo 2014

Poesia ... CAni, CArdellini, pesCA e albicocCA

Topipittori - E sulle case il cielo - copertina





Cane randagio cane

feroce dice di lui chi

non lo conosce
 
Cane randagio cane

felice dice invece chi

lo capisce. Senza guinzaglio

senza recinto senza cancello

senza catena libero cane

di esser felice anche se

spesso salta la cena anche

se dorme sempre per terra

Libero cane, vengo con te

 

C’è un cane che mi ama

e sta chiuso in un giardino

Quando passo lui lo sa

mette il muso nel cancello

e mi aspetta con la coda

Quando arrivo lui lo sa

io lo bacio sopra il naso

lui mi lecca sulle orecchie

la sua zampa la mia zampa

lo accarezzo mi sorride

Non dormiamo mai vicini

ma io so che ci sognamo

 

Giusi Quarenghi, E sulle case il cielo, Topipittori








come un caso

ch’accadesse

come un cucciolo di cucco

come un calcio

come un sacco

Carlo cade

accoccolato

tra una capra

con la coda

ed un can color cannella

caro amico

cosa accade

a Como

 

Bruno Munari, Alfabetiere, Corraini

 




 
La pesca Regina
ha il nocciolo in società
con sua cugina.
 
La pesca di Malta
prima cade
e poi salta.
 
L’albicocca del Portogallo
ha la bocca di cristallo.
 
L’albicocca di Berlino
nel cuore ha un chiodino.
 
A Capo Ampelio
la stella marina
sta ferma a mezz’acqua
e cade di mattina.
 
Il cardellino di Apricale
vola bene
ma è senza fiato
quando sale le scale.
 
In una tazza la Camomilla
si mette a dormire
bionda e tranquilla.
 
Nico Orengo, Canzonette, Einaudi Ragazzi

venerdì 21 marzo 2014

C come cane (Perchè il cane ha il naso bagnato?)

Ci sono persone, prima ancora che blog, verso cui sono fortemente debitrice, per quanto in questi anni di frequentazione (seppur virtuale) hanno saputo regalarmi, arricchendo le mie conoscenze e la possibilità di proporre ai bambini testi sempre nuovi e di qualità.

Una di queste persone è certamente Carla Ghisalberti, al cui blog http://letturacandita.blogspot.it/, attingo a piene mani, sempre certa di scoprire tesori che altrimenti potrebbero andare perduti.
Qualche settimana fa, ad esempio, ho letto questa sua recensione http://letturacandita.blogspot.it/2014/02/la-borsetta-della-sirena-libri-per_18.html 
Quando, qualche giorno dopo, mi sono trovata di fronte il libro sullo scaffale di una grande libreria, non ho saputo resistere.

Quale altro animale, se non il migliore amico dell’uomo, per presentare ai bambini la lettera C?
Io e Carla, poi, oltre all’amore per la letteratura per l’infanzia , condividiamo anche quello per i quattrozampe pelosi, oltre che per la cucina, quindi la scelta è stata obbligata.

Cosa c’è di più soffice e tenero del naso di un cane? Ma perché è sempre bagnato?
Tutto cominciò con l’Arca, e un diluvio…

Come incomincia:

“Tanto, tanto tempo fa, non molto dopo la creazione del mondo, cominciò a piovere. Era una pioggia battente, con scrosci che cadevano dal cielo come barre d’acciaio e sembrava non smettere mai.
Fu allora che un uomo di nome Noè, che era molto saggio, iniziò a costruire una grande barca di salvataggio. Era fatta di una enorme quantità di tronchi e fu chiamata Arca.
Noè cercò ovunque e raccolse tutte le creature che gli venivano in mente. Invitò sull’arca perfino lumache, ragni e altri viscidi esseri striscianti che la maggior parte della gente uccide calpestandoli o con gli insetticidi.
Per ultimo, a bordo dell’arca di Noè, salì il cane. Era un tale miscuglio di cose che era impossibile dire di che razza fosse. Ma una cosa era certa: aveva un grande naso, nero e soffice.”

STEVEN – TORSETER, Perché il cane ha il naso bagnato?, ElectaKids









giovedì 20 marzo 2014

C'era una volta...

Da sempre mi affascinano i libri che permettono ai bambini di creare nuove e paradossali storie, in una moltitudine variopinta di combinazioni.

È il caso di "C’era una volta", di Sandro Natalini, La Margherita edizioni,
 



Il libro presenta i personaggi delle fiabe tradizionali suddivisi su tre alette, che sfogliate in modo casuale danno vita a personaggi stravaganti, protagonisti di avventure surreali.






Vi potrà capitare, ad esempio, di sentir narrare di

UNA STREGA CATTIVA

CHE COVAVA

UN BACIO

 
oppure


CAPPUCCETTO ROSSO

CHE INDOSSAVA

TRE DESIDERI


oppure ancora

 
UN TOPO CAMPAGNOLO

CHE TROVAVA

UN PISELLO SOTTO IL MATERASSO.
 
 
Il valore aggiunto di libri come questi è che sono anche facili da ricreare con i bambini: basta affidare un personaggio ad ognuno, dividere il foglio in tre fascette e segnare i punti esatti d’incontro tra le diverse parti del corpo.
Più facile da fare che da spiegare: