sabato 26 luglio 2014

Pioggia, sole... E sulle case il cielo





Nella parola sole sto a gambe nude
A testa scoperta nella parola pioggia
A occhi bendati nella parola nebbia
Faccio bocconi della parola pane
La parola acqua mi scorre in gola
E la parola neve prenderò coi guanti

Ma la parola amico non mi basterà
da sola non può fare la mano sulla spalla
risate a crepapelle, tacere più vicini
e mille segrete cose che fanno volare il cuore




Piove come Dio la manda!
dice la mia nonna
E come la manda Dio?
La manda in ogni modo
A cavallo del vento
A piedi come i millepiedi
ma anche di corsa, per scherzo
e persino in bicicletta
Delle volte la butta a manciate
E poi si dimentica

E come la manda
quando io la prendo e rido?
La manda che piange
e la riprende che canta






Il cielo io credo sia grande

Sta sopra le case e ne avanza
Sui monti e ne avanza
Fin dove c’è il mare
E ancora più in là
Quando poi ha l’azzurro
dell’occhio del mio cane
e quando prende la notte
e la butta sul mondo
allora io penso che è grande davvero
e che si mette la luna e le stelle
per non spaventare i bambini
e fare d’argento le strade
alle lumache
 

Giusi Quarenghi, E sulle case il cielo, Topipittori







venerdì 25 luglio 2014

Tante rime per i bambini corte lunghe lunghissime

C’è un libro che non dovrebbe mancare nelle biblioteche di quanti si occupano di letteratura per l’infanzia: s’intitola  
Tante rime per i bambini corte lunghe lunghissime


ed è purtroppo fuori catalogo da tempo, tanto che l’unico modo per recuperarlo è il prestito bibliotecario (un giorno parleremo anche di biblioteche, e di quale grazia sia il poter usufruire del prestito interbibliotecario, soprattutto in tempi in cui tutto sembra disponibile in un solo click).

Ho scoperto questo volume un paio d’anni fa, leggendo Perlaparola,


un illuminante e indispensabile saggio sulla poesia di Chiara Carminati, che aveva in precedenza pubblicato Fare poesia.


Da quando ho letto, e ripetutamente riletto, questi tre libri, il mio "fare poesia" a scuola ha assunto una dimensione nuova, emozionante, coinvolgente, oserei dire "meno scolastica".
La poesia pervade la vita, e come dice Donatella Bisutti in un suo saggio "La poesia salva la vita"



Sono convinta che la poesia permetta ai bambini di entrare in una nuova dimensione, emotiva, relazionale, ma anche di comprensione; credo che la poesia, proprio per il linguaggio, la metrica, le assonanze, le similitudini o le metafore che utilizza, riesca a penetrare mente, cuore e anima di chi la pratica, e possa raggiungere in modo più efficace livelli di consapevolezza e coscienza diversi.

Non potrei insegnare senza fare poesia; non potrei fare a meno di questa modalità di comunicazione, che offro a tutti i bambini, e che ogni bambino accoglie a modo proprio.

Tante rime per i bambini è un libro irrinunciabile perché offre, in un solo volume, una tale varietà di produzione poetica da poter passare anni interi.


Ad esempio, volete esercitarvi sull'uso della voce? Ci sono poesie da urlare a squarciagola



NOMI DI ISOLE SCOZZESI DA GRIDARE QUANDO ASPETTI L’AUTOBUS E TI STAI ANNOIANDO


Yell!

Muck!

Eigg!

Rhum!

Unst!

Hoy!

Foula!

Coll!

Canna!

Barra!

Gigha!

Jura!

Pabay!

Raasay!

Skye!

Ian McMillan



altre da sussurrare sottovoce

CANZONE PER CACCIARE UN BRUTTO SOGNO

Dove io sogno tutto va bene
Dove io sogno tutto va bene
Sogno la fresca cascata e tutto va bene
Sogno il grano che è bianco e tutto va bene
Sogno le acque correnti e tutto va bene
Sogno le cose più belle e tutto va bene
Sogno il polline in aria e tutto va bene
Sogno che sogno che tutto va bene
Canto popolare Navajo


Ci sono poesie per imparare i verbi
COSA FA CERTA GENTE
Ciarla, cinguetta, ciancia, cicala,
brontola borbotta,
bisbiglia, tartaglia, farfuglia, balbetta
chiacchiera e chioccia...
Strascica, biascica, blatera, critica,
boccheggia, sputacchia,
si inceppa, s'impapera, predica, esclama,
spiffera, sbuffa e soffia...
Esita, tituba, ronza, sussurra,
conciona e lamenta
ammicca, declama, ansima, grida
strilla e racconta...
Uggiola e urla, miagola e mugola,
mormora muggisce,
raglia, mitraglia, si lagna, discute,
stride e poi nitrisce...
Scherza, schiamazza, gioca, ridacchia
canzona e punzecchia,
ecco cosa certe gente riesce a fare
mentre non fa altro che parlare.
Anonimo
 
(ottimo esempio di uso dei sinonimi, non vi pare?)


o per attendere di entrare dal dentista

IN SALA D'ASPETTO
Quando sono in sala d'aspetto
dal dentista mi sento
barcolloso
cruccino
gengivistico
angoscillo
intorvato
titubino
svolente
agitagetto
inspinato
pippiscione
smidolletto
crucciolino
ansiosistico
barcolloso
lagnoletto-
tocca a me!
Sue Cowling
(quanto potrebbe essere divertente cercare l'etimologia di tutti questi aggettivi, e inventarne di nuovi, per questa o altre situazioni?)


o per riflettere, in pochi versi, sul peso, o la leggerezza, di CERTA GENTE nella nostra vita

CERTA GENTE
Certa gente parla parla
senza dire mai niente.
Certa gente ti guarda un secondo
e sembra che canti tutto il mondo.
Certa gente ride e ride
e ti senti ancor più triste.
Certa gente appena ti sfiora
di mille musiche il cielo colora.
Charlotte Zolotov

giovedì 24 luglio 2014

Le filastrocche della Melevisione

La Melevisione è stato sicuramente uno degli esperimenti più riusciti di tv per ragazzi di qualità, difficilmente assimilabile ad altri programmi (l'unico che mi viene in mente è “L'albero azzurro” con Dodò protagonista). 
 
Da quell'esperienza è stata tratta la raccolta

Le filastrocche della Melevisione


 
piacevolissima e fresca lettura per questi giorni estivi.



Filastrocca acchiappafarfalle

Furba farfalla
Frullo di fuoco
Fragola gialla
Fermati un poco
Fresco di sete
Frutto da bere
Nella mia rete
Fatti cadere




Filastrocca faccia di frutta

Fronte di mela tagliata in due spicchi
Occhi di uva, lucidi chicchi
Naso pallina di fragola fresca
Guance gemelle con pelle di pesca
Labbra ciliegie lucenti superbe
Denti di candide mandorle acerbe
Mento albicocca con belle fossette
Orecchie nespole tagliate a fette
Questa è l’amica che vedo davanti
Qui nel frutteto dei giorni diamanti
È la mia amica di pura natura
Faccia di frutta matura




Filastrocca del futuro

E poi? E dopo di poi?
Che cosa riserva il futuro?
E noi? E dopo di noi?
Che cosa c’è dietro quel muro?
Sapere non posso
È corto il mio sguardo
Ma fare io posso
Con passo gagliardo
Perché nel futuro non vedo
Però nel futuro ci vado




Filastrocca dei fratelli

Le tue mani come ali
Fanno a pugni e fanno a giochi
Con le mie che sono uguali
E mi specchio nei tuoi occhi
Se sei bravo o se sei bello
Non so dirlo neanche più
Perché tu sei mio fratello
So soltanto che sei tu




Filastrocca per cogliere fragole

Cerca le fragole
Cercale e trovale
Vedile e coglile
In mezzo alle foglie
L’erba che è morbida
Toccala frugala
Trova la fragola

E via nel cestino!

Bruno Tognolini, Le filastrocche della Melevisione, Gallucci

mercoledì 23 luglio 2014

Buonanotte, Talpotto! ovvero Piccole riflessioni sulla non violenza



Un altro personaggio tenero e strampalato uscito dalla penna e dai pennelli di Janosch. In 

Buonanotte, Talpotto!



i protagonisti, una famiglia di talpe e i loro amici, vivono avventure divertenti e stravaganti, da cui può sempre capitare di imparare qualcosa.

In Talpotto acchiappa un pesce, il piccolo esce a pesca armato di una bottiglia, in cui infila una zanzara a fare da esca. Un pesciolino viene catturato, ma…


In questi giorni di terribili violenze, che non risparmiano neppure i bambini, anche un libro piccolo, scritto per i più piccoli, può aiutare a riflettere su aggressioni, responsabilità, non violenza.

“-Ehi, il pesce mi vuole mangiare!- grida la zanzara. –Questo significa uccidere e non va bene.
-E Talpotto mi vuole cuocere in padella!- grida il pesce. –Anche questo significa uccidere e non va bene.
E chi vola lassù in alto nell’aria? L’aquila. Vuole mangiarsi Talpotto. Talpotto, stai attento! Ti ha già preso di mira, con i suoi occhi che vedono tutto.
Ma dietro a un cespuglio si nasconde il cacciatore con il suo fucile. Vuole sparare all’aquila.
Il pesce vuole mangiare la zanzara.
Talpotto vuole mangiare il pesce.
L’aquila vuole mangiarsi Talpotto in un solo boccone.
Il cacciatore vuole uccidere l’aquila.
E poi chi resta?
Uno solo, il cacciatore. Eh no, così non va, dico io!
Pesce, lascia libera la zanzara.
La Zanzara punge il cacciatore proprio vicino all’occhio.
Il cacciatore non riesce più a vedere l’aquila.
L’aquila non si mangia Talpotto in un solo boccone.
Talpotto non arrostisce il pesce.
E siamo tutti di nuovo liberi.
Ben fatto!”

JANOSCH, Buonanotte, Talpotto!, Feltrinelli Kids

Par quasi di sentirlo, il bambino che ascolta la storia, intervenire ad una sola voce con il narratore, che sembra aver preso in prestito le parole proprio da un piccolissimo ascoltatore: “Talpotto, stai attento!” oppure “Ben fatto!”.  

Che splendido narratore, Janosch!