mercoledì 15 maggio 2013

I come Ina


 

Che cosa può fare una formica di fronte ad un esercito che avanza picchiando gli stivali per terra a ritmo di marcia?

Nulla, a meno che non si chiami Ina e non sappia maneggiare le lettere dell’alfabeto.

 Come incomincia:

“ C’era una volta una formica che portava nel formicaio le lettere dell’alfabeto. Si chiamava Ina.

Le sue compagne, che portavano briciole di pane, consideravano Ina un po’ matta e la trattavano male.

A tavola le mettevano nel piatto solo le briciole delle loro briciole, ma lei non si perdeva d’animo e continuava a raccogliere delle A, delle m, delle g e così via.

Finché un giorno le pareti del formicaio cominciarono a tremare, in lontananza si sollevò un polverone nero e le formiche videro una colonna di soldati che avanzava verso di loro picchiando gli stivali per terra a ritmo di marcia: tum, tum, tum, tum, tum, tum!”

 
TERZAGHI – ZURCHER, Ina, la formica dell’alfabeto, AER